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“Nati liberi”, la relazione al centro dell’educazione

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Si chiama “Nati liberi” ed è il progetto di scuola parentale all’aperto nato ad Almenno San Salvatore, in provincia di Bergamo e frequentato da diverse decine di bambini dai 2 ai 14 anni.

“Nati liberi”, la relazione al centro dell’educazione

Si chiama “Nati liberi” ed è il progetto di scuola parentale all’aperto nato ad Almenno San Salvatore, in provincia di Bergamo e frequentato da diverse decine di bambini dai 2 ai 14 anni. Ne abbiamo parlato con Romina Passoni, fondatrice e presidente di Gioia Cooperativa Sociale Onlus, insegnante che, insieme ad alyri operatori, porta avanti il progetto educativo “Nati Liberi!. 

Romina, parlaci di questo progetto.

«“Nati liberi” è una scuola che amiamo definire naturale, una comunità che offre istruzione parentale e nasce come manifestazione di una relazione autentica. La costruzione di relazioni di significato è dunque la base e il fine ultimo di quanto proponiamo. Educare deriva dal verbo latino “ex-ducere”, ossia “condurre fuori”, e il nostro obiettivo è liberare ciò che in ciascun bambino è già presente: la creatività, la curiosità, l’amore, la cura e tutte le caratteristiche che sono simbolo dell’unicità di ognuno. “Nati liberi” è il cuore di Gioia Cooperativa sociale onlus, nata nel 2018 dal desiderio dei suoi quattro soci fondatori di realizzare luoghi che conoscano e rispettino la natura del bambino, affinché possa maturare un’identità nella consapevolezza e nell’autenticità. Attualmente il servizio educativo conta due sedi: quella dedicata ai bambini di età compresa fra i 2 e i 5 anni è una struttura nuova e luminosa, che sorge vicino a un bosco; poco distante c’è la sede dei bambini in età scolare, fra i 6 e i 14 anni, una casa di recente ristrutturazione circondata da un ampio giardino. “Nati liberi” è una realtà ben radicata sul territorio, attualmente scelta da circa 50 famiglie provenienti da diverse zone della bergamasca. Il progetto nasce con il desiderio di essere un luogo accogliente, in cui l’apprendimento è favorito dalla competenza di un team docenti preparato sia su un lato didattico sia su un piano umano, capace di far scaturire la naturale curiosità di bambini e ragazzi, calibrando le attività didattiche e laboratoriali a partire dagli interessi degli stessi».

Su quali principi e criteri avete impostato il vostro progetto educativo? E con quali finalità?

«Nasciamo come manifestazione di un desiderio profondo di offrire ai bambini un nuovo modello educativo che tenga conto della Natura del bambino stesso, nella sua unicità. Il modello educativo e pedagogico tiene conto della natura del bambino, unica e irripetibile. La capacità e la sensibilità degli educatori sta nel riconoscere l’essenza di ogni alunno per saperlo accompagnare nella espressione e manifestazione del sé.  Il progetto di educazione naturale condivide e persegue altri valori universali: il rispetto dei bisogni dei bambini; l’incoraggiamento a un atteggiamento sociale positivo verso l’altro e una relazione responsabile con l’ambiente; il sostegno dell’autonomia del bambino; l’invito alla creatività, alla fantasia, all’interesse, al coraggio, alla curiosità; la trasmissione di gioia per la vita; la preparazione del bambino a un atteggiamento consapevole e responsabile; il coinvolgimento della famiglia nell’intero progetto, stringendo una vera alleanza».

Come si svolgono le vostre giornate? Che tipo di attività proponete?

