Latte si, latte no?

Il latte è un alimento completo ma nonostante questo non fa così bene come molti pensano. La nutrizionista Elisa Cardinali ci spiega perché.

05 Aprile 2019
Latte si, latte no? Alimentazione sana

Quante volte ci siamo sentiti dire dalle nostre mamme e dai nostri nonni «bevi il latte che ti fa bene» oppure «bevi il latte che è ricco di calcio»! Ma è effettivamente così?

Da un punto di vista puramente nutrizionale il latte vaccino è un alimento completo in quanto contiene contemporaneamente carboidrati, proteine e grassi, ma se l’intestino e il sistema immunitario di una persona sono particolarmente sensibili, il latte non è tra gli alimenti più consigliati.

Infatti, questo alimento è sottoposto a un trattamento termico detto pastorizzazione e, quanto più questo trattamento è pesante, tanto più le proteine del latte perdono le loro caratteristiche originarie. Questo processo dà origine a proteine denaturate di cui la principale è la caseina che rappresenta l’80% delle proteine del latte vaccino. La caseina denaturata (che tra l’altro è la stessa sostanza usata per incollare le etichette delle bottiglie!), nel tratto digestivo, produce del muco spesso e filamentoso che altera la permeabilità intestinale dando origine a fenomeni come riniti, dermatiti, coliti, reflusso gastrico, otiti e tonsilliti. Una barriera intestinale più permeabile predispone a un maggior passaggio di sostanze tossiche con un indebolimento progressivo del sistema immunitario. Non a caso i neonati nutriti con latte materno sono meno soggetti a infezioni rispetto a quelli nutriti con latte di mucca.

Tra l’altro il latte materno è ricco di alcuni amminoacidi liberi che paiono essere specifici per lo sviluppo cerebrale del bambino, mentre il latte di mucca contiene altri amminoacidi liberi come fenilalanina e tirosina che, in eccesso, potrebbero essere anche dannosi per l’encefalo. Inoltre i nutrienti maggiormente presenti nell’ultima “poppata” del latte materno sono i grassi che danno quel senso di sazietà che permette al neonato di auto-regolarsi, a differenza dei preparati artificiali, la cui composizione rimane costante in ogni momento. Per questo i bambini che non sono allattati al seno sono spesso obesi.

Infine i consumatori di latte vaccino difficilmente assimilano calcio a sufficienza in quanto la pastorizzazione distrugge l’enzima fosfatasi deputato al suo assorbimento. Il latte crudo è ricco di quest’enzima, ma la pastorizzazione purtroppo lo disperde quasi completamente. Non a caso la dieta degli astronauti, che vanno incontro a fenomeni di demineralizzazione ossea, non contiene tanto formaggio e latte ma è ricca di fonti vegetali di calcio come cavoli, broccoli, fagioli, piselli, alghe, frutta secca, uvetta, semi di lino e girasole e cereali integrali.

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ELISA CARDINALI

Elisa Cardinali, classe 1978, è laureata in scienze biologiche e svolge attività di biologa nutrizionista. Elabora piani alimentari per persone che vogliono migliorare, attraverso l’alimentazione, il proprio stato di salute e stati patologici come diabete, obesità, ipertensione, reflusso, stipsi, colite.

Si è specializzata in nutrizione e integrazione sportiva e segue atleti di ogni livello.

Il punto cardine della sua professione è quello di accompagnare le persone in un percorso di educazione alimentare senza abbandonare il piacere dello stare a tavola. Si aggiorna costantemente con corsi, seminari e congressi.

È coautrice, insieme a Laura Gogioso, dei libri La dieta vegetariana e vegana per chi fa sport e Acidità di stomaco addio! editi da Terra Nuova edizioni.
Per contatti: elisacardinali78@gmail.com

 

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