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Slow Food: «Basta con modelli distorti di produzione alimentare»

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«È attraverso modelli distorti di produzione alimentare che si sono consumate alcune delle ferite più profonde inflitte al pianeta»: lo spiega Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia.
Slow Food: «Basta con modelli distorti di produzione alimentare»

«È attraverso modelli distorti di produzione alimentare che si sono consumate alcune delle ferite più profonde inflitte al pianeta»: lo spiega Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia

Come sottolinea Sottile, «le monocolture, l’agricoltura industrializzata, la logica dell’efficienza a ogni costo hanno spezzato equilibri antichi, cancellando un sapere fondamentale: il cibo non è solo nutrimento. È il punto di incontro tra l’uomo e la natura, il luogo in cui ambiente e società si intrecciano, la chiave per leggere il nostro modo di abitare il mondo. È da qui che affiora con forza il valore dell’agroecologia. Non solo come disciplina scientifica, ma come visione culturale che nasce dal basso, dall’esperienza e dall’ascolto dei territori. L’agroecologia ci insegna a osservare i sistemi agricoli come ecosistemi complessi, fatti di relazioni, di equilibri sottili, di funzioni che si sostengono a vicenda. Non si tratta semplicemente di produrre cibo, ma di farlo senza spezzare i cicli naturali, custodendo la fertilità dei suoli, rafforzando le interconnessioni tra le forme di vita, riconoscendo il valore della biodiversità, delle comunità rurali e dei paesaggi costruiti da secoli di convivenza tra uomo e natura».

«Spreco, uso di chimica di sintesi, merci che percorrono migliaia di chilometri, sovrasfruttamento dei terreni sono solo alcuni dei mali di questo sistema che fa il conto su fonti che considera inesauribili: acqua, terra e aria – prosegue Slow Food – Purtroppo, la nostra avidità ci ha fatto dimenticare la bellezza che ogni giorno vive sotto i nostri piedi, nei campi, nei fiumi, nei paesaggi che attraversiamo distrattamente. Non riusciamo a coglierne l’utilità e l’essenzialità. Abbiamo lo sguardo rivolto altrove». 

«Come se fosse possibile – prosegue Francesco Sottile – comportarsi contro l’ambiente senza subirne le conseguenze. Come se proteggere la nostra casa comune non significasse, in fondo, prendersi cura di chi la abita. La Terra non è un’opinione: è la condizione stessa della nostra esistenza. Occorre tornare a essere abitanti consapevoli. Comprendere che terra significa ambiente, biodiversità, relazioni. Che difenderla non è una scelta ideologica, ma una responsabilità inevitabile».

La terra ci restituisce segnali inequivocabili: deserti che avanzano, incendi, inondazioni, eventi climatici estremi che provocano morti e migrazioni, una incertezza sociale difficile da gestire.

Partiamo dal rispetto della terra, perché un’altra idea di mondo è possibile.

LETTURE UTILI

Mangiare è un atto intelligente. Difendere un cibo vero per salvarci dall’estinzione

A partire dal nostro rapporto con il cibo possiamo tornare alla natura e imparare a vivere in modo sostenibile sul pianeta Terra.
In questo libro, l’attivista e scienziata Vandana Shiva ci aiuta a comprendere a pieno quanto il cibo è la chiave dell’esistenza, il filo che intesse la rete di tutte le forme di vita, indivisibile dalla Terra e dai suoi sistemi naturali. Quando questa interdipendenza si rompe, si creano le condizioni per quello che l’autrice chiama il “disordine metabolico” del cambiamento climatico e di innumerevoli altri squilibri ecologici.
Con chiarezza e un’analisi dettagliata, Vandana Shiva rivela le minacce poste dai cibi falsi e ultra-lavorati, tra cui i pericoli per l’ambiente, l’aumento delle emissioni di gas serra, la salute degli animali e la nostra salute e sicurezza alimentare.
L’autrice prende una posizione forte, sostenendo con urgenza e passione un futuro alimentare e climatico basato sulla rigenerazione naturale della biodiversità in collaborazione con il pianeta che ci ospita.

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