Candida: ecco le cure naturali

Il nostro intestino pullula di vita: senza questi microrganismi addetti ai compiti più diversi non potremmo vivere. Fra di loro si trova un fungo, la Candida albicans...

30 Aprile 2014
Candida: ecco le cure naturali

Candida: ecco le cure naturali

Il nostro intestino pullula di vita: senza questi microrganismi addetti ai compiti più diversi non potremmo vivere. Fra di loro si trova un fungo, la Candida albicans, che ci accompagna per tutta la vita fin dalla nascita ma, in determinate condizioni, invece di starsene tranquillo per conto suo, parteall’invasione dell’organismo. E le conseguenze possono essere davvero gravi.

Le 150 specie di Candida sono miceti (cioè funghi) opportunisti, il più virulento dei quali è di solito l’albicans. Si ritiene che la candida possa avere nell’intestino un ruolo nella digestione degli zuccheri, ma non è certo. Comunque i problemi sorgono quando il microrganismo prende il sopravvento e prolifera indisturbato, tappezzando interamente le pareti intestinali. Si parla allora di candidosi, un’infezione che può interessare la cute, le mucose orali, ma più spesso lo stomaco, gli organi genitali, la vescica. Lesioni, prurito, macchie rosse, secrezioni vaginali biancastre: questi alcuni dei possibili sintomi. Nei casi più gravi l’infezione può arrivare a interessare l’esofago e gli altri organi, arrivando a debilitare fortemente chi ne soffre.

Le infezioni da candida sono in aumento nel mondo occidentale, tanto che alcuni le hanno battezzate un’epidemia silenziosa. Agiscono infatti senza tanto clamore, si presentano tutto sommato con sintomi ascrivibili ad altre problematiche, e così si rischia di conviverci per molto tempo. Intanto il fungo attraversa la mucosa intestinale, entra nel flusso sanguigno e arriva a colpire tutto l’organismo con le sue tossine.

Come sottolinea il dottor Angelo Di Fede (immunologo e allergologo di Parma, che si è occupato della problematica fin dagli anni ’80, quando ancora non se ne parlava molto), una volta che l’infezione si è diffusa possono presentarsi depressione, stanchezza cronica, malattie autoimmuni, neuropatie periferiche. Non mancano poi disturbi intestinali, come gonfiori e flatulenze. La digestione diventa difficile, compaiono o si aggravano le intolleranze alimentari e, come se non bastasse, la candida tende a ridurre l’assimilazione delcibo e dei diversi nutrienti (minerali, vitamine, proteine). Così, chi ne è colpito dimagrisce a tal punto da risultare sottopeso, pur avendo sempre fame, in particolare di zuccheri: è il fungo stesso che stimola questo forte desiderio, perché prospera proprio grazie ad essi. Come se non bastasse, il sistema immunitario si trova ancora più indebolito; si entra insomma in un circolo vizioso da cui diventa difficile uscire, anche perché la diagnosi non è affatto semplice, i falsi positivi sono frequenti e occorre ripetere per tre volte l’esame delle feci.

Le cause
Le cause della candidosi sono numerose, ma possiamo dire che la problematica ruota intorno a un punto: l’indebolimento del sistema immunitario, dovuto a tutta una serie di fattori. E quando si parla di sistema immunitario viene inevitabilmente tirato in ballo l’intestino e il suo corretto funzionamento: in ultima analisi, la dieta.

Di Fede attira la nostra attenzione su una questione spesso sottovalutata: il corretto pH intestinale; infatti, se l’ambiente risulta troppo acido perché nella dieta abbondano i cibi acidi (proteine animali in particolare) a scapito di quelli basici (verdure in genere), la candida prolifera. Per la donna la situazione è più delicata, sottolinea il medico, non solo perché il ciclo mestruale comporta un’acidificazione dell’organismo, ma anche perché la vagina è a stretto contatto con ano e uretra, quindi a maggior rischio di contagio. La flora batterica intestinale, inoltre, interferisce almeno in parte con quella vaginale. Si calcola che circa il 75% delle donne residenti nel mondo occidentale abbia conosciuto almeno una volta nella vita una candidosi vaginale; di loro, circa la metà ha avuto recidive.

Ma il problema non si limita all’acidità; un’alimentazione scorretta impoverisce pure la flora batterica intestinale, favorendo questo fungo opportunista. A peggiorare le cose possono intervenire fattori come obesità, diabete, stress, inquinamento, sedentarietà. E come ignorare l’elemento psicosomatico? Una determinata struttura mentale può aiutare a creare un ambiente dove la candida prospera: per questo è indispensabile lavorare su se stessi con le tecniche che si ritengono più opportune (meditazione, reiki, fiori di Bach ecc., utili anche per allentare lo stress, l’ansia e le tensioni).

In ogni caso, quello a cui bisogna puntare è prevenire, perché la cura per la candida è davvero lunga e complessa. Ma se ormai il problema c’è occorre agire prima di tutto sull’intestino per debellarlo (ricordiamo che la candidosi si propaga da qui), cercando di ricreare il giusto mix di batteri buoni. Partiamo quindi da quello che si può mettere nel piatto.

