Ambiente
Frane e alluvioni: 19 miliardi di danni in 10 anni
Oltre 19 miliardi di euro per frane e alluvioni in dieci anni: sono i danni economici stimati tra il 2015 e il 2024 nel nostro Paese, come emerge dal report di Greenpeace
Oltre 19 miliardi di euro per frane e alluvioni in dieci anni: sono i danni economici stimati tra il 2015 e il 2024 nel nostro Paese, come emerge dal report di Greenpeace
Le associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF si rivolgono alla Corte dei Conti per contrastare la scelta del governo di procedere con il ponte sullo Stretto di Messina.
Il Movimento “No Ponte” ribadisce un netto no alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina: «Opera inutile, costosa e impattante».
In un documentario il progetto pionieristico “Spesa disimballata”, che punta a cambiare le abitudini quotidiane di cittadini e commercianti e promuovere uno stile di vita più sostenibile e responsabile.
Rifiuti Zero Sicilia ha presentato ricorso al Tar contro il Piano Regionale dei Rifiuti, definendolo «un piano scellerato che prevede tra l’altro la costruzione di due inceneritori, in totale spregio delle alternative sostenibili e delle normative europee».
In 600 pagine di osservazioni dieci associazioni hanno inviato alla Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente le loro motivazioni per il no al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina.
"No a un futuro in cenere. La Sicilia non diventi la pattumiera del Mediterraneo": è l'appello di sedici associazioni siciliane che scendono in campo contro gli inceneritori previsti dalla Regione Siciliana a Catania e Palermo.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato sul proprio sito istituzionale l’elenco delle aree presenti nella proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee (CNAI), che individua le zone dove realizzare in Italia il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e il Parco Tecnologico, per lo stoccaggio in via definitiva dei rifiuti radioattivi.
Sul numero di luglio della rivista Terra Nuova parliamo di come la Sicilia si stia aprendo a nuove coltivazioni, dal sapore esotico ma nel pieno rispetto di stagionalità e biodiversità. E uno dei protagonisti si racconta in una videointervista realizzata da Veggie Channel in collaborazione con Terra Nuova.
Un ampio fronte di associazioni e comitati ha sottoscritto un appello agli enti territorili e locali siciliani per chiedere che impugnino il Pitesai: «Non è accettabile che si affermi che l’intera superficie regionale e una ampia area marina dal Tirreno meridionale all'estremo lembo sud del Canale di Sicilia, sarebbero idonee per le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi».
Giuseppe Li Rosi è tra i protagonisti della nascita dell'associazione Simenza, che in Sicilia custodisce la biodiversità agricola e contribuisce a diffonderne la conoscenza. Li Rosi sottolinea con forza il ruolo importante della Sicilia nella produzione agricola di valore e qualità e nella ricchezza di biodiversità.
Anche la Sicilia in fiamme, dopo le devastazioni della Sardegna. E il fuoco, spesso doloso e alimentato dal caldo, lascia dietro di sé danni enormi. Da Palermo a Catania, da Enna e Noto al messinese.
Generazioni Future Sicilia, insieme a oltre venti associazioni, ha diffuso un documento per sollecitare l’adozione, da parte della Regione Sicilia, del Piano Energetico che regolamenta l’istallazione di impianti fotovoltaici tutelando allo stesso tempo paesaggio, agricoltura, cittadini e agricoltori.