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Ari: «Nuovi Ogm, c’è ancora la possibilità di fermarli»

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Dopo il voto del Consiglio europeo, che ha fatto passare la liberalizzazione dei nuovi Ogm, si attende a maggio il voto dell’europarlamento. Ari: «C’è ancora la possibilità di fermarli».

Ari: «Nuovi Ogm, c’è ancora la possibilità di fermarli»

Ari, Associazione Rurale Italiana, sottolinea come il voto in Consiglio europeo (che ha fatto passare la deregolamentazione dei nuovi Ogm, noti anche Ngt) non sia rappresenti affatto l’approvazione definitiva, come invece alcuni esponenti politici hanno lasciato intendere. «Si tratta di un passaggio procedurale di routine, senza dibattito. Il regolamento non è ancora in vigore: manca il voto finale della plenaria del Parlamento europeo, atteso per il mese di maggio 2026, seguito dall’adozione formale del Consiglio e dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – sottolinea Ari – Presumibilmente le norme non diventeranno applicabili prima del 2028. Presentare questo passaggio come una conclusione è fuorviante nei confronti dei cittadini e degli agricoltori».

Ari sottolinea anche come «i principali titolari di brevetti Ngt con copertura europea sono quasi esclusivamente soggetti nordamericani: Corteva Agriscience (primo depositante mondiale in Ue), Broad Institute/MIT/Harvard, Pairwise Plants Services, Bayer-Monsanto e UC Berkeley. Tra gli attori europei figurano KWS (Germania), Limagrain (Francia) e CNRS (Francia). L’Italia non detiene alcun brevetto Ngt rilevante a livello europeo o mondiale». 

«I quattro grandi gruppi sementieri, cioè Bayer (23%), Corteva (17%), Syngenta/ChemChina (10%), BASF (7%), controllano già il 60% del mercato mondiale delle sementi (45 miliardi di dollari) e il 60-70% del mercato mondiale dei pesticidi – prosegue Ari – Gli stessi fondi d’investimento istituzionali americani (Vanguard, BlackRock, State Street) sono azionisti trasversali di questi gruppi contemporaneamente».

In questo contesto, «la posizione dominante di Corteva è particolarmente significativa: è l’unica azienda a detenere licenze esclusive da UC Berkeley (CVC), Univ. Vienna e Univ. Vilnius, che la rendono la seconda impresa sementiera mondiale. Corteva vende a sua volta sub-licenze agli altri grandi gruppi. Gli agricoltori italiani ed europei non sono i beneficiari di questa struttura: ne sono i clienti finali, in una posizione di dipendenza crescente».

«Il regolamento validato dal Consiglio non vieta i brevetti sulle piante Ngt, contrariamente a quanto il Parlamento europeo aveva richiesto nella sua prima lettura del 2024. Il testo finale prevede solo obblighi di trasparenza: le aziende che registrano una varietà NGT-1 potranno dichiarare i brevetti esistenti, ma non rinunciarvi – spiega ancora Ari – Un gruppo di esperti sui brevetti sarà istituito, ma senza poteri vincolanti. Parallelamente, il regolamento viene adottato prima che i programmi europei di ricerca sulla rilevabilità e tracciabilità delle Ngt abbiano prodotto risultati. Come documentato dal Coordinamento Europeo Via Campesina e da numerosi scienziati, la tracciabilità delle piante Ngt-1 è tecnicamente possibile, ma richiede l’obbligo di pubblicazione dei metodi di rilevazione da parte dei titolari di brevetto. Tale obbligo non è previsto nel testo attuale».

«La vera “cassetta degli attrezzi” per gli agricoltori italiani passa per la tutela del diritto di conservare, scambiare e vendere i propri semi, per la garanzia di tracciabilità lungo tutta la filiera e per l’esclusione delle risorse genetiche dal sistema brevettuale» conclude Ari.

LETTURE UTILI

PERCHÈ FERMARE I NUOVI OGM

La deregolamentazione di un’ondata di nuovi Ogm in Europa può cambiare per sempre l’agricoltura e il cibo che mangiamo.
Finora gli obblighi di tracciabilità, etichettatura e valutazione del rischio secondo il principio di precauzione avevano evitato a Italia ed Europa l’invasione di coltivazioni figlie dell’ingegneria genetica e del cibo creato in laboratorio. Ora però la Commissione Europea sta cancellando ogni vincolo per le cosiddette New Genomic Techniques (NGT), ribattezzate in Italia Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), compresa la possibilità per gli Stati di vietarle sul loro territorio. In questo libro si intrecciano storia della biologia, inchiesta giornalistica e testimonianze dai movimenti, per raccontare gli enormi interessi e le relazioni pericolose tra multinazionali, politica e scienziati che rischiano di compromettere la vera transizione agroecologica, i diritti dei contadini sui semi e quelli dei consumatori a una scelta informata.

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"Perché fermare i nuovi OGM", il libro-inchiesta di Francesco Paniè e Stefano Mori

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"In difesa dei contadini": il nuovo libro di Antonio Onorati


IN DIFESA DEI CONTADINI

L’agricoltura che non è industriale non è facile, ma c’è, esiste e i contadini che la praticano sono ancora tanti e vogliono far sentire la loro voce. Ce lo spiega bene Antonio Onorati in questo libro, che ci fa capire:
• come le politiche agricole favoriscano i grandi gruppi e le multinazionali, ma anche come sia possibile cambiare rotta;
• come la pressione su brevetti e OGM rappresenti un enorme pericolo per la biodiversità e i piccoli coltivatori;
• come ci sia da fare un grande lavoro per ripensare le rappresentanze agricole;
• come sia sempre più necessaria e improcrastinabile una svolta agroecologica;

L’agricoltura contadina, e l’economia che le corrisponde, ha gli elementi necessari per garantire la produzione di cibo in armonia con la natura e non contro di essa.

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