Ambiente
Trivelle sul Delta del Po: il Tar dà ragione agli ambientalisti
Il Tar ha deciso che le trivellazioni previste con il Progetto Teodorico sul Delta del Po vanno bloccate; ha accolto il ricorso degli ambientalisti.
Il Tar ha deciso che le trivellazioni previste con il Progetto Teodorico sul Delta del Po vanno bloccate; ha accolto il ricorso degli ambientalisti.
Il prossimo 18 febbraio la Cassazione si riunirà a Sezioni Unite per stabilire se anche in Italia, come già succede all’estero, sia possibile o meno intentare una causa climatica che accerti le responsabilità delle aziende inquinanti per gli eventi climatici estremi.
Il riciclo della plastica in Italia? I dati diffusi da Greenpeace rivelano che il riciclo effettivo è meno della metà dei rifiuti prodotti e per di più si basa su metodi di calcolo poco trasparenti: «I numeri sono al di sotto degli obiettivi comunitari che dovranno essere del 50% entro il 2025 e del 55% entro il 2030».
È partita la campagna “Ferma il riarmo” promossa dalla Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, Greenpeace Italia, Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci! Che propone anche di tassare gli extraprofitti bellici e invita alle mobilitazioni. E oggi, sabato 26 ottobre, manifestazione in sette piazze d’Italia per la pace.
ENI ha notificato a Greenpeace e ReCommon l’atto di citazione per presunta diffamazione, citandole in giudizio perché, a suo dire, avrebbero messo in piedi “una campagna d’odio” nei confronti dell’azienda. Le due organizzazioni stigmatizzano l’attacco giudiziario di ENI e replicano: «Non ci facciamo intimidire».
In 15 anni l’italia ha perso metà delle sue piccole aziende agricole: lo conferma un nuovo report di Greenpeace: «I sussidi europei favoriscono i grandi produttori». E a giorni esce per Terra Nuova edizioni "In difesa dei contadini" di Antonio Onorati, analisi lucida ed efficace di ciò che sta accadendo.
Oltre 100 organizzazioni non governative, tra cui Amnesty International, Children’s Rights International Network, Greenpeace e ISDE, hanno chiesto all'Unione Europea di fermare le scappatoie «ipocrite, crudeli, ingiuste e intollerabili», che permettono alle aziende europee di arricchirsi esportando all’estero prodotti tossici vietati all’interno del mercato unico comune.
La deforestazione nell'Amazzonia brasiliana torna a crescere: nel mese di luglio oltre il 33% in più rispetto allo stesso mese del 2023. I focolai di incendio sono aumentati del 98%. Greenpeace: «È un campanello d’allarme».
Nel febbraio 2025, Greenpeace USA dovrebbe andare a processo nel North Dakota: è stata citata in giudizio da Energy Transfer, operatore dell’oleodotto Dakota Access, per quasi 300 milioni di dollari in relazione alle proteste del 2016 a Standing Rock
Meno dell’1% dei mari italiani è sottoposto a misure di tutela efficaci e appena lo 0,04% rientra nel computo delle aree in cui è vietata qualsiasi tipo di attività, inclusa la pesca. Siamo quindi ben lontani dalla protezione di almeno il 30% dei nostri mari entro il 2030 che l’Italia si è impegnata a realizzare: lo denuncia Greenpeace.
Un nuovo rapporto di Greenpeace Italia sulle attività di esplorazione ed estrazione di gas e petrolio di ENI mostra come, dei 767 progetti in cui è attualmente coinvolta a livello globale la multinazionale italiana, «ben 552 abbiano iniziato (o inizieranno) a estrarre fonti fossili dopo l’Accordo sul clima di Parigi, raggiunto del 2015. Per novantasei di questi progetti hanno addirittura acquisito la licenza dopo quella data».
La seconda sezione civile del Tribunale ordinario di Roma ha rinviato alla Corte di Cassazione la decisione sulla procedibilità del processo civile intentato da Greenpeace Italia, ReCommon e 12 cittadine e cittadine nei confronti di ENI e dei suoi azionisti Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Lo fa sapere la stessa Greenpeace.
«La guerra in corso a Gaza non ha solo un altissimo costo umano, ma sta anche causando danni ambientali gravissimi nelle zone interessate dal conflitto, con conseguenze devastanti per l’aria, l’acqua e il suolo, e per tutte le persone che vivono in questi luoghi»: è il quadro allarmante denunciato Greenpeace
«È stato presentato, a bordo della nave MV Arctic Sunrise di Greenpeace ormeggiata al Porto Antico, il primo rapporto italiano «sull’ondata repressiva che sta investendo chi manifesta pacificamente per la protezione dei territori e per la giustizia climatica” spiega la stessa associazione.
Tutte le 36 persone residenti nel comune di Alessandria (Piemonte) che si sono sottoposte alla quantificazione di PFAS (sostanze poli e perfluoroalchiliche) nel proprio sangue mostrano concentrazioni superiori ai 2 nanogrammi per millilitro, ovvero il limite individuato dalla National Academies of Sciences (NAS) e adottato anche dal protocollo della Regione Piemonte come valore di riferimento. Lo fa sapere Greenpeace, che chiede di estendere i controlli.
Tutte le 36 persone residenti nel comune di Alessandria (Piemonte) che si sono sottoposte alla quantificazione di PFAS (sostanze poli e perfluoroalchiliche) nel proprio sangue mostrano concentrazioni superiori ai 2 nanogrammi per millilitro, ovvero il limite individuato dalla National Academies of Sciences (NAS) e adottato anche dal protocollo della Regione Piemonte come valore di riferimento. Lo fa sapere Greenpeace, che chiede di estendere i controlli.
In merito alle estrazioni nei fondali marini «il nostro governo sembra oscillare tra la tutela e la possibilità di sfruttare i fondali marini» scrive Greenpeace, che chiede che venga presa una posizione netta di contrarietà a questa pratica «che sarebbe devastante».
Un’inchiesta dell’Unità investigativa di Greenpeace Italia rivela che il progetto “Congo LNG” di ENI, per importare gas naturale liquefatto (GNL) dalla Repubblica del Congo, «è un'iniziativa piena di ombre, utile al colosso energetico italiano anche per nascondere e delocalizzare parte delle sue emissioni».
A causa del mancato rispetto delle emissioni di PFAS, la Provincia di Alessandria ha inoltrato alla Solvay (oggi Syensqo) due diffide intimando allo stabilimento chimico di rispettare i limiti di legge consentiti per gli scarichi di queste sostanze. La Provincia ha inoltre imposto allo stabilimento il fermo delle produzioni per 30 giorni. Lo fa sapere Greenpeace.
«La Cattura e lo Stoccaggio della CO₂ (CCS) è da un lato solo una falsa soluzione per mitigare il riscaldamento globale e dall’altro la foglia di fico delle multinazionali fossili come ENI per continuare a estrarre gas e petrolio». È quanto denunciano Greenpeace Italia e ReCommon nel rapporto “ CCS, l’ennesima falsa promessa di ENI”, diffuso dalle due organizzazioni.