Nasce il Gruppo Unitario per le Foreste Italiane

Cittadini, scienziati, ricercatori, medici, biologici e associazioni hanno dato vita al Gruppo Unitario per le Foreste Italiane che scende in campo per «preservare e mantenere il patrimonio forestale del nostro paese» soprattutto dopo l'approvazione del criticatissimo Testo Unico Forestale.

27 Ottobre 2018

Si chiama Gruppo Unitario per le Foreste Italiane (GUFI) ed è nato in modo spontaneo da semplici cittadini, professionisti, esperti di ambiti molto diversi (ecologi, biologi, agronomi, forestali, naturalisti, giuristi, medici, ingegneri, ecc., tra cui anche l'oncologa Patrizia Gentilini, il dottor Ugo Corrieri e il professor Bartolomeo Schirone), gruppi e associazioni, tutti accomunati «dalla volontà di mantenere e preservare il patrimonio forestale del nostro Paese nonché quello di difendere gli alberi ed il verde che anche nelle nostre città è troppo spesso aggredito con tagli sconsiderati o veri e propri abbattimenti», come spiegano.

«L’approvazione del Testo Unico Forestale - contro cui ricordiamo si erano espressi circa 45.000 cittadini con una petizione su Change.org, centinaia di accademici ed associazioni - è stata l’occasione che ha coagulato il nostro impegno, permettendoci di dare vita il 6 aprile 2018 a Rieti al Convegno ”Biomasse Forestali ad uso energetico: aspetti ambientali, forestali, giuridici e sanitari” di cui sono disponibili gli Atti - spiegano dal Gruppo - La costituzione del GUFI rappresenta la naturale evoluzione e continuità di quell’impegno perché riteniamo che non possa essere disperso il grande patrimonio di conoscenze ed esperienze sorto in quell’occasione».

L’adesione è del tutto gratuita e senza formalità alcuna, previa accettazione dei Principi fondanti e degli Obiettivi del GUFI, che si elencano qui di seguito.

I Principi fondanti

IL MANIFESTO

1. Il bosco è un ecosistema ossia un sistema complesso dominato da alberi, la cui componente biotica è costituita da piante di varie specie, animali, funghi, batteri ed altri organismi.

2. Il bosco è comparso sulla Terra molte decine di milioni di anni prima dell’uomo. Perciò il bosco non ha bisogno dell’uomo per perpetuarsi, ma è la vita dell’uomo che dipende dal bosco. Per questo semplice motivo il bosco è soggetto di diritti.

3. Il bosco produce suolo e stabilizza i versanti. Il bosco garantisce la conservazione delle sorgenti e migliora la qualità degli ecosistemi acquatici. Il bosco assicura la qualità dell’aria. Il bosco costruisce il paesaggio.

4. Il bosco assicura benessere fisico e psichico all’uomo: il contatto regolare col bosco, soprattutto se non alterato dall’uomo, aumenta la resistenza alle malattie, accelera i processi di guarigione, implementa il benessere psicofisico e favorisce la nascita di nuovi neuroni nei cervelli anziani che riacquistano comportamenti giovanili contrastando diverse patologie degenerative.

5. Il bosco fornisce anche prodotti di interesse economico per l’uomo, ma il loro prelievo non deve alterare la struttura e la composizione naturale delle foreste.

Gli Obiettivi

1. Protezione e conservazione, con tutti mezzi possibili, dei boschi che, per le molteplici e fondamentali funzioni che svolgono, sono “beni strategici dello Stato”.

2. Poiché la funzione produttiva dei boschi non è quella prevalente, tutte le competenze in materia forestale devono afferire al Ministero dell’Ambiente e non più a quello dell’Agricoltura.

3. La selvicoltura e la gestione dei boschi devono avere carattere fondamentalmente conservativo con l’obiettivo di arrecare il minor danno possibile all’ecosistema forestale quando da esso si prelevano prodotti di interesse economico per l’uomo. Analogamente, il mantenimento delle radure deve essere dovuto a reali motivi paesaggistici, di allevamento tradizionale e conservazione della biodiversità e non di sfruttamento intensivo.

4. Il restauro dei boschi degradati e la riforestazione delle terre marginali devono essere obiettivi prioritari della Nazione.

5. Lo Stato deve progressivamente ricostituire il proprio Demanio Forestale. I Comuni devono obbligatoriamente destinare a bosco una porzione del proprio territorio. Vi devono essere ambiti forestali lasciati alla libera evoluzione verso gli equilibri naturali.

Chi volesse inviare la propria adesione può farlo scrivendo alla e-mail gufitalia@gmail.com

di Terra Nuova

Sig Raffaella

06/11/2018 00:00

...

Giuseppe Tattara

05/11/2018 16:07

Aderisco al gruppo foreste

interviste incredibili Leonardo Mastragostino

03/11/2018 08:26

Ieri sera ho ascoltato ALLIBITO l'intervista di Valeria Papitto al "responsabile tutela foreste e agricoltura dell'ISPRA Lorenzo Ciccarese che ha affermato che <<la presenza del manto forestale, della copertura sulle aree a forte pendenza fa aumentare il rischio idrogeologico e il dissesto... perché non regolano in modo adeguato il deflusso, il ciclo delle acque...>
(http://www.rai.it/…/ContentItem-5d1b5c8a-df1e-48f0-a699-af9…)
e come al solito la colpa è dell'abbandono...

Ma c'è una epidemia in corso? Ma non si trova qualcuno che viene intervistato e dice che grazie a queste coperture gli effetti visti sono stati inferiori a quelli che vi sarebbero stati in loro assenza?

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