«La giornata dei più piccoli inizia con l’accoglienza dei bambini e dei genitori, alla quale segue un tempo di gioco libero. Prosegue con un cerchio, aperto anche all’adulto che desidera partecipare. Attraverso il canto, la musica e la condivisione delle esperienze di piccoli riti si costruisce il senso del gruppo.Trovano posto anche piccoli incarichi, scelti su base volontaria e a turnazione, che permettono ai bambini di sentirsi parte attiva, di esercitare l’autonomia e di prendersi cura degli altri, soprattutto dei più piccoli. Dopo una merenda salutare, la mattina è dedicata all’esperienza all’aperto: le passeggiate sul territorio permettono al bambino di costruire relazioni con le persone che vivono nel quartiere. Attraverso le attività strutturate e il gioco libero il bambino utilizza il corpo, sperimenta, immagina, coopera e apprende così in modo naturale. Il rientro è caratterizzato da un pranzo sano condiviso, seguito da un tempo di riposo per i più piccoli e per chi ne sente il bisogno. I bambini più grandi invece si occupano di piccole attività domestiche, alle quali seguono momenti di tranquillità, di gioco e di avvicinamento ai libri, a volte animati dalla lettura dell’educatrice. Una breve meditazione da sdraiati introduce poi un secondo cerchio, in cui si osservano i ritmi del tempo: il succedersi dei giorni, dei mesi e delle stagioni viene vissuto a partire dall’esperienza concreta e dall’osservazione della natura. In questo spazio trovano posto anche la condivisione di curiosità, scoperte e domande. Il pomeriggio prosegue con nuove attività: possono essere dinamiche o più tranquille, individuali o di gruppo, proposte anche in forma laboratoriale (ad esempio inglese o cucina). L’espressione grafica e le abilità logico-matematiche vengono affinate nelle esperienze proposte. L’adulto osserva, ascolta e accompagna con cura e dedizione. La relazione con il contesto naturale del bosco favorisce nei bambini la possibilità di vivere un luogo ludico e didattico nello stesso tempo. Il bambino costruisce il suo percorso di apprendimento in una dimensione sociale, sviluppa e allena abilità, consolida competenze in tutte le aree cognitive, vive ogni nuovo apprendimento come una conquista, pensata, riflettuta, interiorizzata. Nella sede dedicata all’età scolare la giornata inizia con un tempo dedicato alla meditazione, luogo di silenzio, di ascolto del sé, di condivisione autentica. Seguono poi le attività didattiche, calibrate per ogni fascia di età. Ogni gruppo classe siede attorno a un grande tavolo, per imparare tutti insieme. L’apprendimento è favorito dalle competenze degli insegnanti, che sollecitano la curiosità nei ragazzi. Le giornate vengono trascorse sia in aula, sia all’aperto, luogo dove i bambini possono fare esperienza a contatto con la natura, incontrare l’altro, apprendere e comprendere. Non mancano momenti di confronto su diverse tematiche, per favorire il pensiero critico dei ragazzi e promuovere la capacità di elaborare il proprio pensiero, di confrontarsi e di imparare ad integrare il punto di vista dell’altro; gli insegnanti non offrono risposte, ma sollecitano interrogativi. L’insegnamento non viene distinto in discipline, affinché i bambini possano cogliere e comprendere l’unitarietà del sapere, garantendo la loro partecipazione attiva in tutto il processo di apprendimento e favorendo la formazione integrale di se stessi. I bambini non sono valutati con i voti: si promuove piuttosto l’autocorrezione, l’autovalutazione e la valorizzazione dell’errore come opportunità di crescita. I bambini non utilizzano schede preparate dagli insegnanti, ogni esercizio è scritto interamente da loro. Il venerdì pomeriggio, vengono proposte attività laboratoriali, che coinvolgono la presenza di genitori e nonni». 

In che modo vengono coinvolti i genitori? 

«Abbiamo colloqui costruttivi, assemblee plenarie o per fasce d’età. I genitori sono promotori di iniziative a sostegno della comunità, organizzano laboratori per i bambini, allestiscono i momenti di festa che favoriscono la socialità fra le famiglie».

Che tipo di formazione hanno gli insegnanti? 

«Ciascuno è chiamato alla cura verso ogni aspetto del progetto, a donare il proprio tempo, le proprie capacità. Gioia Cooperativa Sociale Onlus offre a tutti gli educatori, durante l’anno, momenti di approfondimento e crescita personale, atti ad affinare le azioni educative e dare valore al singolo insegnante. I percorsi formativi dedicati agli educatori consentono innanzitutto un cammino di consapevolezza personale, per poi conoscere le tappe dello sviluppo di ogni bambino e di riconoscere i settennati e le loro caratteristiche, la triade funzionale del principio bambino-principio femminile-principio maschile. Il tempo dedicato alla formazione ha inizio con la meditazione; l’etica si offre come guida. Gli educatori sono formati affinché l’arte sia riconosciuta come via privilegiata per l’espressione del sé: ciò attraverso laboratori pensati per i bambini che gli insegnanti stessi prima sperimentano. Qualsiasi attività venga proposta ai bambini è prima sperimentata dal team insegnanti e, insieme, ci si confronta sull’effetto che fa, su eventuali modifiche in rapporto al gradimento ed agli obiettivi pedagogico-didattici concordati».

