Come diventare genitori empatici e creativi

Come "imparare" a essere genitori empatici e creativi? Come non cadere in alcuni degli errori che inevitabilmente accompagnano questo duro e impegnativo "mestiere"? O meglio: come imparare dai propri errori per diventare genitori migliori? Ad accompagnarci in un "viaggio" alla scoperta della genitorialità è Catherine Dumonteil Kremer, autrice di "Stop. Porre dei limiti ai propri figli" (Terra Nuova Edizioni).

09 Maggio 2018

È dura essere genitori ed è ancora più dura capire come poter essere genitori creativi ed empatici. Catherine Dumonteil Kremer, educatrice Montessori e autrice di "Stop. Porre dei limiti ai propri figli" , lavora su questo da anni e ha senz'altro preparazione e competenza per fornire consigli preziosi.

Quali sono le domande adatte da porsi per capire se si è sulla strada giusta?

È molto difficile essere genitori. Innanzitutto perché le condizioni economiche pesano sulle nostre spalle, siamo spesso angosciati e stressati dal nostro futuro. La famiglia oggi è assai scombussolata, ci sono spesso divorzi, famiglie allargate, genitori soli. Tutte queste pressioni sono "parassiti" che prosciugano le nostre energie e ricadono sui nostri bambini. Con le condizioni attuali, risulta sempre più importante che i nostri figli se la cavino bene nella vita. Ma il motivo più importante per cui è particolarmente difficile essere genitori sta nel fatto che a volte, stando accanto a loro, si rivive la propria storia, che viene risvegliata e che ci può portare ad avere comportamenti di cui poi ci pentiamo.Non so se ci siano domande giuste o sbagliate da porsi, ma quando si è in difficoltà con un bambino può essere utile pensare a come era per noi nella stessa situazione con i nostri genitori quando eravamo piccoli.

Quali sono gli errori più comuni che i genitori commettono nel gestire il rapporto con i figli?

I genitori quando accolgono il loro primo bambino sono sprovvisti di esperienza. È con il proprio figlio che si impara a essere madri e padri. E’ un processo che si compie per tentativi successivi. E’ normale fare errori, se ne fanno per forza, è inevitabile. Essere genitori è un cammino di crescita personale.

E quando i genitori si sentono inadeguati? 

Ci sono spesso momenti in cui i genitori si sentono colpevoli. Spesso si chiedono se hanno fatto bene e se il loro bambino non sarà traumatizzato a vita. Sentono che qualcosa non ha funzionato nella loro relazione con il figlio. A volte può essere una buona idea ascoltare questo senso di colpa, ma senza annegarvi dentro, senza che ci invada completamente; deve poterci permettere di chiederci come possiamo riparare la relazione con il mio bambino, come possiamo renderla positiva.

Quanto sono importanti la capacità di ascolto e l'empatia?

L’ascolto è la capacità di accogliere completamente, radicalmente, un bambino o un adulto. E il fatto di essere accettato completamente permette di sentirsi sufficientemente al sicuro per essere se stessi e crescere. L’empatia, che è la capacità di mettersi nei panni degli altri, ci aiuta a capire i nostri figli. Mi viene alla mente un esempio. C’era una mostra in Francia con una casa gigante, lo scopo era quello di sensibilizzare alla prevenzione dei rischi di incidenti domestici. Gli adulti si mettevano nei panni di un bambino di uno o due anni circolando in un ambiente dove i mobili erano due a tre volte più grandi di loro. Mi ha aiutata a capire meglio la situazione di un bambino piccolo di fronte a un ambiente sconosciuto, dove la maggior parte degli oggetti è inaccessibile e dove i genitori sono giganti.

E la gestione dei capricci? O quando i figli, magari già adolescenti, vogliono fare di testa loro e non si riescono a convincere?

