Sabato 25 gennaio Giornata Mondiale Stop 5G

Come in altri 29 paesi al mondo, l’Alleanza Italiana Stop 5G si mobilita per chiedere al Governo di fermare il 5G, pericoloso per umanità ed ecosistema. Eventi da Torino a Cagliari, da Bolzano a Lecce, cortei a Bologna e Perugia, convegno a Verona e nelle scuole di Caserta e Pescara, dove in una mostra d’arte si presenta una ricerca di laboratorio su insetti e 5G.

23 Gennaio 2020
5g 

L’Italia si mobilita nella Giornata Mondiale Stop 5G «per la difesa dell’ecosistema e della salute pubblica insieme al resto del mondo, in programma la più grande catena umana della storia contro l’elettrosmog e i pericoli del 5G» annuncia l'Allenza Stop 5G che organizza l'iniziativa.

Sabato 25 gennaio l’Alleanza Italiana Stop 5G «aderisce alla giornata di protesta promossa dall’appello internazionale Stop 5G dalla Terra e dallo Spazio, raccolte in 204 paesi 172.395 firme (tra queste, quelle di 4.800 scienziati, 2.800 medici, 770 apicoltori e 2.000 organizzazioni ambientaliste) per chiedere all’Organizzazione Mondiale della Sanità, all’Organizzazione delle Nazioni Unite e ai governi nazionali di fermare una sperimentazione altamente rischiosa, recepito l’allarme della comunità medico-scientifica non conflitta da interessi con l’industria contraria all’Internet delle cose» spiegano i promotori.

Nella stessa giornata sono previste manifestazioni in Australia, Belgio, Bermuda, Canada, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Germania, Ungheria, Grecia, Irlanda, Giappone, Kenya, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Sudafrica, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. «L’obiettivo, nel resto del mondo come in Italia, è fermare il dispiegamento di milioni di nuove antenne terrestri 5G e il lancio in orbita di 50.000 satelliti nello spazio, richiesta per altro già inoltrata al Parlamento Europeo dall’Alleanza Italiana Stop 5G intervenuta a Bruxelles come portavoce dell’Alleanza Europea Stop 5G (Ottobre 2019)» prosegue l'Alleanza.

«Dopo oltre un anno di iniziative anche in sedi istituzionali, dopo le 45.000 firme raccolte on-line, dopo la Risoluzione di Vicovaro, la doppia mobilitazione nazionale (Giugno 2019), e la prima manifestazione nazionale davanti Montecitorio culminata nel convegno internazionale per la moratoria tenuto alla Camera dei Deputati con la partecipazione di relatori di fama mondiale (Novembre 2019), in 131 Comuni d’Italia sono stati approvati atti per la precauzione, la moratoria e la protezione della salute pubblica, emanate da 28 sindaci ordinanze urgenti per bloccare il wireless di quinta generazione in altrettanti municipi dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, mentre 5 Comuni hanno approvato lo stanziamento di fondi pubblici per co-finanziare studi indipendenti sugli effetti sanitari del 5G» aggiungono i promotori.

E adesso si mobilita la società civile, «i cittadini di 36 tra grandi città e piccoli centri, 16 capoluoghi di provincia da nord a sud, isole comprese: gazebo informativi, raccolta firme, volantinaggi e striscioni itineranti, flash mob e piantumazione di alberi, incontri nelle scuole e dimostrazione degli effetti nocivi sugli insetti delle frequenze del 5G: numerose e diversificate le iniziative».