Che risultati avete raggiunto finora, rispetto alle vostre aspettative?

«Abbiamo visto crescere i bambini dall’età dell’infanzia fino all’età della scuola secondaria di primo grado. Abbiamo vissuto momenti molto felici e affrontato momenti più faticosi, ma oggi possiamo dire con consapevolezza che ogni giorno, nella sua ricchezza e imprevedibilità, è stato per tutti noi una grande opportunità».

Quali progetti futuri avete?

«Ciò che ci guida è il desiderio di continuare a custodire e di vedere crescere la nostra comunità educativa che negli anni si è formata».

LETTURE CONSIGLIATE

OUTDOOR EDUCATION, PEDAGOGIA DELLA SELVA E DEL SELVATICO

Questo libro è una guida per “riconoscersi natura”, un viaggio appassionante attraverso l’outdoor education, l’apprendimento esperienziale e i capovolgimenti pedagogici che ne derivano, fino ad approdare alla pedagogia della Selva e del Selvatico.  Educatori, insegnanti, genitori e tutti coloro che vogliono crescere nella consapevolezza di sé possono trovare, pagina dopo pagina, racconti di esperienze vissute, esempi di attività e strumenti concreti per scoprire cos’è il mentoring in natura, ribaltare il concetto di educazione, e approfondire la pratica della connessione profonda con la natura dentro e fuori di noi. Il volume delinea un percorso per chiunque voglia sfilarsi gli occhiali dei nostri paradigmi culturali e di una “normalità” non più naturale. Compressione delle emozioni, corporeità negata e ambienti chiusi – “normali” nell’educazione che va per la maggiore – dissociano i bambini dal loro sé più profondo e vivido: è urgente riscoprire un tipo di apprendimento che restituisca ai nostri figli l’appartenenza al selvatico e dunque la connessione con la vita e un’autentica coscienza ecologica.

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"Outdoor education pedagogia della Selva e del Selvatico"

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PEDAGOGIA DEL BOSCO

L’autrice, tra le fondatrici di uno dei primi asili nel bosco in Italia, illustra in modo semplice i principi della pedagogia del bosco e gli aspetti pratici della vita in natura: l’educazione “con” e “al rischio”; l’abbigliamento più idoneo per il caldo e per il freddo; i suggerimenti per allestire un campo base; il gioco spontaneo; il ruolo degli adulti e le interazioni tra bambini. Ogni capitolo si conclude con alcune domande che aiutano chi legge a riflettere sull’esperienza e a raggiungere una maggiore consapevolezza. Il volume fornisce anche un prezioso inquadramento storico delle esperienze di educazione in natura e un confronto con le realtà di altri paesi per meglio comprendere le caratteristiche peculiari della pedagogia nel bosco, approfondirne il senso e riflettere sulla sua messa in pratica. In queste pagine, il lettore trova gli elementi pratici e teorici per realizzare con successo un progetto di libera immersione nel selvatico sul modello dell’asilo nel bosco o, più semplicemente, per godere in modo più consapevole dei vantaggi che si possono ottenere trascorrendo del tempo in natura con i propri bambini.

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LA SCUOLA PARENTALE. Come farla diventare una vera opportunità formativa per bambini e ragazzi

La scuola parentale è una scelta possibile sancita dalla Costituzione, anche se poche famiglie la conoscono. Il termine “parentale” indica proprio che si tratta di una forma di organizzazione e proposta educativa che parte dalla volontà e dalle riflessioni dei genitori; di quei genitori, soprattutto, che cercano una vera e propria alternativa alla scuola statale. Questo libro offre la possibilità di conoscere che cosa sono le scuole parentali e quali sono i valori pedagogici fondanti. Il volume contiene anche indicazioni legali e amministrativo-burocratiche, per affrontare correttamente ogni passo nella costruzione e gestione di un progetto educativo. E propone un paradigma fondato sulla dimensione partecipata e partecipativa al progetto educativo, che si potrebbe riassumere nel termine co-schooling, sottintendendo l’educazione come bene comune.
È una guida utile a genitori, educatori e insegnanti che desiderano mettersi in gioco e pensare fuori dagli schemi.

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