Standing Rock e l’oleodotto della discordia

Continua l'opposizione dei Sioux alla costruzione della Dakota Access Pipeline.

26 Novembre 2017
Standing Rock e l’oleodotto della discordia

Standing Rock è il nome dell’accampamento di protesta sorto vicino alla riserva dei Sioux di Standing Rock contro la Dakota Access Pipeline, l’oleodotto che dovrebbe trasportare centinaia di migliaia di barili di greggio al giorno dai terreni bituminosi del Canada agli Stati Uniti. I Sioux si sono opposti alla sua costruzione fin dal 2014, quando il progetto è stato presentato la prima volta, affermando che profanerà le terre sacre e metterà in pericolo le risorse idriche, dovendo attraversare il lago Oahe. Se si verificasse una perdita verrebbero inquinate le acque da cui dipendono i circa 8000 membri della tribù e milioni di altri cittadini americani che abitano più a valle.

Il progetto di costruzione della Dakota Access Pipeline, lungo 2000 chilometri, era stato ritirato dal presidente Obama, ed è stato poi ripristinato dall’amministrazione Trump, che ha provveduto a sgombrare il campo lo scorso febbraio dagli ultimi manifestanti rimasti. Tuttavia, la maggioranza degli indigeni aveva già lasciato la zona, ritenuta pericolosa per il rischio di inondazioni primaverili.

La manifestazione di Standing Rock presso Sacred Stone ha visto la partecipazione di circa 300 nazioni tribali a sostegno della locale comunità Sioux, catturando l’attenzione e il sostegno di milioni di cittadini di tutto il globo.

Il progetto dell’oleodotto nel frattempo avanza, ma continuano anche le manifestazioni di protesta e le battaglie legali delle comunità e delle associazioni ambientaliste.

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Brano tratto dall'articolo "La resistenza dei nativi americani"

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