In Piazza Castello a Torino interverranno il giurista Ugo Mattei e Roberto Romeo, a lui la Corte d’Appello torinese ha appena riconosciuto il nesso cancerogeno con l’esposizione all’irradiazione da telefono cellulare. Cortei per le strade di Bologna e Perugia, a Monterotondo (Roma) e Quarto (Napoli), dove la cittadinanza è mobilitata per scongiurare l’installazione di nuove antenne telefoniche. Nell’aula magna di un liceo scientifico di Caserta con l’Osservatorio Scuola dell’Alleanza Italiana Stop 5G si parlerà di demenza digitale e problemi legati alla digitalizzazione delle nuove generazioni. Nel convegno di Pescara interverrà il giornalista Giulietto Chiesa, mentre a Montesilvano (Pe) saranno presentati i risultati della prima fase di sperimentazione entomologica eseguita nel laboratorio della Nuovo Saline Onlus su insetti irradiati dalle frequenze dell’Internet delle cose. Oltre alla manifestazione in Piazza Bra, nel convegno di Verona parlerà Vincenzo Cordiano, ematologo di ISDE medici per l’ambiente. Infine a Montecompatri (Roma) si pianteranno alberi nello slogan ‘piantiamo le radici, più alberi, meno antenne’.

“Lottiamo all’unisono rivendicando un diritto costituzionale, in difesa della nostra salute e della nostra vita – afferma Maurizio Martucci, portavoce nazionale dell’Alleanza Italiana Stop 5G – ma anche di quella dei nostri figli e delle generazioni future, insieme alla vita di alberi, insetti, uccelli e animali. Perché il 5G è un vero e proprio attacco al pianeta, uno tsunami di radiofrequenze che non risparmierà niente e nessuno. Per questo la società civile consapevole si mobilita in Italia come nel resto del mondo, prima che sia troppo tardi. Sabato andrà in scena la più grande catena umana della storia contro l’elettrosmog: il problema ambientale non è solo nei cambiamenti climatici, fracking e materie plastiche negli oceani, ma anche nell’invasione sconsiderata d’elettrosmog programmata contro natura nel nome di un finto progresso. Dopo la sentenza del tribunale di Torino possiamo affermare che il wireless è una vera e propria emergenza sanitaria globale. Delittuoso far finta del contrario”.

L’Alleanza Italiana Stop 5G comunica l’elenco delle località in cui sono programmati gli eventi nella Giornata Mondiale Stop 5G:

  1.       Belluno
  2.       Bisceglie (Barletta, Andria, Trani)
  3.       Binasco (Milano)
  4.       Bologna
  5.       Bolzano
  6.       Cagliari
  7.       Caserta
  8.       Catanzaro
  9.       Chieti
  10.       Città S. Angelo (Pescara) 
  11.        Fiumicino (Roma)
  12.      Genova
  13.      Giulianova (Teramo)
  14.      Guastalla (Reggio Emilia)
  15.      L’Aquila
  16.      Lecce
  17.      Lucca
  18.      Montecompatri (Roma)
  19.      Monterotondo (Roma)
  20.      Montesilvano (Pescara)
  21.      Perugia
  22.      Pescara
  23.      Pineto (Teramo)
  24.      Piove di Sacco (Padova)
  25.      Quarto (Napoli)
  26.      Rognano (Pavia)
  27.      Roseto degli Abruzzi (Teramo)
  28.      Sabbioneta (Mantova)
  29.      San Candido (Bolzano)
  30.      Senigallia (Ancona)
  31.      Silvi Marina (Teramo)
  32.      Sulmona (L’Aquila)
  33.      Torino
  34.      Ventasso (Reggio Emilia)
  35.      Verbania Intra (Verbania Cusio Ossola)
  36.      Verona

«Considerato che il 5G viene lanciato con una grave impronta ecologica - spiegano i promotori dell'iniziativa - e senza alcuno standard di esposizione basato sugli effetti biologici, senza alcuno studio preliminare e senza alcuna valutazione d'impatto su salute e ambiente, violando apertamente il principio di precauzione sancito dall’Unione europea in presenza di una massiccia quantità di studi scientifici che dimostrano pericoli e danni da radiofrequenze per umanità ed ecosistema lasciando così 60 milioni di italiani senza via di scampo dalle pervadenti e ubiquitarie irradiazioni in violazione della dichiarazione ONU dei diritti umani, della Convenzione del 2007 sui diritti umani per le persone con disabilità funzionali e del Codice di Norimberga del 1947, con questa grande manifestazione nazionale unitaria inserita nella Giornata Mondiale Stop 5G, l’Alleanza Italiana Stop 5G chiede al Governo Conte:

