Ambiente
Pfas: 129 Comuni veneti chiedono la messa al bando
In Veneto sono 129 i Comuni che hanno approvato la mozione proposta dalla Rete Zero Pfas per chiedere al Parlamento italiano una legge che metta al bando i Pfas.
In Veneto sono 129 i Comuni che hanno approvato la mozione proposta dalla Rete Zero Pfas per chiedere al Parlamento italiano una legge che metta al bando i Pfas.
Le concentrazioni di alcuni Pfas raddoppiano in media ogni volta che ciò che li contiene risalgono di un gradino la catena alimentare: lo studio pubblicato su Nature Communications.
In Italia i PFAS sono presenti anche nell'aria oltre che nelle acque. A dimostrarlo è l’ultima inchiesta dell’Unità Investigativa di Greenpeace Italia, che ha analizzato i dati del Registro europeo Pollutant Release and Transfer Register.
Anche quest'anno in Veneto il gruppo Zero Pfas porta nelle scuole gratuitamente incontri per informare e sensibilizzare ragazzi e famiglie sul problema dell'inquinamento da Pfas. Come ci spiega Donata Albiero, attivista da tempo sul tema.
Diciannove tra associazioni e comitati della Toscana hanno fatto eseguire analisi, a loro spese, sulle acque di diverse aree della regione cercando Pfas e metalli pesanti. «Emerge con nostra preoccupazione che queste sostanze sono presenti nella quasi totalità dei campioni» dicono le associazioni.
«Una sentenza che ripaga anni di impegno, di fatica, di notti insonni e di lotta collettiva. Una battaglia lunga e difficile che ci ha spesso fatto sentire come Davide contro Golia»: così le Mamme No Pfas a commento delle 11 condanne che il Tribunale di Vicenza ha inflitto a conclusione del processo Miteni per inquinamento da Pfas.
Il processo Miteni per inquinamento da Pfas si è chiuso a Vicenza con 11 condanne per un totale di 141 anni di carcere. La contaminazione ambientale ha interessato in Veneto le falde acquifere delle province di Vicenza, Padova e Verona.
Diffusi i dati sulla presenza di PFAS nei dispositivi di protezione individuali e nel sangue di 16 vigili del fuoco provenienti dai comandi di Catania, Padova, Verona, Alessandria, Genova e Pisa.
Sentenza storica del Tribunale di Vicenza, che ha riconosciuto i Pfas come causa della morte di un operaio. Greenpeace: «Il governo metta al bando uso e produzione dei Pfas in italia».
È all’esame del Parlamento il Decreto Legge urgente, già approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 13 marzo, volto a ridurre i livelli consentiti di PFAS (composti poli e perfluoroalchilici) nelle acque potabili e a inserire limiti per il TFA (acido trifluoroacetico).
Sono 58 le associazioni che hanno sottoscritto, insieme ad alcuni pediatri, un appello per chiedere il divieto nazionale e globale per i PFAS. L’appello è stato inviato ai presidenti della Repubblica e del Consiglio e ai ministri della salute e dell’ambiente.
Quarantasei Ong, fra cui Isde Italia, e quaranta scienziati hanno firmato una lettera che chiede alla Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, di adottare restrizioni per la produzione e l’uso dei Pfas.
Circa il 60% del pescato delle acque del Santuario dei Cetacei, lungo la costa della Toscana, è contaminato da PFOS, composto classificato come possibile cancerogeno appartenente al gruppo dei PFAS. Stessa contaminazione in pesci e crostacei pescati nei mari della Calabria, sia nel versante del Tirreno che in quello ionico. Lo rivelano i dati che Greenpeace Italia ha ricevuto da ARPAT.
Tutte le 36 persone residenti nel comune di Alessandria (Piemonte) che si sono sottoposte alla quantificazione di PFAS (sostanze poli e perfluoroalchiliche) nel proprio sangue mostrano concentrazioni superiori ai 2 nanogrammi per millilitro, ovvero il limite individuato dalla National Academies of Sciences (NAS) e adottato anche dal protocollo della Regione Piemonte come valore di riferimento. Lo fa sapere Greenpeace, che chiede di estendere i controlli.
Tutte le 36 persone residenti nel comune di Alessandria (Piemonte) che si sono sottoposte alla quantificazione di PFAS (sostanze poli e perfluoroalchiliche) nel proprio sangue mostrano concentrazioni superiori ai 2 nanogrammi per millilitro, ovvero il limite individuato dalla National Academies of Sciences (NAS) e adottato anche dal protocollo della Regione Piemonte come valore di riferimento. Lo fa sapere Greenpeace, che chiede di estendere i controlli.
A causa del mancato rispetto delle emissioni di PFAS, la Provincia di Alessandria ha inoltrato alla Solvay (oggi Syensqo) due diffide intimando allo stabilimento chimico di rispettare i limiti di legge consentiti per gli scarichi di queste sostanze. La Provincia ha inoltre imposto allo stabilimento il fermo delle produzioni per 30 giorni. Lo fa sapere Greenpeace.
Un nuovo studio scientifico pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives ha mostrato la pericolosità per la salute di un additivo alimentare molto utilizzato dall’industria, il biossido di silicio. Lo studio è stato condotto dall’istituto francese INRAE (Istituto nazionale di ricerca per l’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente) e dall’università canadese McMaster University.
Una nuova inchiesta di Greenpeace Italia, basata su dati ISPRA raccolti tra il 2019 e il 2022, dimostra che la contaminazione da PFAS è presente in tutte le Regioni italiane in cui sono state effettuate le indagini nei corpi idrici (fiumi, laghi e acque sotterranee). Ma i controlli sono ancora pochi.
Un gran numero di giacche a vento per bambini attualmente in commercio contengono PFAS – sostanze perfluoroalchiliche prodotte dalle industrie e associate a numerose patologie, tra cui alcune forme tumorali – in quantità maggiori rispetto ai limiti imposti dai parametri dell’Unione Europea.
Una nuova ricerca in collaborazione con la Fondazione svizzera Food Packaging Forum ha scoperto 68 PFAS negli imballaggi alimentari, tra cui plastica, carta e metallo rivestito. Lo denuncia EcoWatch.