Il liceo dove sono di casa arte e teatro: un’esperienza che si consolida
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Il percorso formativo liceale “Orsa Maggiore” a Bologna è già attivo da 6 anni con una proposta di percorso scientifico-sociale e dal 2026 si connota per avere un peculiare indirizzo teatrale. Ottimi i risultati.
«L’esperienza di Orsa Maggiore è iniziata quasi in punta di piedi» ci spiega la direttrice artistica Erica Fierro – da una richiesta molto concreta di alcuni genitori rivolta al dottor Angelo Antonio Fierro: dare vita a una formazione liceale che non costringesse i ragazzi a ricorrere alle docenze online e che, soprattutto, potesse offrire una proposta pedagogica coerente, capace di mettere al centro la persona. Eravamo ancora negli ultimi colpi di coda dell’epidemia da Covid e quella richiesta nasceva anche dalla consapevolezza di quanto la scuola avesse bisogno di tornare a essere un luogo fisico di relazione, di esperienza e di crescita. All’inizio scegliemmo l’indirizzo scientifico, con l’idea di accompagnare gli allievi verso una visione più ampia della scienza, non separata dall’esperienza artistica e dalla capacità di osservare il mondo attraverso linguaggi differenti. Fin dall’inizio abbiamo sperimentato anche una modalità di insegnamento per epoche: alcune materie vengono affrontate attraverso periodi di full immersion di una o due settimane, seguiti da alcune settimane di pausa. È un modo diverso di entrare nelle discipline, che permette ai ragazzi di concentrarsi profondamente su un tema, di attraversarlo e di farlo sedimentare, invece di consumarlo nella successione frammentaria delle ore di lezione. Poi, arrivati al quinto anno, ci siamo accorti che la natura degli allievi che venivano a cercarci ci stava indicando una direzione diversa. Erano ragazzi fortemente attratti dall’arte, dalla relazione, dal corpo, dalla scena, dalla possibilità di esprimersi attraverso il teatro. Abbiamo quindi scelto di ascoltare quella domanda e di trasformarla in una nuova proposta: già da quest’anno Orsa Maggiore propone un percorso formativo liceale delle Scienze Umane Economico-Sociale a indirizzo teatrale, arricchito da laboratori specifici e propedeutici alla professione, accanto alla formazione liceale. Il bilancio di questi primi anni, dunque, è soprattutto un bilancio umano. Lo scorso anno abbiamo accompagnato per la prima volta una nostra classe fino all’esame di maturità: tutti gli studenti hanno superato l’esame con ottime valutazioni. Ma il risultato che ci interessa di più non è soltanto quello scritto sui diplomi. È vedere ragazzi e ragazze che hanno ritrovato fiducia nelle proprie possibilità, hanno scoperto una direzione da conoscere e mettere a frutto».
Per Erica e il team del liceo Orsa Maggiore «il teatro non è semplicemente una materia in più. È uno strumento pedagogico straordinariamente potente perché mette in gioco il corpo, la voce, l’ascolto, la relazione con l’altro, la capacità di assumersi un rischio e quella, fondamentale, di stare nell’incertezza che insegna che non esiste un equilibrio immobile: l’equilibrio è qualcosa che si costruisce continuamente attraverso le proprie azioni. In fondo, Orsa Maggiore è nata proprio da questa convinzione: che educare non significhi riempire un contenitore, ma creare le condizioni perché ciascun ragazzo possa scoprire la propria forma e avere il coraggio di abitarla e renderla feconda. Un’altra peculiarità della nostra attività didattica è la connessione con la natura e la proposta di varie lezioni outdoor, comprese esperienze di trekking in lingua inglese. Ci troviamo sui primi colli di Bologna, a pochi chilometri dalla città, in una location magnifica che ben si presta a questo tipo di attività all’aria aperta».
«Il nostro obiettivo è innanzitutto quello di dare ai ragazzi una formazione liceale completa, che permetta loro, al termine del percorso, di iscriversi a qualsiasi facoltà universitaria. L’indirizzo teatrale non vuole quindi essere un percorso chiuso, che prepara esclusivamente alla professione artistica, ma al contrario un liceo che fornisce una solida preparazione culturale lasciando aperte le possibilità future – prosegue Erica Fierro – Accanto alle materie curriculari proponiamo però una formazione artistica concreta, attraverso laboratori e attività specifiche: recitazione, dizione, canto, danza e percorsi legati al doppiaggio, insieme allo studio della storia del teatro e della danza e alla scrittura drammaturgica. Al termine della maturità, chi scopre di voler trasformare queste esperienze in una professione può quindi scegliere di proseguire la propria formazione attraverso scuole e accademie di specializzazione nei diversi ambiti dello spettacolo: dalla recitazione alla danza, dal canto al doppiaggio, approfondendo e portando a un livello professionale le basi sperimentate durante gli anni del liceo».
«Per noi è fondamentale partire dall’incontro con gli interessi reali dei ragazzi – sottolinea ancora Erica – Significa ascoltarli, osservare ciò che li appassiona, cercare di comprendere quali siano le loro aspettative e accompagnarli nella scoperta delle proprie possibilità per affrontare sul piano sociale le loro giuste aspirazioni. Uno dei compiti importanti dell’educazione è quello di aiutare un ragazzo a distinguere un desiderio da una competenza, un’aspirazione da una possibilità concreta, senza scivolare in superficiali e illusorie autopercezioni che rischiano di lasciare i giovani soli di fronte alla realtà. Per questo riteniamo indispensabile costruire una base culturale solida. Un talento, da solo, non basta. Deve poter incontrare disciplina, conoscenza, capacità critica e consapevolezza del mondo nel quale quel talento dovrà esprimersi. La nostra metodologia cerca quindi di tenere insieme due dimensioni che troppo spesso vengono separate: da una parte la formazione culturale, dall’altra l’esperienza artistica e relazionale. Affinchè i ragazzi possano sperimentare, sbagliare, mettersi alla prova e, allo stesso tempo, acquisire gli strumenti per comprendere ciò che stanno facendo. In definitiva, non ci interessa soltanto sviluppare un talento. Ci interessa formare la persona che quel talento dovrà portare nel mondo. Perché la scuola, secondo noi, non dovrebbe limitarsi a preparare qualcuno a fare qualcosa: dovrebbe prepararlo a stare nel mondo con strumenti culturali, consapevolezza e responsabilità».
A novembre, dicembre e gennaio si terranno gliOpen Day, aperti a tutti i ragazzi e alle famiglie che vorranno conoscere la scuola