1)     di sospendere immediatamente con una moratoria nazionale qualsiasi forma di sperimentazione tecnologica del 5G su tutto il territorio italiano;

2)     di sospendere immediatamente con una moratoria gli accordi stipulati dai Comuni di Roma, Torino, L’Aquila e Regione Abruzzo con l’Agenzia Spaziale Europea per il lancio del 5G dallo spazio;

3)     di non innalzare gli attuali valori limite di legge nella soglia d’irradiazione elettromagnetica, puntando sulla minimizzazione del rischio sanitario;

4)     di promuovere politiche di precauzione e prevenzione del danno, di protezione per i soggetti sensibili nel riconoscimento di disabilità e malattie ambientali, unitamente all’avviamento di  uno studio epidemiologico sui campi elettromagnetici affidato ad enti indipendenti non riconducibili alle aziende di telecomunicazione interessate a sviluppare la tecnologia 5G;

5)     di istituire una commissione di vigilanza permanente per il monitoraggio degli effetti dei campi elettromagnetici, individuando membri della scienza e della medicina indipendente, unitamente ad un coordinamento della società civile tra le associazioni dei malati;

6)     di farsi portavoce in sede comunitaria, nell’ottica della protezione della salute pubblica dai campi elettromagnetici, per l’annullamento immediato di qualunque riferimento a valutazioni e/o pareri espressi dalla c.d. ‘Commissione internazionale per la protezione delle radiazioni non ionizzanti’ (ICNIRP), invero ente privato già al centro di numerosi scandali».

Considerate poi le motivazioni nella sentenza della Corte d’Appello di Torino decisa in udienza lo scorso dicembre «dove i giudici criticano la posizione attendista dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) perché “usa in modo inappropriato i dati sull’andamento dell’incidenza dei tumori cerebrali…non tiene conto dei recenti studi sperimentali su animali” e, pur dichiarandosi incerto sugli effetti associati ad un uso intenso e prolungato di cellulari, “non ha diramato raccomandazioni più stringenti sui limiti di esposizione, in particolare per i bambini e gli adolescenti” (oggetto per altro di un’altra sentenza emessa dal Consiglio di Stato verso i ministeri di Ambiente, Salute e Pubblica Istruzione), con questa grande manifestazione nazionale unitaria inserita nella Giornata Mondiale Stop 5G, l’Alleanza Italiana Stop 5G chiede infine all’Istituto Superiore di Sanità:

1) di ritirare immediatamente il Rapporto ISTISAN 19/11 per una più ampia rielaborazione, non limitata alle sole patologie oncologiche, utilizzando in maniera completa e adeguata la letteratura scientifica e biomedica disponibile».

«Non da ultimo - prosegue l'Alleanza Stop 5G - il previsto impatto dell’Internet delle cose sull’economia andrà inevitabilmente a gravare sulle tasche di famiglie, utenti e consumatori, obbligati a riconvertire qualsiasi strumentazione tecnologica (televisori, elettrodomestici, Smartphone, ect..), così come alcuni analisti prevedono ripercussioni e svalutazioni immobiliari per le case nelle cui vicinanze verranno installate nuove antenne e Stazioni Radio Base di telefonia mobile. Pertanto, con questa grande manifestazione nazionale unitaria inserita nella Giornata Mondiale Stop 5G, l’Alleanza Italiana Stop 5G invita i cittadini:

1)     a non acquistare alcun prodotto tecnologico di ultima generazione wireless né ad aderire alle nuove offerte commerciali proposte dalle aziende del 5G;

2)     ad aderire al Disconnessi Day, giornata europea di sciopero digitale promossa dall’Alleanza Europea Stop 5G per il 1° Febbraio 2020 e da ripetere per ogni successivo primo giorno del mese, non utilizzando per 24 ore Smartphone, cellulari, Tablet, Wi-Fi e qualsiasi connessione wireless come forma di protesta civile e consapevole;

3)     ad invitare il Sindaco nonché il Consiglio Comunale del proprio municipio di residenza ad attivarsi per l’approvazione di atti amministrativi per la moratoria».

di Terra Nuova