«Nuovi Ogm, a rischio la libertà di scelta del consumatore»
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«Sapere con chiarezza di cosa sono fatti i cibi che finiscono sul nostro piatto. È un diritto fondamentale dei cittadini che l’Unione europea sta cercando di ignorare»: l’allarme di 52 organizzazioni europee.
A lanciare l’allarme sono 52 organizzazioni europee del biologico e del biodinamico, tra cui Demeter Italia, che si sono unite nella campagna internazionale “Blacked-out Ingredients” — Etichettate il cibo geneticamente modificato!”, basata sull’immagine di un’etichetta alimentare con tutti gli ingredienti oscurati da righe nere, per chiedere al Parlamento Europeo di mantenere l’etichettatura obbligatoria per i nuovi Ogm.
«L’attuale regolamento UE divide infatti i prodotti NGT in due categorie: la prima, ritenuta equivalente alle piante che si trovano in natura, sarebbe completamente esentata da obblighi di etichettatura e tracciabilità; la seconda, trattata come i tradizionali OGM, rimarrebbe soggetta agli obblighi normativi vigenti. La maggior parte dei nuovi OGM ricadrebbe nella prima categoria, priva di regolamentazione – spiega Demeter – Se la misura venisse approvata si aprirebbero nuove e redditizie opportunità di mercato per i giganti dell’agroindustria ma si chiuderebbe ogni possibilità per il consumatore di sapere se sta acquistando un prodotto ottenuto da sementi geneticamente modificate in laboratorio. Si tratterebbe di violare un diritto e allo stesso tempo di ignoreare il parere dei cittadini europei che, per oltre due decenni, hanno rifiutato gli OGM. I dati dei sondaggi hanno infatti costantemente dimostrato che oltre l’85% dei consumatori UE vuole che tutti gli OGM siano etichettati negli alimenti».
In risposta, al tentativo di deregulation da parte delle istitutioni europee, il mondo del biologico e del biodinamico europeo chiede l’aiuto dei cittadini attraverso il lancio di una campagna, promossa dalla Biodynamic Federation Demeter International (BFDI) insieme alle organizzazioni nazionali Demeter, disponibile in 16 lingue e che ha già raggiunto oltre 500.000 persone. L’immagine simbolo della Campagna, alla quale hanno aderito Kokopelli, Friends of the Earth Europe, Bioland, Naturland, Solidagro, Odin, NaturaSì e molte altre realtà europee del settore, è un’etichetta alimentare con tutti gli ingredienti oscurati da righe nere. Un monito per tutti.
Semplice ma potente il messaggio al centro della campagna: I consumatori hanno il diritto di sapere cosa contiene il loro cibo.
«Questa campagna è una risposta chiara e unitaria della comunità biodinamica e biologica europea a una proposta normativa che minaccia decenni di conquiste faticosamente raggiunte in materia di trasparenza alimentare. Se i nuovi OGM sono davvero così promettenti come si sostiene, non c’è motivo per cui debbano essere esenti da requisiti di etichettatura e tracciabilità. La chiarezza non ostacola l’innovazione, la rafforza. Chiediamo al Parlamento Europeo di difendere questo principio nel voto di maggio» afferma Enrico Amico, presidente di Demeter Italia.
La campagna Blacked-Out Ingredients ha attivato migliaia di consumatori in 18 paesi dell’UE nel corso di sole 12 settimane. Le sue pubblicazioni online vengono visualizzate da più di mezzo milione di cittadini ogni volta. I consumatori stanno diffondendo attivamente il messaggio, online e offline, dimostrando così che i cittadini vogliono davvero che la trasparenza alimentare sia protetta.
«Non c’è alcuna giustificazione per ridurre la trasparenza alimentare ed esentare i nuovi OGM dall’etichettatura. Votare contro l’etichettatura significa votare contro il diritto dei cittadini europei di sapere cosa mangiano. Se i Ministri non lo fanno, allora il Parlamento Europeo deve farsi portavoce dei consumatori europei» afferma Anne Flohr, Direttrice Esecutiva della BFDI.
La deregolamentazione degli OGM
Nell’attuale quadro normativo dell’UE, tutti gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono soggetti a requisiti rigorosi, tra cui valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura obbligatoria. Queste norme fanno sì che consumatori, agricoltori e produttori possano prendere decisioni informate.
