In difesa di Salomè, minacciata perché difende l'Amazzonia

«Salomé è nativa del popolo Kichwa nell’Amazzonia ecuadoriana. È una delle tante donne coraggiose dell’Amazzonia prese di mira e attaccate per il proprio lavoro in difesa della foresta e dei diritti umani»:è la denuncia di Amnesty International. Lanciata una petizione.

02 Marzo 2020

«Salomé è una leader nativa del popolo Kichwa nell’Amazzonia ecuadoriana. È una delle tante donne coraggiose dell’Amazzonia che sono state prese di mira e attaccate per il proprio lavoro in difesa della più grande foresta pluviale del mondo e per la sua lotta in difesa dei diritti umani»:è la denuncia di Amnesty International che raccoglie le firme per chiedere al procuratore generale di indagare con rigore sulle minacce verso Salomè e la sua famiglia cercando di invididuare e fermare i responsabili.

«Dopo aver avvertito il presidente Moreno dei rischi ambientali collegati alle attività petrolifere e dopo aver denunciato i casi di abusi sessuali contro le donne indigene, Salomé e la sua famiglia sono stati attaccati e minacciati con pietre nella loro casa - spiegano da Amnesty - Nonostante lei abbia presentato una denuncia formale, le autorità non hanno compiuto alcun progresso nelle indagini e non hanno offerto alcuna protezione a Salomé e alla sua famiglia. Il governo del presidente Moreno deve garantire giustizia e protezione alle donne dell’Amazzonia che difendono la natura e i nostri diritti umani».

QUI l'appello che si può firmare

di Terra Nuova

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