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Democrazia e crisi ecoclimatica: XR annuncia due settimane di mobilitazione

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Sarà il 2 giugno, Festa della Repubblica, il momento culminante della nuova mobilitazione lanciata da Extinction Rebellion. Dal 29 maggio, il movimento porterà a Roma una settimana di presìdi, parate e azioni nonviolente.
Democrazia e crisi ecoclimatica: XR annuncia due settimane di mobilitazione

Sarà il 2 giugno, Festa della Repubblica, il momento culminante della nuova mobilitazione lanciata da Extinction Rebellion. Dal 29 maggio, il movimento porterà a Roma una settimana di presìdi, parate e azioni nonviolente per «denunciare la crisi democratica e climatica, all’interno di un percorso più ampio ribattezzato “Prima-vera Democrazia” – spiega XR – La scelta delle date è fortemente simbolica: nel 2026 ricorre l’80° anniversario del Referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica. Ottant’anni dopo, ci troviamo in un Paese che finanzia la guerra, distrugge la Terra e restringe i diritti. Torniamo nella capitale e invitiamo tutte e tutti a mobilitarsi: non c’è nulla da celebrare, ma tutto da riconquistare».

«Negli ultimi anni si stanno registrando a livello globale una riduzione della quantità e della qualità delle democrazie, un trend considerato preoccupante da numerosi osservatori internazionali – proseguono da XR – Anche in Italia, come in altri Paesi occidentali, emergono segnali di restrizione dei diritti democratici. Il monitoraggio di Civicus ha evidenziato un peggioramento dello spazio civico, con limitazioni crescenti al diritto di protesta e un rafforzamento degli strumenti di controllo e sorveglianza».

«Difendere la democrazia significa esigere e riconquistare spazi reali di partecipazione, soprattutto sulle decisioni che riguardano la crisi ecoclimatica” – afferma il movimento – Una crisi che, secondo il rapporto dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale dello scorso marzo, sta già producendo effetti su ecosistemi, economie e società, con rischi crescenti per la sicurezza alimentare e la vivibilità di intere aree del pianeta. Il rapporto infatti certifica che gli ultimi 11 anni sono stati i più caldi mai registrati e sottolinea come gli oceani abbiano assorbito il 90 per cento di questo calore, causando sempre più fenomeni meteorologici estremi. Tra questi, i molteplici uragani Atlantici e Mediterranei che in gennaio e febbraio hanno devastato Portogallo, Spagna, Francia, Marocco e l’Italia insulare e meridionale, provocando decine di morti e miliardi di danni a abitazione e infrastrutture».

XR stigmatizza il fatto che «le politiche italiane restano infatti fortemente orientate verso il gas, nuove infrastrutture energetiche e grandi opere, una direzione incompatibile con la necessità di ridurre rapidamente le emissioni».

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