Succhi di frutta: zuccheri fuori controllo

Uno studio pubblicato sul British Medical Journal definisce «inaccettabili» i livelli di zucchero presenti in succhi e bevande alla frutta disponibili in commercio. Secondo l’epidemiologo Franco Berrino è necessario tutelare i bambini eliminando lo zucchero dalla loro alimentazione, almeno nel primo anno di vita.

30 Giugno 2017
Succhi di frutta: zuccheri fuori controllo

«Gli zuccheri contenuti nei succhi e nelle bevande per bambini e ragazzi raggiungono livelli troppo alti, inaccettabili». Ad affermarlo, in uno studio pubblicato lo scorso 2016 sulla rivista scientifica British Medical Journal(1), è un gruppo di ricercatori inglesi che ha esaminato oltre 200 campioni di prodotti venduti nei supermercati anglosassoni. Fanno parte del team di studiosi Jane Boulton della School of dentistry dell’Università di Liverpool, Kawther Hashem e Katharine Jenner del Wolfson institute of preventive medicine dell’Università di Londra, Ffion Lloyd-Williams, Helen Bromley e Simon Capewell del Dipartimento di salute pubblica dell’Università di Liverpool.

Carie, obesità e diabete

Dalle analisi effettuate su campioni di succhi di frutta concentrati, bevande a base di succo di frutta e smoothies è emerso che il contenuto medio in zuccheri si aggira intorno ai 7 g per 100 ml, ma si può arrivare anche a 10,7 g in alcuni succhi di frutta e a 13 negli smoothies. Secondo i ricercatori «117 dei 203 prodotti esaminati dovrebbero ricevere il bollino rosso dalla Food standards agency e solo 63 potrebbero avere semaforo verde. Tra quelli più problematici, ci sono ben 85 prodotti che contengono 19 g di zucchero, cioè la quantità massima giornaliera che un bambino può assumere».

«Le aziende produttrici devono smetterla di aggiungere zuccheri inutili e calorie ai loro prodotti» affermano con convinzione e senza mezzi termini i ricercatori. E questo almeno per due buoni motivi. Il primo è che «gli zuccheri liberi sono tra le principali cause alimentari di carie dentali». Con la definizione di zuccheri liberi gli autori indicano sia il glucosio, il fruttosio e il saccarosio, aggiunti dai produttori a cibi e bevande, che gli zuccheri naturalmente presenti nel miele, negli sciroppi e nei succhi concentrati; questa categoria va distinta da quella degli zuccheri naturali presenti nei cibi non raffinati e nella frutta.

Il secondo motivo, invece, ha a che fare con il controllo del peso nei bambini. «L’aumento di assunzione di fruttosio e bevande zuccherate è stato associato all’obesità infantile» e porta con sé «una riduzione del consumo di cibi sani e nutrienti».

Attualmente, nella fascia d’età dai 4 ai 10 anni, almeno il 30% del consumo giornaliero di zuccheri deriva da bibite. Dati(2) rivelano che un bambino su cinque tra i 4 e i 5 anni e uno su tre fra i 10 e gli 11 anni è nettamente obeso o in sovrappeso e ha, pertanto, maggiori probabilità di sviluppare diabete di tipo 2 e problemi di salute nell’adolescenza.

Per cercare di porre un freno al problema, l’Organizzazione mondiale della sanità ha rivisto le linee guida specifiche(3), raccomandando di ridurre il consumo giornaliero di zuccheri liberi dal 10% al 5% delle calorie totali ingerite; per un bambino, questo significa non più di 19 g al giorno, pari a 5 cucchiaini.

Tuteliamo la salute dei piccoli

A consigliare invece l’eliminazione totale dello zucchero dall’alimentazione dei bambini è l’epidemiologo Franco Berrino, che ha lavorato per molti anni all’Istituto tumori di Milano. «Il mio consiglio alle mamme è di tenere i figli lontani dallo zucchero. Meglio non farglielo nemmeno assaggiare, soprattutto nel primo anno di vita, quando si abituano a gusti che poi continueranno a cercare» spiega Berrino. «La giusta intensità di dolce è quella del latte materno, molto delicata, ed è quella che dovrebbero avere i dolci che prepariamo. Se però il bambino si è già abituato allo zucchero nel primo anno di vita e alle merendine nel secondo, negli anni successivi le cose si faranno più difficili. Se poi beve anche le bibite gassate e zuccherate, allora proprio non va. Cos’è bene fare? Non tenere in dispensa ciò che non vogliamo che nostro figlio mangi o beva. È possibile preparare in casa, in pochissimo tempo, snack e cibi naturali che possono fare la differenza tra un bambino malato e uno sano».

Note
1. http://bmjopen.bmj.com/content/6/3/e010330  
2. I dati del National child measurement programme risalgono al 2013 e sono reperibili in inglese sul sito dell’Health and social care information centre a questo link: www.hscic.gov.uk/ncmp
3. Sugars intake for adults and children: guideline è un report del 2015 pubblicato a cura dell’Organizzazione mondiale della sanità. È liberamente scaricabile in inglese a questo link: www.who.int/nutrition/publications/guidelines/sugars_intake/en

Articolo tratto dal mensile Terra Nuova

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di B. Salvemini


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