Gravidanza gemellare, quindi patologica?

Di fronte alla notizia di una gravidanza gemellare la prima reazione è di spavento perché c'è la convinzione che si tratti di un percorso molto più difficile e rischioso per la salute di mamma e bambini. Ma quali sono i veri rischi e quali invece i miti da sfatare? Ecco il parere della ginecologa Elena Vasario.

25 Agosto 2017
Gravidanza gemellare, quindi patologica?

“La gravidanza è iniziata bene, si vede il battito fetale... anzi... sono due!”. Quante volte in oltre 10 anni di attività lavorativa in campo materno-fetale mi è capitato di dire questa frase! È frequente una reazione di shock, accompagnata e seguita da sentimenti fortemente contrastanti e ambivalenti: accanto alla felicità e all’orgoglio per la singolarità dell’evento emergono paura, preoccupazione, confusione, senso di smarrimento, difficoltà di accettazione. Da qui in poi si apre infatti il mondo della gravidanza multipla, che viene ritenuta per definizione “a rischio” e necessita quindi di un monitoraggio diverso da quello effettuato nella gravidanza singola.

Attualmente la gravidanza multipla costituisce un fenomeno epidemiologicamente sempre più importante, sia per l’incrementato uso di tecniche di fecondazione assistita, sia per l’aumentata età materna media al concepimento. La gravidanza multipla è gravata da un’aumentata incidenza di complicanze materne e/o fetali, nonché da esiti neonatali a lungo termine. Dal punto di vista materno i sintomi della gravidanza, come nausea e stanchezza, sono spesso più intensi; aumenta inoltre la frequenza di comparsa del diabete gestazionale e dei disturbi ipertensivi. La complicanza più frequente della gravidanza gemellare è il parto pretermine, che si verifica in oltre la metà dei casi. L’elevata incidenza di parto pretermine è in parte dovuta alla comparsa di travaglio inarrestabile con o senza rottura prematura delle membrane, e in parte per cause iatrogene, ossia attribuibili all’utilizzo di farmaci, oppure legate ad altre complicanze materne e/o fetali che rendono necessario l’espletamento del parto.

Dal punto di vista fetale è invece indispensabile distinguere le gravidanze gemellari in base alla corionicità, in quanto i gemelli che condividono un’unica placenta (monocoriali, i cosiddetti “gemelli identici”), possono andare incontro a un maggiore rischio di complicanze dovute proprio all’unicità della placenta. Nella gravidanza gemellare è indicata una stretta sorveglianza ecografica. In considerazione della maggiore
incidenza nella gravidanza multipla di casi di restrizione di crescita fetale, nelle gravidanze bicoriali sono previste valutazioni mensili della crescita fetale.
Nelle gravidanze monocoriali la sorveglianza ecografica è ancora più intensa e complessa e viene effettuata ogni due settimane, al fine di identificare precocemente i casi di restrizione di crescita selettiva o di sindrome da trasfusione feto-fetale. La sorveglianza ecografica è mirata anche alla diagnosi di eventuali malformazioni, la cui incidenza nella gravidanza gemellare risulta superiore rispetto alla gravidanza singola.

Per quanto riguarda il parto, l’incidenza di taglio cesareo è aumentata nelle gravidanze gemellari, per quanto sia spesso possibile partorire per via vaginale se le condizioni materne e fetali lo consentono.
La gravidanza gemellare decorre in molti casi (più del 50%) in modo del tutto fisiologico, ma è giusto sapere che presenta rischi maggiori rispetto alla gravidanza singola e necessita di un monitoraggio clinico ed ecografico diverso.

È poi indubbio che molte volte venga medicalizzata eccessivamente, creando ansie eccessive nella coppia. In realtà questa gravidanza, iniziata bene, può concludersi altrettanto positivamente, magari solo con qualche ecografia e controlli in più.

Articolo tratto dal libro Un nido per due gemelli

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di Terra Nuova


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