Tenerife: dentro la selva ancestrale

Nel cuore delle Isole Canarie si trovano i boschi fra i più antichi d’Europa. Un tesoro che sfuggì ai conquistadores e che le associazioni ambientaliste stanno cercando di salvare oggi da un nemico non meno temibile: il turismo di massa.

16 Maggio 2019
Tenerife: dentro la selva ancestrale. Ecoturismo

Tenerife, la più estesa delle Isole Canarie, è una delle mete più battute dal turismo europeo. Solo nel 2016, i suoi litorali bagnati dall’Atlantico hanno accolto circa cinque milioni e mezzo di visitatori. Complici il suo clima sempre mite e i voli low cost che la collegano con le principali città rendendola appetibile a molti, anche in sostituzione di mete oggi penalizzate da situazioni politiche complesse.

Purtroppo, però, i viaggiatori spesso non si accorgono dell’impatto devastante che la loro presenza ha su un territorio fragile come quello dell’isola, caratterizzato dalla scarsa capacità di generare risorse a fronte di una densità di popolazione già di per sé alta1.

Un’impronta smisurata

A Tenerife, che accoglie circa la metà dei visitatori totali della regione, i problemi connessi al turismo sono numerosi: a una richiesta troppo alta di acqua, per esempio, alla cui scarsità si cerca di sopperire con pratiche poco sostenibili, quali la desalinizzazione del mare, si aggiunge quello delle strutture ricettive, che si traduce nel crescente consumo di suolo dato dai grandi conglomerati alberghieri che sorgono su gran parte della costa.

Diversamente da quanto si possa pensare, questo tipo di turismo, destinato a incrementare del 5% annuo, non si traduce in una reale opportunità per la popolazione locale. Le Canarie, infatti, nonostante tutto sono una delle regioni più povere della Spagna, dove si registra un maggiore accentramento di ricchezza. Questo perché le grandi strutture alberghiere, oltre a essere gestite quasi totalmente da pochi grandi imprenditori, si approvvigionano all’estero per garantire le grandi quantità di cibo a basso costo offerte nei buffet. (...)


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