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“La Terra chiamò”: a Roma per il clima

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Sabato 5 dicembre, dalle 12.30 al tramonto, Piazza del Popolo a Roma ospiterà La Terra chiamò, manifestazione nazionale che vuole riportare la crisi climatica al centro del dibattito pubblico. La rivista Terra Nuova si occupa proprio di questo attualissimo problema sul numero di novembre (scopri di più).
“La Terra chiamò”: a Roma per il clima

Sabato 5 dicembre, dalle 12.30 al tramonto, Piazza del Popolo a Roma ospiterà La Terra chiamò, manifestazione nazionale che vuole riportare la crisi climatica al centro del dibattito pubblico. La rivista Terra Nuova si occupa proprio di questo attualissimo problema sul numero di novembre (scopri di più).

“La Terra chiamò” è promossa da ASviS, Fondazione Symbola, Future Food Institute, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Marevivo, Venice Climate Week e WWF Italia, con il sostegno di Green Heroes. «L’obiettivo è costruire insieme una piazza dedicata agli effetti della crisi climatica e alle risposte possibili. La manifestazione parte dalla necessità di riportare il clima al centro delle scelte pubbliche, accelerare l’uscita dai combustibili fossili, sviluppare le fonti rinnovabili e rafforzare la capacità di adattamento dei territori» dicono gli organizzatori.

Secondo nuove analisi pubblicate sulla rivista scientifica Nature Health, nell’estate del 2026 si sarebbero verificati oltre 50.000 decessi in eccesso dovuti al caldo nelle città europee. E gli effetti dell’estate riguardano anche il Mediterraneo, dove le temperature superficiali hanno raggiunto valori fino a 8 °C sopra la media 1991-2020. Le ondate di calore marine interessano anche le acque profonde e modificano le condizioni dell’intero bacino. «La stessa pressione investe la produzione alimentare – spiegano i promotori della manifestazione – Il Centro comune di ricerca della Commissione europea stima nell’UE rese inferiori alla media degli ultimi cinque anni dell’8% per il mais da granella e del 7% per le patate. E aumentano i costi. A settembre, in Italia, gli alimentari freschi sono aumentati del 5,5% su base annua e la BCE stima che gli eventi meteorologici estremi del 2026 possano aggiungere tra 0,3 e 0,8 punti percentuali all’inflazione alimentare dell’area euro nei prossimi dodici mesi. Un impatto che pesa su un Paese in cui, secondo ISTAT, nel 2025 5,4 milioni di persone non potevano permettersi un pasto proteico almeno ogni due giorni».

L’alleanza che scenderà in piazza il 5 dicembre invita a guardare alle rinnovabili, che «nel 2025 hanno coperto circa il 41% della domanda elettrica italiana. In Italia i green jobs sono inoltre arrivati a circa 3,3 milioni, pari al 13,8% dell’occupazione complessiva». 

QUATTRO RICHIESTE AL GOVERNO E ALLE FORZE POLITICHE

Da Piazza del Popolo partiranno quattro richieste: 

  • riportare il clima in cima all’agenda politica, riconoscendo la crisi climatica come una questione che riguarda la sicurezza del Paese; 
  • accelerare la mitigazione, abbandonando i combustibili fossili, aumentando la produzione da fonti rinnovabili e riducendo le emissioni; 
  • accelerare l’adattamento, proteggendo territori, mare e persone maggiormente esposte agli impatti di un clima che cambia; 
  • applicare il principio “chi inquina paga”, chiedendo alle aziende fossili di contribuire al finanziamento della transizione e delle politiche di adattamento.  

APPROFONDISCI SU TERRA NUOVA DI NOVEMBRE

Il caldo dell’estate e gli eventi meteo dell’autunno ci ricordano che è arrivato il momento di cambiare sistema produttivo e stili di vita per garantire la nostra sopravvivenza sul pianeta. Su Terra Nuova di novembre le voci dei movimenti e dei ricercatori

«Che caldo!»: è l’esclamazione che abbiamo ascoltato più spesso nel corso dell’ultima estate. Se ne sono accorti anche medici e ricercatori della Planetary Health Community Europe che hanno redatto una dichiarazione con indicazioni operative per limitare, in futuro, le morti per calore. Nel frattempo, illustri scienziati di tutto il mondo hanno sottoscritto un altro avvertimento in cui evidenziano che la vita sul pianeta è entrata in una fase di crisi drammatica, ma in cui sottolineano anche la grande opportunità che possiamo ancora giocarci di ridisegnare i nostri sistemi produttivi e il rapporto con gli ecosistemi. Possiamo dunque adattarci continuando a trasformare. 

Leggi l’ampio articolo sul numero di novembre della rivista Terra Nuova. La rivista è disponibile in edicola, nei negozi bio (anche nella catena NaturaSì) e la puoi anche ordinare comodamente da casa QUI.

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