Lav: «Esperimenti, l’Università di Bologna liberi i macachi»
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L’associazione animalista Lav ha lanciato una “campagna mail” per chiedere al rettore dell’Università di Bologna la liberazione dei macachi sottoposti a sperimentazione e la creazione di una nuova linea di ricerca senza sfruttamento animale.
«Nonostante la legge veda come totalmente prioritari i modelli di ricerca animal-free e industria e nonostante cittadini e Istituzioni, a livello internazionale, promuovano una scienza human-based, l’ateneo bolognese ha deciso di investire fondi e ricercatori sui test con macachi di Giava, specie peraltro inserita nella lista di animali a rischio di estinzione nel 2022 e la cui principale minaccia è proprio la cattura e vendita a laboratori biomedici per la sperimentazione, nonostante il decreto vieti categoricamente l’utilizzo di primati non umani salvo casi eccezionali».
Lav spiega che «la documentazione ottenuta ha permesso di scoprire che i macachi vengono utilizzati per lo studio dei segnali neuronali emessi da determinate regioni del cervello e sottoposti a sessioni sperimentali molto invasive tramite apparecchi fermatesta e impianti cranici».
«Questo tipo di ricerche è collegato a sofferenze elevatissime (soprattutto per animali che hanno capacità cognitive così sviluppate): oltre al distress legato al confinamento in un luogo asettico fatto di sbarre metalliche e spazi limitati non adatti alla specie, si aggiungono le fasi di addestramento per compiere determinate azioni, limitazioni nei movimenti e molto altro» ha dichiarato Michela Kuan, biologa e responsabile scientifica dell’area ricerca senza animali di LAV.
«Come LAV, durante le numerose richieste di incontro con l’Università, ci siamo più volte resi disponibile non solo a farci completamente carico degli animali, ma persino a finanziare totalmente una nuova linea di ricerca nella stessa area fornendo sostegno economico e di competenze scientifiche, proposte che sono cadute puntualmente nel vuoto. LAV crede fermamente nella scienza human-based e soprattutto crede fermamente nella scienza che non viviseziona e non tortura altri esseri viventi» ha concluso LAV.
Foto: sito web Lav
LETTURE UTILI
Tutto l’amore che resta. Affrontare e superare la perdita del nostro amico a 4 zampe
Perdere il proprio animale è sempre un grande dolore. Eppure spesso viene sminuito. Ma la ferita resta, e divenirne consapevoli aiuta a superare la sofferenza e a custodire nel proprio cuore il ricordo vivo del legame che abbiamo vissuto. Questo libro ci permette di scoprire una nuova prospettiva, per trasformare la sofferenza e rivendicare la profondità di un legame indelebile. Hanno contribuito con i loro interventi: Ines Testoni, docente di psicologia sociale, sua la prefazione • Anna Albonico, insegnante • Stefano Cattinelli, veterinario esperto di “Costellazioni anima-li” e di omeopatia • Maria Falvo di LAV, che ha curato l’edizione del volume • Goffredo Fofi, giornalista, critico e saggista • Manuela Macelloni, filosofa ed educatrice cinofila • Annamaria Manzoni, psicologa e psicoterapeuta • Angelo Vaira, studioso di scienze cognitive animali, zooantropologia e neurolinguistica • Massimo Wertmüller, attore e doppiatore.

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Vite connesse. L’approccio sistemico nella relazione col cane
Questo libro ci accompagna sulla via dell’approccio sistemico per comprendere più a fondo la relazione tra noi e il nostro cane. Gli autori, partendo dalla loro esperienza professionale, dimostrano come sia necessario uno sguardo articolato: i malesseri o i comportamenti disfunzionali che manifestano i nostri amici a quattro zampe fanno infatti emergere paure, tensioni, questioni irrisolte che riguardano anche la vita passata o presente della persona o delle persone con cui convivono. L’approccio sistemico ci rende capaci di osservare la relazione con il cane nel contesto della pluralità di sistemi che costituiscono la nostra quotidianità, a partire dalla famiglia e dal territorio in cui viviamo.
