Attualità
Rete Pace e Disarmo: «Aumenta ancora la vendita di armi italiane»
La Rete Pace e Disarmo critica duramente l’aumento del 19% dell’export militare italiano che si evince dalla relazione annuale trasmessa al Parlamento.
La Rete Pace e Disarmo critica duramente l’aumento del 19% dell’export militare italiano che si evince dalla relazione annuale trasmessa al Parlamento.
La Global Sumud Flotilla salpa alla volta di Gaza il 12 aprile per rompere il blocco navale imposto da Israele alla Striscia.
La chiusura dello stretto di Hormuz ha ridotto drasticamente l’approvvigionamento di fertilizzanti. «L’agricoltura biodinamica non ne fa uso, quindi è una risorsa strategica da valorizzare» spiega Demeter.
«I nuovi dati Sipri offrono uno specchio impietoso della direzione imboccata dall’Europa e dall’Italia: quella di una corsa alle armi senza precedenti»: a denunciarlo è la Rete Italiana Pace e Disarmo.
«La guerra è una scelta politica che affonda le sue radici in una visione di potenza e dominio che, nel nome della sicurezza (di chi?) produce instabilità permanente»: lo denuncia l’organizzazione “Un Ponte Per”.
«Il nuovo attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran è illegale, insensato e ingiustificabile»: lo denunciano Marco Mascia, presidente del Centro Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova e Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi.
Nei confronti di quanto accade a Gaza, «i governi sono silenti anche perché tante aziende hanno un ruolo attivo e traggono lauti profitti dalla barbarie in atto in Palestina»: lo afferma ReCommon.
«Il Governo israeliano e Hamas hanno firmato il “cessate il fuoco” a Gaza. È un passo che accogliamo con speranza e sollievo, ma non arriveremo a una vera pace finché non saranno garantiti i diritti fondamentali e la sovranità del popolo palestinese»: così la Rete Italiana Pace e Disarmo.
«La decisione dell’esecutivo di Netanyahu di cancellare ufficialmente dalla storia ogni possibile futuro stato di Palestina è un macigno lanciato sul Mondo»: scrive Raffaele Crocco, direttore dell’Atlante delle Guerre e dei Conflitti.
«Tutti gli Stati devono adottare provvedimenti per assicurare che Israele ponga fine al genocidio a Gaza, smantelli i suoi insediamenti nella Cisgiordania e ponga fine alla sua presenza illegale in tutto il Territorio palestinese occupato»: così Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International
Centinaia di ricercatori del CNR hanno sottoscritto due lettere con le quali si dichiarano contrari a prestare la propria attività per studi finalizzati al settore bellico e per chiedere al Cda dell’ente di sospendere le collaborazioni con le istituzioni accademiche israeliane.
Gli attivisti dell'iniziativa "Soci/e Coop per la Palestina" accolgono «con soddisfazione la decisione di Coop Alleanza 3.0 di ritirare i prodotti israeliani dai suoi scaffali, in coerenza con il proprio Codice Etico e il rispetto dei diritti umani».
La Rete Italiana Pace Disarmo condanna gli attacchi degli Stati Uniti all'Iran. «Questa azione sconsiderata avvicina il mondo al disastro nucleare e sottolinea l'urgente necessità di rifiutare le armi nucleari e la copertura che esse forniscono alle aggressioni militari».
L’organizzazione ReCommon segnala un set di “strumenti pratici per disturbare le multinazionali dell’energia per la liberazione della Palestina”, realizzato da varie organizzazioni internazionali e ora disponibile anche in italiano.
Migliaia di persone hanno accolto giovedì sera, 19 giugno, a Ben Qardan, nel sud della Tunisia, il ritorno del Convoglio Sumud, che guidava il tratto magrebino della Global March to Gaza.
Nel 2024, i nove Stati dotati di armi nucleari (Cina, Francia, India, Israele, Corea del Nord, Pakistan, Russia, Regno Unito e Stati Uniti) hanno speso più di 100 miliardi di dollari per i loro arsenali nucleari.
«Sono le immagini dei missili di Teheran su Israele a far capire come andrà a finire. Finirà che ancora una volta, per i nostri mass media, chi ha attaccato per primo, senza alcuna ragione, senza logica o motivo, avrà ragione»: l'intervento di Raffaele Crocco, direttore del progetto Atlante delle Guerre.
Decise e chiare le parole pronunciate da Moni Ovadia a Bologna in occasione dell’inaugurazione della mostra “Per la Palestina – Immagini contro il genocidio” che si è conclusa l’8 giugno scorso, realizzata dal Coordinamento bolognese per la Palestina.
Migliaia di persone hanno iniziato a muoversi da tutto il mondo per unirsi alla marcia verso Gaza che cerca di rompere l’assedio che l’attanaglia. È iniziata la Global March to Gaza, preparata nelle scorse settimane.
Quattro delle dodici persone a bordo della nave Madleen sono stati espulsi e otto restano detenuti in Israele: lo fa sapere la Freedom Flotilla Coalition, che aveva inviato la nave verso Gaza con aiuti umanitari.