«Ora l’Iran, un nuovo folle passo»: le voci della protesta
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«Il nuovo attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran è illegale, insensato e ingiustificabile»: lo denunciano Marco Mascia, presidente del Centro Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova e Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi.
«Il nuovo attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran è illegale, insensato e ingiustificabile»: lo denunciano Marco Mascia, presidente del Centro Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova e Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi.
«È un nuovo folle passo dentro la terza guerra mondiale che si va estendendo. Nell’impunità e nel silenzio generale – dicono – Ci duole ripeterlo ma “chi non ripudia la guerra, ai sensi dell’art. 11 della nostra Costituzione e della Carta delle Nazioni Unite, è fuori-legge”. Questa nuova guerra è l’ennesima violazione del diritto e della legalità internazionale. Costituisce un atto di aggressione ai sensi dell’art. 1 della Carta delle Nazioni Unite e viola l’art. 2 che stabilisce che gli Stati “devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite”. Ancora una volta vengono stracciati i principi e le norme contenute nella Carta delle Nazioni Unite e nel diritto internazionale dei diritti umani».
«Mentre a Gaza e in Cisgiordania continua il genocidio e la persecuzione del popolo palestinese, dopo i bombardamenti americani nello Yemen nel marzo 2025, in Iran contro i siti nucleari nel giugno 2025, in Qatar contro la leadership di Hamas nel settembre 2025, in Siria e in Nigeria nel dicembre 2025, questa guerra conferma la volontà di Israele e Stati Uniti di imporre la legge della forza sulla forza della legge – proseguono Mascia e Lotti – Chi ha sferrato questa nuova guerra deve rispondere dei crimini che sta compiendo. Nessuno è al di sopra della legge. Chi non la condanna, è complice. Chiediamo alla Corte penale internazionale di esercitare la propria giurisdizione ai sensi dello Statuto di Roma. Il regime iraniano, come tutti i sistemi autocratici e dittatoriali, va contrastato con coerenza dall’intera comunità internazionale e dalle Nazioni Unite con i numerosi strumenti del diritto, della legalità e della giustizia penale internazionale di cui oggi disponiamo. Basta con le crociate ideologiche e guerrafondaie. Dare centralità al ruolo delle Nazioni Unite rimane un imperativo ineludibile».
Interviene anche Greenpeace: «Le azioni militari non porteranno stabilità né sicurezza, rischiano invece di innescare una spirale di ritorsioni, di destabilizzare ulteriormente una regione già fragile e indebolire le leggi internazionali volte a prevenire la guerra e a proteggere la vita umana». Greenpeace invita tutte le parti «a fermare le azioni militari, a ridurre immediatamente la tensione e a impegnarsi in una vera diplomazia sotto una supervisione internazionale credibile».
E la direttrice esecutiva della International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, Melissa Parke, ha condannato le azioni militari evidenziando: «Questi attacchi sono del tutto irresponsabili e rischiano di provocare un’ulteriore escalation, aumentando il pericolo di proliferazione nucleare e uso di armi nucleari. L’azione militare non è una soluzione praticabile né duratura per prevenire la proliferazione nucleare. Tutte le azioni militari devono cessare immediatamente».
LETTURE UTILI
ATLANTE DELLE GUERRE E DEI CONFLITTI DEL MONDO – XIV EDIZIONE
Siamo giunti alla XIV edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, che propone uno sguardo a 360° sui principali conflitti in corso.
Inoltre nel volume sono presenti approfondimenti sui principali attori politici e socialidei conflitti armati in corso, sulle vittime civili, sulla finanza che sostiene guerre e riarmo.