A dieta
«Non è facile dire alle donne che per eliminare la candida bisogna affamarla» dichiara Di Fede. Si tratta infatti di seguire una dieta rigorosissima e molto frugale, eventualmente preceduta da un breve periodo di digiuno, se il medico lo consiglia. Il digiuno può essere sostituito da 6 giorni a sole verdure, crude o cotte, condite con poco olio extravergine e limone (non aceto).

  • Da abolire i cereali raffinati e gli zuccheri: al loro eccesso si deve infatti il proliferare del micete. 
  • Il rischio si ha soprattutto con i cereali ad alto indice glicemico, come il riso e il mais.
  • Attenzione anche a quelli ricchi di glutine, come il frumento.
  • Bene i cereali integrali, che con le loro fibre alimentano la flora batterica. Ma soltanto a piccole dosi!
  • Da prediligere: il saraceno, ben digeribile e proteico; l’orzo, con ottime fibre e capace di contrastare il fungo; la quinoa, proteica e meno amidacea del grano.
  • Bene i legumi, da introdurre gradualmente e indispensabili sia per le fibre sia per le proteine.
  • Chi fa uso di proteine animali può mangiare uova, pesce o carni bianche, ma non il latte, per la presenza di lattosio e per il suo potenziale allergenico.
  • Tollerato solo un po’ di yogurt, in cui il lattosio è rielaborato.
  • Da eliminare tutti i formaggi, soprattutto quelli con le muffe.
  • Poca la frutta e solo se a ridotto contenuto zuccherino, come frutti di bosco, mele acidule, fragole e pompelmo. 
  • No ai prodotti lievitati perché nutrono i funghi, quindi solo pane e focacce di cereali integrali non lievitati.
  • Attenzione: i lieviti si possono nascondere anche nei dadi da brodo, e si trovano in tempeh e salsa di soia.

Bisogna insistere con questa dieta almeno per due mesi, sempre sotto controllo del medico: a seconda di dove si instaura, la candidosi può richiedere tempi di guarigione più o meno lunghi, ma mai brevi

Soluzioni naturali
Di solito per curare la candidosi vengono consigliati antimicotici e antibiotici, ma come abbiamo visto questo fungo prospera dove la flora batterica intestinale è scadente, e gli antibiotici non contribuiscono certo a migliorarla. Quanto agli antimicotici, recenti studi hanno rilevato un elevato rischio di recidive, che ovviamente complicano molto la guarigione.

La cosa migliore quindi è intervenire con soluzioni naturali, soprattutto per quanto riguarda le integrazioni di probiotici, fondamentali perché competono e limitano la candida a livello intestinale. In cucina non dimentichiamo aglio e cipolla, entrambi antibatterici, e inseriamo ogni tanto la papaia, che favorisce la digestione, combatte i parassiti intestinali e le infiammazioni.

Anche la fitoterapia ci viene in aiuto:

  • Per rafforzare il sistema immunitario si può ricorrere all’uncaria, una rampicante sudamericana con proprietà immunostimolanti, antibatteriche, antivirali e antinfiammatorie. 
  • Ottimo anche il lapacho, con proprietà simili e spesso usato proprio contro la candida. Infatti il decotto può essere bevuto o destinato a irrigazioni vaginali. 
  • Anche l’argilla si presta a questo scopo; inoltre la sua ricchezza di minerali basici e le sue proprietà depurative la rendono ideale per l’uso interno.
  • Molto utile è l’estratto di semi di pompelmo, in prima linea contro le infezioni fungine.
  • Non meno validi i lavaggi vaginali con l’olio essenziale di melaleuca (tea tree oil), da usare a gocce e da diluire opportunamente in acqua. Si può anche chiedere all’erborista di preparare una miscela di oli di iperico, lavanda e melaleuca, per un’azione antibatterica e lenitiva.
  • Anche la pomata alla calendula è lenitiva e antisettica, l’importante è non applicarla su piaghe aperte.
  • Infine, è fondamentale ricorrere a forme di rilassamento per contrastare lo stress, che rischia di aggravare ancor più la situazione.

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Consigli utili
• Indossare soltanto indumenti intimi di cotone bianco (meglio ancora se bio): nailon e microfibra tendono a surriscaldare, favorendo lo sviluppo di funghi.
• Non usare lavande vaginali: alterano il delicato ambiente, favorendo le infezioni.
• Non esagerare con l’igiene intima.
• Scegliere detergenti con pH acido in età fertile, neutro a partire dalla menopausa e nell’infanzia.
• Preferire le gonne ai pantaloni, e comunque non indossare pantaloni aderenti.
• In spiaggia non tenere il costume bagnato troppo a lungo.
• Attenzione in estate al caldo e all’afa: indossare indumenti leggeri, di tessuti naturali.
• Non scambiare gli asciugamani con altre persone.
• Attenzione all’igiene durante i rapporti sessuali: c’è la possibilità di infettare il partner, che poi può trasformarsi a sua volta in agente dell’infezione.

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Cibi «NO»
• alcol
• barbabietole rosse cotte
• bevande zuccherate
• caffè
• cibi affumicati
• cibi lievitati
• cioccolata
• dolciumi
• formaggi fermentati
• frutta zuccherina (banane, uva, datteri, cachi, pesche ecc.)
• latte
• miele
• patate
• prodotti da forno
• riso bianco
• saccarosio
• salsa di soia
• tempeh

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di G. Lomazzi

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