Ari: «Coltivi bio? Attenzione agli Ogm accanto al tuo campo»
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«Stai coltivando in biologico? Hai vigne, pomodori o mele con certificazione DOP? Qualcuno potrebbe sperimentare nuove piante geneticamente modificate (i prodotti delle cosiddette NGT o “nuove tecniche genomiche”) in un campo accanto al tuo e tu non ne sai nulla. Non te lo ha detto nessuno»: l’Associazione Rurale Italiana mette in guardia i contadini alla luce della deregolamentazione in atto dei nuovi Ogm.
«Non è un’ipotesi: è quello che sta accadendo in Italia – incalza Ari – Nel 2026 sono state approvate o sono in via di approvazione nuove prove in campo con piante NGT (vite, pomodoro, melanzana) che si aggiungono a quelle già avviate negli anni precedenti. I siti? Spesso indicati con il solo nome della Regione, o non indicati affatto. Gli agricoltori confinanti? Non informati. I sindaci? Lasciati all’oscuro.
«Eppure la legge è chiarissima: la Corte di Giustizia europea ha stabilito che la localizzazione esatta di questi campi sperimentali non può mai essere tenuta segreta – prosegue Ari – Il decreto legislativo 224/2003 impone un registro pubblico aggiornato con i dati precisi. Il governo italiano ha ignorato questi obblighi e, fingendo che il nuovo regolamento europeo fosse già stato approvato ha semplificato le norme relative ai campi sperimentali, nel 2025 ha addirittura introdotto norme per rendere “confidenziali” informazioni che la normativa europea impone di rendere pubbliche».
ARI chiede al Governo di «rivelare dove sono esattamente questi campi, chi è stato informato, chi è stato consultato e quali misure proteggono le certificazioni biologiche e le Dop in caso di contaminazione»
Foto: Adem Albayrak su Pexels
LETTURE UTILI
La deregolamentazione di un’ondata di nuovi Ogm in Europa può cambiare per sempre l’agricoltura e il cibo che mangiamo.
Finora gli obblighi di tracciabilità, etichettatura e valutazione del rischio secondo il principio di precauzione avevano evitato a Italia ed Europa l’invasione di coltivazioni figlie dell’ingegneria genetica e del cibo creato in laboratorio. Ora però la Commissione Europea sta cancellando ogni vincolo per le cosiddette New Genomic Techniques (NGT), ribattezzate in Italia Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), compresa la possibilità per gli Stati di vietarle sul loro territorio. In questo libro si intrecciano storia della biologia, inchiesta giornalistica e testimonianze dai movimenti, per raccontare gli enormi interessi e le relazioni pericolose tra multinazionali, politica e scienziati che rischiano di compromettere la vera transizione agroecologica, i diritti dei contadini sui semi e quelli dei consumatori a una scelta informata.

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L’agricoltura che non è industriale non è facile, ma c’è, esiste e i contadini che la praticano sono ancora tanti e vogliono far sentire la loro voce. Ce lo spiega bene Antonio Onorati in questo libro, che ci fa capire:
• come le politiche agricole favoriscano i grandi gruppi e le multinazionali, ma anche come sia possibile cambiare rotta;
• come la pressione su brevetti e OGM rappresenti un enorme pericolo per la biodiversità e i piccoli coltivatori;
• come ci sia da fare un grande lavoro per ripensare le rappresentanze agricole;
• come sia sempre più necessaria e improcrastinabile una svolta agroecologica;
L’agricoltura contadina, e l’economia che le corrisponde, ha gli elementi necessari per garantire la produzione di cibo in armonia con la natura e non contro di essa.