«La legislazione proposta indebolirebbe significativamente queste tutele per un ampio gruppo di nuovi OGM, ora ufficialmente denominati Nuove Tecniche Genomiche (NGT) – spiega Demeter – Le NGT di Categoria 1 sono piante con meno di 20 sequenze di DNA modificate e sono considerate “equivalenti alle piante convenzionali.” Le NGT di Categoria 2 comprendono tutte le altre piante geneticamente modificate con modifiche più complesse o meno prevedibili. Le NGT di Categoria 1 (circa il 94% di tutte le NGT) sarebbero esenti dai vigenti requisiti obbligatori di valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura, e i brevetti sui caratteri delle piante sarebbero consentiti. La maggior parte dei nuovi OGM ricadrebbe nella prima categoria».
Ma il problema non si ferma all’etichetta finale. «Senza obbligo di etichettatura non può esistere tracciabilità e senza tracciabilità l’intera filiera perderebbe la capacità di controllarsi. La deregolamentazione delle NGT metterebbe a rischio la possibilità stessa di continuare a fare un’agricoltura sana» aggiunge Demeter.
«Il valore dell’agricoltura biodinamica
La posta in gioco non è solo la possibilità di praticare un’agricoltura sana: è anche una questione di potere. Chi decide cosa entra nel nostro cibo? Chi controlla le sementi? – prosegue Demeter – Deregolamentare le NGT significa spostare ulteriormente il controllo verso le grandi multinazionali che detengono i brevetti sulle modificazioni genetiche, sottraendolo agli agricoltori, ai produttori e ai cittadini. L’agricoltura biodinamica si fonda sul rispetto dell’integrità delle sementi, sulla biodiversità come ricchezza fondamentale e sull’azienda agricola come organismo vivente. Questi principi entrano in contraddizione profonda con la logica dell’uniformità genetica promossa dalle nuove tecniche genomiche. Difendere la trasparenza delle etichette significa difendere il futuro dell’agricoltura e del pianeta».
I prossimi passi
A seguito dell’accordo provvisorio raggiunto nei negoziati di trilogo il 3 dicembre 2025, la proposta NGT è ora entrata nella sua fase legislativa finale. Il testo del progetto sarà sottoposto a un voto in plenaria al Parlamento Europeo a maggio. I deputati dovranno decidere se preservare gli obblighi di etichettatura o cedere a una deregolamentazione che eliminerebbe per sempre l’obbligo per la maggior parte dei nuovi OGM.
Per aderire alla campagna basta andare sul sito specifico e unirsi a uno dei canali di messaggistica disponibili – WhatsApp, Telegram o Messenger – per ricevere aggiornamenti e scoprire come agire. C’è la community WhatsApp anche in italiano. Oppure scrivere direttamente agli europarlamentari da questo link.
LETTURE UTILI
La deregolamentazione di un’ondata di nuovi Ogm in Europa può cambiare per sempre l’agricoltura e il cibo che mangiamo.
Finora gli obblighi di tracciabilità, etichettatura e valutazione del rischio secondo il principio di precauzione avevano evitato a Italia ed Europa l’invasione di coltivazioni figlie dell’ingegneria genetica e del cibo creato in laboratorio. Ora però la Commissione Europea sta cancellando ogni vincolo per le cosiddette New Genomic Techniques (NGT), ribattezzate in Italia Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), compresa la possibilità per gli Stati di vietarle sul loro territorio. In questo libro si intrecciano storia della biologia, inchiesta giornalistica e testimonianze dai movimenti, per raccontare gli enormi interessi e le relazioni pericolose tra multinazionali, politica e scienziati che rischiano di compromettere la vera transizione agroecologica, i diritti dei contadini sui semi e quelli dei consumatori a una scelta informata.

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L’agricoltura che non è industriale non è facile, ma c’è, esiste e i contadini che la praticano sono ancora tanti e vogliono far sentire la loro voce. Ce lo spiega bene Antonio Onorati in questo libro, che ci fa capire:
• come le politiche agricole favoriscano i grandi gruppi e le multinazionali, ma anche come sia possibile cambiare rotta;
• come la pressione su brevetti e OGM rappresenti un enorme pericolo per la biodiversità e i piccoli coltivatori;
• come ci sia da fare un grande lavoro per ripensare le rappresentanze agricole;
• come sia sempre più necessaria e improcrastinabile una svolta agroecologica;
L’agricoltura contadina, e l’economia che le corrisponde, ha gli elementi necessari per garantire la produzione di cibo in armonia con la natura e non contro di essa.
