Vai al contenuto della pagina

Nuovi ogm, 18 associazioni scrivono alla GDO: «Dica no»

homepage h2

18 associazioni dei consumatori scrivono alla grande distribuzione perché dica un fermo no alla deregolamentazione dei nuovi Ogm, che mette a rischio la scelta dei consumatori e il nostro cibo.
Nuovi ogm, 18 associazioni scrivono alla GDO: «Dica no»

18 associazioni dei consumatori scrivono alla grande distribuzione perché dica un fermo no alla deregolamentazione dei nuovi Ogm, che mette a rischio la scelta dei consumatori e il nostro cibo.

A metà giugno il Parlamento europeo voterà sul nuovo regolamento riguardante le “piante ottenute mediante alcune nuove tecniche genomiche, nonché alimenti e mangimi da esse derivati”. Le associazioni dei consumatori italiane hanno scritto, «stante la mancanza di qualsivoglia dibattito politico e mediatico in Italia sulle conseguenze ambientali, agricole e industriali di questo regolamento, alle più importanti catene di GDO operanti in Italia per instaurare un dialogo e possibilmente fare fronte comune per ottenere che i prodotti che in futuro verranno commercializzati siano sottoposti alle stesse regole a cui soggiacciono i tradizionali OGM» spiegano le associazioni stesse.

Il regolamento prevede una completa deregolamentazione delle cosiddette piante NGT di categoria 1 (NGT, New Genomic Techniques, nuove tecniche genomiche): per queste piante e per gli alimenti e mangimi da esse derivati non ci saranno più né una procedura di autorizzazione, né una valutazione dei rischi, né un’etichettatura sul prodotto finale, a differenza di quanto previsto per gli alimenti e mangimi ottenuti con la “vecchia” ingegneria genetica e in potenziale violazione del principio di precauzione.

«Le associazioni firmatarie sanno bene che la maggioranza dei cittadini e consumatori, italiani ed europei, è nettamente contraria al consumo di alimenti geneticamente modificati, siano questi modificati con tecniche precedenti oppure con le NGT – spiegano le associazioni firmatarie – Quasi due italiani su tre ritengono che l’Ue non dovrebbe togliere l’obbligo di segnalare in etichetta i prodotti Nbt o Ogm, e tre intervistati su quattro si dichiarano “preoccupati” per le possibili conseguenze sulla salute umana. Si tratterebbe di un arretramento senza precedenti nel sistema di garanzie costruito in decenni a tutela del consumatore europeo: il diritto a sapere cosa si mangia e a scegliere consapevolmente verrebbe di fatto svuotato. Altresì, tale previsione risulta del tutto contrario al principio precauzionale».

La garanzia “GMO free” è a rischio

Se il Parlamento Europeo approverà il nuovo regolamento che esclude i prodotti NGT dagli obblighi di etichettatura e tracciabilità, «tutta la GDO si troverà nell’impossibilità materiale di garantire e comunicare ai propri consumatori l’assenza di ingredienti derivanti dall’ingegneria genetica nelle proprie referenze a marchio. La garanzia “GMO free”, così come è stata costruita e comunicata, perderebbe di significato, con danni evidenti alla credibilità e alla fiducia che il marchio ha saputo costruire nel tempo» scrivono ancora le associazioni.

Richiesto un incontro con le principali catene della GDO

Per queste ragioni, le associazioni firmatarie hanno «chiesto formalmente un incontro urgente con i vertici di Coop Italia, Conad, Esselunga, Lidl, Selex, Aspiag, Poli, MPreis Italia, Aldi und Carrefour  per discutere le conseguenze dell’approvazione dell’attuale testo regolamentare e come in Italia potremo porre un argine o meno all’immissione nel mercato di questi prodotti o quali iniziative comuni tra GDO e associazioni dei consumatori possono essere cantierate unendo domanda e offerta per salvaguardare il diritto a sapere cosa compro e cosa mangio».

Le associazioni dei consumatori firmatarie: ACP-Aiace-Sdc, ACU, Adiconsum, ADOC, Adusbef APS, Associazione URT, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, iConsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento del Consumatore, Unione Nazionale Consumatori e Centro Tutela Consumatori Utenti.

LETTURE UTILI

PERCHÈ FERMARE I NUOVI OGM

La deregolamentazione di un’ondata di nuovi Ogm in Europa può cambiare per sempre l’agricoltura e il cibo che mangiamo.
Finora gli obblighi di tracciabilità, etichettatura e valutazione del rischio secondo il principio di precauzione avevano evitato a Italia ed Europa l’invasione di coltivazioni figlie dell’ingegneria genetica e del cibo creato in laboratorio. Ora però la Commissione Europea sta cancellando ogni vincolo per le cosiddette New Genomic Techniques (NGT), ribattezzate in Italia Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), compresa la possibilità per gli Stati di vietarle sul loro territorio. In questo libro si intrecciano storia della biologia, inchiesta giornalistica e testimonianze dai movimenti, per raccontare gli enormi interessi e le relazioni pericolose tra multinazionali, politica e scienziati che rischiano di compromettere la vera transizione agroecologica, i diritti dei contadini sui semi e quelli dei consumatori a una scelta informata.

SFOGLIA L’ANTEPRIMA

"Perché fermare i nuovi OGM", il libro-inchiesta di Francesco Paniè e Stefano Mori

Leggi anche

Per eseguire una ricerca inserire almeno 3 caratteri

Il tuo account

Se sei abbonato/a alla rivista Terra Nuova, effettua il log-in con le credenziali del tuo account su www.terranuovalibri.it per accedere ai tuoi contenuti riservati.

Se vuoi creare un account gratuito o sottoscrivere un abbonamento, vai su www.terranuovalibri.it.
Subito per te offerte e vantaggi esclusivi per il tuo sostegno all'informazione indipendente!