Nasce BACO, coabitare a Sud

A Bari, tre architetti hanno fondato un’associazione di promozione sociale impegnata nella diffusione della tematica del cohousing, con l’obiettivo di dar vita ad una community di aspiranti cohousers.

18 Dicembre 2018

Tre giovani donne, una laurea in architettura a testa e un grande amore per la propria terra e l'idea di abitare collaborativo. Mescolate questi elementi ed otterrete BACO, un'associazione di promozione sociale che aspira a creare un gruppo di aspiranti cohousers a partire dalla città di Bari per poi espandersi in tutta la Puglia. BACO è nata per affrontare questioni come l’inadeguatezza del parco immobiliare, l’abbandono edilizio, la difficoltà nella ricerca di una casa e lo spinoso tema del “vicino di casa”. "Ci siamo radunate attorno ad una serie di conversazioni sulla città e sul vivere contemporaneo" racconta Ilaria Ragni, 27 anni, una delle ideatrici di BACO "Ci siamo confrontate sulla nostra professione e sul nostro ruolo nella società di architett* e progettist*, su come si vive al Sud e quali buone pratiche possiamo studiare e “importare" rispetto all’abitare. La scriteriata attività edilizia degli anni passati ci ha lasciato un territorio in emergenza con centri storici deboli strutturalmente e socialmente, periferie incontrollabili, ed è qui che noi vogliamo diffondere il tema del cohousing che, legato al recupero del suolo, viene in aiuto alle città. Vogliamo far emergere le buone pratiche del vivere collaborativo e di vicinato attivo, che sono elementi abbondantemente presenti nella ricca storia delle città del sud, ormai per gran parte persi, la cui riscoperta rappresenterebbe l’occasione di offrire un nuovo modello abitativo, tanto contemporaneo quanto antico, più solidale e comunitario, più umano".

L’obiettivo di BACO è quindi realizzare progetti in cui convivano alloggi privati e molti spazi in condivisione la cui progettazione — prima, e la gestione poi, sono supportate da tutti gli abitanti. "Abbiamo scelto la città di Bari perché centro di una fervida e crescente attività culturale, lavorativa e sociale" spiega Rosaria Minervini, 31 anni "Il motivo per il quale abbiamo scelto il sud, è insito nel fatto che conosciamo bene la storia culturale, popolare e sociale delle città in cui viviamo e da sempre ci tornano in mente racconti dell’abitare insieme, ora cancellate dalla frenesia contemporanea, in cui il senso del vicinato attivo, della condivisione, dell’inclusione e l’aiuto reciproco era all’ordine del giorno". "Il nostro percorso parte dalla consapevolezza che coabitare e più in generale condividere possano essere soluzione a molti problemi della società contemporanea basata sull’io e sulla frenesia che annulla il senso più genuino di comunità, portando spesso ad una sensazione di alienazione e solitudine all’interno di un sistema, anche condominiale" le fa eco la collega Gisella Birardi, 30 anni "esplorando altre realtà nazionali, abbiamo appreso che ci sono svariate forme e modalità di abitare condiviso e siamo aperte ad esplorarle purché alla base ci sia lo sviluppo di una progettualità comune di tipo inclusivo. Sicuramente avendo un appoggio da parte delle amministrazioni pubbliche si potrebbe proporre un progetto (vedi Porto15 ) che possa rispondere alle esigenze di un bacino più ampio di utenti. Comunque, partiremo con una serie di eventi divulgativi sull’argomento per dar vita alla community virtuale e reale di interessati al tema del cohousing. Dopodiché si passerà alla sperimentazione dell’abitare collaborativo, facilitando il processo di costituzione dei gruppi di cohousers e la mediazione tra questi ed i tecnici specializzati, in modo da costituire una rete tra gli attori coinvolti nel processo di costruzione del cohousing e le persone interessate ad esserne protagoniste".
Il progetto ha vinto il premio PIN, un’iniziativa delle Politiche Giovanili della Regione Puglia rivolta ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, premiati attraverso un riconoscimento economico per un'idea innovativa che intendono realizzare con la finalità imprenditoriale ad alto potenziale di sviluppo locale.

 

Per ulteriori informazioni
Email: ba.cohousing@gmail.com
Tel: 347 229 6938
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Ecovillaggi e cohousing di Francesca Guidotti

Sono sempre più numerosi giovani e meno giovani che decidono di andare a vivere in un cohousing o in un ecovillaggio, una scelta dettata non solo da motivi economici (vivere insieme costa decisamente meno), ma anche dal crescente bisogno di uno stile di vita sobrio e a basso impatto ambientale, basato su relazioni autentiche e di solidarietà. Il panorama delle esperienze comunitarie, in Italia e all'estero, è assai ricco e variegato. Sempre più spesso si riconosce il valore sociale oltre che ambientale del vivere insieme, tanto che anche in Italia sono in crescita le amministrazioni locali che promuovono bandi per l'assegnazione di terreni o edifici destinati al cosiddetto housing sociale. L'autrice racconta la storia e soprattutto il presente di ecovillaggi e cohousing già attivi in Italia, dei numerosi progetti in via di realizzazione e aperti a nuove adesioni, e delle esperienze internazionali più significative. Quella che emerge è una mappa completa e variegata, utile per chi vuole approfondire una tematica ancora poco conosciuta oppure per chi ha già avviato una riflessione e un percorso, e che nel libro può trovare suggestioni, stimoli e contatti per proseguire il proprio cammino.
 

Cohousing e condomini solidali di Mattieu Lietaert

Cohousing e condomini solidali è un testo dedicato all'abitare in condivisione. Partecipazione, progettazione intenzionale, servizi in comune e gestione diretta da parte dei residenti sono alla base di questa forma di vicinato dove, famiglie, singoli, coppie decidono di condividere alcuni spazi e servizi comuni, mantenendo però la propria casa. Oltre a una vasta panoramica del cohousing in Europa e negli Stati Uniti, in cui vengono riportate le testimonianze dirette di chi ci vive, nel testo si trovano preziosi suggerimenti su come avviare il proprio progetto, dalla gestione dei conflitti alla scelta dei materiali, dalla cura dei bambini alla gestione dello spazio esterno. A chiudere il libro un'analisi delle esperienze europee fino al promettente panorama italiano.

di Francesca Guidotti


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