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Giornata delle foreste. Slow Food: «Salviamo i castagneti»

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Il 21 marzo è la Giornata internazionale delle foreste e Slow Food ricorda l'importanza per l'Italia di preservare e ripristinare i castagneti, patrimonio del vivere rurale.

Giornata delle foreste. Slow Food: «Salviamo i castagneti»

Il 21 marzo è la Giornata internazionale delle foreste e Slow Food ricorda l’importanza per l’Italia di preservare e ripristinare i castagneti, patrimonio del vivere rurale.

Slow Food sottolinea l’importanza di «piantare alberi che meglio si adattino ai territori che li ospitano, evitando di lasciare al caso le scelte o di seguire mode botaniche, ma anche per conservare i boschi esistenti e combattere la deforestazione». 

«Il modello di produzione di cibo – puntualizza Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia – può giocare un ruolo fondamentale. L’agricoltura industriale e intensiva, infatti, è causa dell’80% della deforestazione globale, oltre a contribuire all’inquinamento per l’uso di pesticidi e di emissioni di gas serra. Tre fattori che incidono pesantemente sul cambiamento climatico, con siccità ed eventi estremi sempre più frequenti, che stanno causando gravi danni all’agricoltura e a tutto l’ambiente».

«Tra le diverse tipologie di bosco – prosegue Federico Varazi  – ce n’è una che più di altre racconta il legame profondo tra natura, cibo e comunità: il castagneto. Per secoli il castagno ha garantito nutrimento a intere popolazioni delle Terre Alte ed era, a tutti gli effetti, una vera infrastruttura del vivere rurale, capace di intrecciare biodiversità, saperi contadini ed economia locale. Ancora oggi, in molte aree interne italiane, i castagni rappresentano una risorsa concreta, talvolta l’unica, per le comunità locali. Intorno a questi alberi, in luoghi di straordinaria bellezza, si muovono piccole filiere agricole e artigianali, trasformazioni alimentari legate alla tradizione e raccolte collettive che diventano momenti di socialità. Economie minute ma resilienti, che tengono insieme lavoro, paesaggio e identità culturale. La cura dei castagneti ha anche un valore ecologico fondamentale: un bosco gestito significa suoli più stabili, maggiore capacità di trattenere l’acqua, più biodiversità e minore rischio di dissesto idrogeologico. In un Paese fragile come l’Italia, dove gran parte del territorio è montano o collinare, la manutenzione dei paesaggi rurali è parte integrante della sicurezza ambientale. Eppure, questi sistemi agroforestali, che per secoli hanno garantito cibo e autonomia alle comunità montane, sono stati a lungo trascurati» prosegue Varazi. 

Slow Food conta anche la Rete dei castanicoltori che «mette in relazione comunità e produttori, rafforza i legami tra i castanicoltori della penisola e promuove buone pratiche di gestione, oltre a valorizzare i prodotti derivati dal castagno».  E l’associazione ha dato vita alla Scuola di Montagna – Campus sulla castanicoltura, concepita come luogo di incontro, scambio di conoscenze e formazione pratica. La scuola, che avrà come sede il comune di San Marcello Piteglio (Pistoia), da fine marzo a dicembre, «si prefigge di trasmettere gli strumenti per valorizzare il castagneto come risorsa ambientale, economica e sociale attraverso lezioni teoriche, laboratori pratici, visite nei castagneti e nelle aziende del territorio, incontri con produttori, tecnici, enti di ricerca, realtà associative e amministratori locali».

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