I capricci sono in realtà desideri molto forti che il bambino manifesta. È piuttosto normale, e anche utile, avere desideri e avere una volontà che funziona bene. I bambini di due anni hanno un’enorme volontà. A volte i loro genitori rispondono con un no alle loro richieste e allora hanno reazioni emozionali che non riescono a padroneggiare. Quindi concludiamo che si tratti di un capriccio. In realtà si tratta di un desiderio o di un bisogno al quale il genitore può rispondere sì o no. Se risponde no  può aspettarsi una manifestazione di insoddisfazione da parte del bambino che, se ascoltata, si attenua velocemente. Penso che riguardo alle regole occorra prima avere un’idea di cioò che non è negoziabile. Si può provare a riflettere sulla ragione per la quale riteniamo certe regole non negoziabili e chiedersi se siano davvero importanti. Poi si può provare a discuterne con nostro figlio riguardo a ciò che lui ritiene negoziabile. Durante l’adolescenza i giovani hanno ancora più bisogno del nostro rispetto e della nostra totale fiducia. Non sono più focalizzati sull’universo famigliare, è un momento in cui hanno bisogno di sentirsi liberi di fare esperienze; ed è bene che si sentano sostenuti dai genitori.

Quali consigli si possono dare ai genitori sulla scelta della scuola o della modalità educativa?

La prima cosa che mi interessava quando mettevo ciascuna delle mie figlie a scuola era di sapere come gli insegnanti davano le regole. Li incontravo e dopo una chiacchierata informale facevo loro la domanda al riguardo e prendevo la mia decisione in funzione delle loro risposte. Per me quello che è importante non è un metodo o una pedagogia ma la qualità dell’insegnamento, la sua flessibilità, la sua attenzione amorevole per i bambini e la capacità a rispondere ai desideri di imparare dei bambini senza per forza tener conto di un programma rigido.

E se ci ritroviamo con figli adolescenti che si ribellano, come gestire e affrontare questa ribellione?

Si parla molto frequentemente di crisi dell’adolescenza. In realtà i nostri figli crescono, diventano adulti, devono in solo qualche anno passare da una persona di cui ci si è preso cura ad una persona che si prenderà cura di se stessa. E’ un enorme lavoro andare verso l’autonomia. A volte noi genitori attraversiamo una crisi di mezza età e ci troviamo in una situazione in cui ci facciamo le stesse domande dei nostri figli adolescenti. Le domande sono: cosa faccio del resto della mia vita? Possono esserci problemi e conflitti con l’adolescente quando non riusciamo a liberarci dall’idea di essere i genitori del bambino piccolo che non c'è più; l'adolescente ha bisogno di noi come consulenti attenti, amorevoli, disponibili. Ha bisogno della fiducia dei suoi genitori e di libertà per affrontare le esperienze che ha bisogno di vivere. L’adolescenza è un'età in cui si inizia ad avere la potenza fisica e psicologica e la lucidità per fare rimproveri ai propri genitori. Può essere doloroso, ma ascoltare i propri bambini senza giustificarsi è sicuramente uno dei più bei regali che si possa fare loro. I conflitti possono essere gestiti come lo sono tra adulti tramite l’ascolto e l’affermazione di se stessi.

Il suo suggerimento di base affinché i genitori non si scoraggino mai?

I genitori sono spesso in preda allo scoraggiamento e all’isolamento. Uno dei miei suggerimenti più efficace è che si sostengano tra pari, che non restino nell’isolamento. E anche che si dicano che il loro lavoro è alla base di un cambiamento radicale della società. E’ spesso facendosi delle domande e trovando le risposte giorno per giorno (perché si vuole dare quello che non si è ricevuto dai propri genitori) che si sconvolge la società sicuramente a un ritmo lento ma molto profondo. Può essere molto motivante per i genitori prenderne consapevolezza.

Catherine Dumonteil Kremer terrà a Milano il corso "Accompagnare verso una genitorialità positiva" (Terra Nuova è mediapartner dell'iniziativa), che inizierà a settembre 2018 e si concluderà in marzo 2019. QUI tutte le informazioni

di Terra Nuova

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