Nuovi Ogm, Crocevia: «La deregolamentazione è legge, gravissimo voto contro sovranità alimentare, diritti dei contadini e dei consumatori»
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Il Centro Internazionale Crocevia ritiene gravissimo il voto definitivo del Parlamento Europeo sulla proposta di Regolamento sulle piante Ogm prodotte con Nuove Tecniche Genomiche (NGT, ribattezzate TEA – Tecniche di Evoluzione Assistita dalla propaganda italiana).
«Il regolamento produrrà una completa deregolamentazione dei nuovi Ogm: dispone infatti l’abolizione della valutazione dei rischi, della tracciabilità e dei metodi di identificazione e rilevamento, delle norme in materia di responsabilità e delle misure di protezione contro la contaminazione, nonché dell’etichettatura dei prodotti per i consumatori – spiega Crocevia – Oltretutto, i paesi membri dell’UE non potranno avvalersi dell’opt out, cioè della facoltà di vietare la coltivazione sul proprio territorio, oggi applicata in larga maggioranza nell’Unione. Questi pilastri della Direttiva 2001/18 sugli OGM non varranno per le NGT, che potranno circolare liberamente nel mercato e negli ecosistemi, senza trasparenza e senza monitoraggio pre e post commercializzazione».
«Le Ngt rimangono degli Ogm solo per la legge sulla proprietà intellettuale. Sono infatti tutte coperte da brevetti, di proprietà di poche grandi multinazionali del settore sementiero come Corteva, Bayer-Monsanto, Syngenta e Basf – prosegue Crocevia – Senza obbligo di rendere pubblici i metodi di rilevamento, gli agricoltori e le piccole e medie imprese sementiere rimarranno indifesi in caso di contaminazione dovuta alla coltivazione di campi Ogm/Ngt nei campi vicini. Questi brevetti coprono geni simili a quelli già presenti nei semi non Ogm e consentiranno quindi alle multinazionali di privatizzare anche le sementi tradizionali, come dispone la Direttiva UE 98/44 ai suoi articoli 8 e 9, che gli emendamenti non approvati dai parlamentari avrebbero modificato in positivo. Ora le imprese potranno perseguire abusivamente gli agricoltori e i piccoli produttori di sementi per violazione di brevetto, nel caso le loro varietà contengano tratti genetici brevettati. L’onere della prova ricadrà su chi subisce le contaminazioni tramite cui questi tratti genetici si trasferiscono, oppure chi semplicemente ha sviluppato gli stessi tratti tramite l’incrocio e la selezione naturale. Per le piccole imprese sementiere, ossatura del breeding europeo, significherà dover fare costosissime, lunghe e impraticabili ricerche nei database dei brevetti per capire se stanno utilizzando sementi che contengono un tratto genetico privatizzato da qualche impresa. La maggior parte afferma di non avere le capacità o di poter sostenere i costi di una tale operazione, con il rischio di finire fuori mercato o vittima di acquisizione da parte delle stesse grandi imprese transnazionali agrochimiche che puntano al monopolio».
«Riteniamo inaccettabile, irresponsabile e vergognoso il voto che la maggioranza dei deputati europei ha espresso per liberalizzare gli Ogm venticinque anni dopo le importanti norme di cautela adottate nell’Unione Europea – dichiara Francesco Panié, campaigner del Centro Internazionale Crocevia – Questo voto va contro i diritti degli agricoltori, dei selezionatori e dei cittadini di produrre e consumare prodotti privi di OGM e metterà gravemente a rischio le filiere biologiche e non OGM. Riteniamo i deputati e i governi che hanno promosso questo inqualificabile passo indietro responsabili dei danni a livello economico, agricolo, sanitario e ambientale, così come della trappola tesa ai consumatori».
«La battaglia in ogni caso non è finita – continua Panié – Siamo convinti che una tale deregolamentazione cozzi con il diritto internazionale e non solo, e ci aspettiamo che questa incompatibilità venga verificata. Facciamo appello a tutti gli stati membri che si sono dimostrati contrari, affinché contestino le basi legali di questo obbrobrio normativo. Inoltre, a livello nazionale è ancora possibile emendare le leggi sui brevetti, limitandone la portata ai soli OGM prodotti con NGT ed evitando che vengano estesi alle sementi, alle piante e ai prodotti che contengono gli stessi tratti genetici ottenibili naturalmente tramite evoluzione naturale o processi di selezione convenzionale».
«In ultimo – conclude Panié – facciamo appello a tutti gli enti locali, Comuni e Regioni, affinché votino la delibera che dichiara il proprio territorio libero da nuovi OGM e mette in atto disposizioni per evitare che queste colture potenzialmente nocive entrino nei campi e nelle filiere pubbliche. Già 17 Comuni hanno fatto questo passo, ce ne aspettiamo molti altri».
LETTURE UTILI
La deregolamentazione di un’ondata di nuovi Ogm in Europa può cambiare per sempre l’agricoltura e il cibo che mangiamo.
Finora gli obblighi di tracciabilità, etichettatura e valutazione del rischio secondo il principio di precauzione avevano evitato a Italia ed Europa l’invasione di coltivazioni figlie dell’ingegneria genetica e del cibo creato in laboratorio. Ora però la Commissione Europea sta cancellando ogni vincolo per le cosiddette New Genomic Techniques (NGT), ribattezzate in Italia Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), compresa la possibilità per gli Stati di vietarle sul loro territorio. In questo libro si intrecciano storia della biologia, inchiesta giornalistica e testimonianze dai movimenti, per raccontare gli enormi interessi e le relazioni pericolose tra multinazionali, politica e scienziati che rischiano di compromettere la vera transizione agroecologica, i diritti dei contadini sui semi e quelli dei consumatori a una scelta informata.

