Vai al contenuto della pagina

Presentata la Dichiarazione sui diritti delle sementi contadine

homepage h2

È stata presentata a Roma la “Dichiarazione sui diritti delle sementi contadine”, sottoscritta da associazioni e movimenti che chiedono a gran voce di sancire e tutelare il diritto degli agricoltori al libero utilizzo, alla tutela e alla conservazione dei semi.
Presentata la Dichiarazione sui diritti delle sementi contadine

È stata presentata a Roma la “Dichiarazione sui diritti delle sementi contadine”, sottoscritta da associazioni e movimenti che chiedono a gran voce di sancire e tutelare il diritto degli agricoltori al libero utilizzo, alla tutela e alla conservazione dei semi.

«Questa dichiarazione propone una rinnovata alleanza tra agricoltrici e agricoltori, piante ed ecosistemi che essi plasmano – ha spiegato Enrico Milazzo, ricercatore associato del progetto Monoculture Meltdown – Riconosce la lunga storia di coevoluzione tra le comunità umane e l’agrobiodiversità e afferma la loro capacità condivisa di trasformare i sistemi alimentari in risposta al cambiamento climatico». 

La dichiarazione è il frutto di un percorso di ricerca collaborativa durato due anni, volto a rafforzare e articolare il riconoscimento dei diritti delle sementi e delle comunità che le custodiscono, in Italia e in Europa. «La dichiarazione chiede il riconoscimento dei semi contadini come soggetti giuridici, non semplicemente come risorse o strumenti» ha spiegato Gabriella Patera, coordinatrice del Progetto.

Nadia El Hage, portavoce per Navdanya international, ha sottolineato che «introduciamo il tema dei diritti delle sementi contadine, in un mondo in cui i diritti dei contadini e persino i diritti di alcuni popoli a esistere faticano ad essere garantiti». 

Il testo riunisce e consolida i contributi di assemblee, reti e organizzazioni che operano in contesti locali e internazionali per difendere l’agrobiodiversità e rafforzare la gestione collettiva. «La dichiarazione rappresenta un’opportunità per rafforzare l’opposizione ai sistemi normativi sementieri vigenti, che anche nelle loro recenti proposte di riforma non garantiscono né l’accesso di chi coltiva all’agrobiodiversità, né la protezione dai rischi di appropriazione delle sementi contadine» spiegano i promotori.

Come afferma il professore Michele Carducci, dell’Università del Salento, «per attuare e rivendicare i diritti delle sementi è necessario andare oltre alla centralità del concetto di proprietà, elemento su cui si fondano anche le norme più avanzate che abbiamo. Dobbiamo quindi integrare i beni comuni per rompere il corto circuito che lega la natura all’umanità in quanto bene immateriale e quindi brevettabile».

Hanno già aderito:

  • Campi Aperti Bologna
  • SeminAzioni APS
  • X Farm
  • Sementi indipendenti 
  • Cooperativa Val di Bella
  • Roberto Polo
  • La Luna nel Pozzo – Centro Ricerca per la Cultura e per le Arti Teatrali
  • Bio sole Equo coop
  • Cooperativa NoE
  • Cooperativa Ciauli
  • Radicamento APS
  • Biodistretto Agroecologico Valle dei Templi
  • Salento km0
  • Real farming trust
  • Oxford real farming conference
  • Agroecology comms Network
  • Cityplot Amsterdam
  • José Esquinas. Professore universitario
  • Serena BALDIN – University of Trieste
  • Nadia El-Hage Scialabba (retired FAO Senior Officer)
  • José Esquinas. Professore universitario
  • Marc Dekens – Eetbaar Arnhem 
  • Mohamed Ali Mekouar, CIDCE
  • Silvia Urbano, Unipa e movimento permacultura Sicilia
  • Pietro Santamaria – Università degli Studi di Bari Aldo Moro
  • Federica Giardini – Università Roma Tre
  • Alessia Mazzù, cooperativa agricola coraggio 
  • Silvia Cama_ Agricola Mpidusa _Cooperativa Sociale Agricola di Comunità 
  • Marie Toussaint, eurodéputée écologiste
  • elena pugliese 
  • Silvia Bagni, University of Bologna, Italy

È possibile aderire alla cichiarazione compilando il form disponibile QUI

LETTURE UTILI

DAL SEME ALLA TAVOLA

All’origine di ogni cibo, c’è un seme. Il chicco di grano è l’inizio del nostro pane, il seme del foraggio mangiato dalla mucca è l’origine del nostro formaggio e un seme d’uva è la radice dei nostri vitigni e del nostro vino.
Questo libro invita a una nuova collaborazione tra agricoltori biologici e cittadini, tra coloro che coltivano la terra in modo sostenibile e coloro che con le loro scelte di consumo possono condizionare il mercato e le scelte economiche più ampie. Solo questa alleanza può garantire lo sviluppo di sementi e varietà prodotte e adattate in un’ottica di sostenibilità e di salute del cibo che portiamo in tavola, per far rivivere la biodiversità.

QUI IL LIBRO

______

PERCHÈ FERMARE I NUOVI OGM

La deregolamentazione di un’ondata di nuovi Ogm in Europa può cambiare per sempre l’agricoltura e il cibo che mangiamo.
Finora gli obblighi di tracciabilità, etichettatura e valutazione del rischio secondo il principio di precauzione avevano evitato a Italia ed Europa l’invasione di coltivazioni figlie dell’ingegneria genetica e del cibo creato in laboratorio. Ora però la Commissione Europea sta cancellando ogni vincolo per le cosiddette New Genomic Techniques (NGT), ribattezzate in Italia Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), compresa la possibilità per gli Stati di vietarle sul loro territorio. In questo libro si intrecciano storia della biologia, inchiesta giornalistica e testimonianze dai movimenti, per raccontare gli enormi interessi e le relazioni pericolose tra multinazionali, politica e scienziati che rischiano di compromettere la vera transizione agroecologica, i diritti dei contadini sui semi e quelli dei consumatori a una scelta informata.

SFOGLIA L’ANTEPRIMA

"Perché fermare i nuovi OGM", il libro-inchiesta di Francesco Paniè e Stefano Mori

______

IN DIFESA DEI CONTADINI

L’agricoltura che non è industriale non è facile, ma c’è, esiste e i contadini che la praticano sono ancora tanti e vogliono far sentire la loro voce. Ce lo spiega bene Antonio Onorati in questo libro, che ci fa capire:
• come le politiche agricole favoriscano i grandi gruppi e le multinazionali, ma anche come sia possibile cambiare rotta;
• come la pressione su brevetti e OGM rappresenti un enorme pericolo per la biodiversità e i piccoli coltivatori;
• come ci sia da fare un grande lavoro per ripensare le rappresentanze agricole;
• come sia sempre più necessaria e improcrastinabile una svolta agroecologica;

L’agricoltura contadina, e l’economia che le corrisponde, ha gli elementi necessari per garantire la produzione di cibo in armonia con la natura e non contro di essa.

SFOGLIA L’ANTEPRIMA

"In difesa dei contadini": il nuovo libro di Antonio Onorati

Leggi anche

Per eseguire una ricerca inserire almeno 3 caratteri

Il tuo account

Se sei abbonato/a alla rivista Terra Nuova, effettua il log-in con le credenziali del tuo account su www.terranuovalibri.it per accedere ai tuoi contenuti riservati.

Se vuoi creare un account gratuito o sottoscrivere un abbonamento, vai su www.terranuovalibri.it.
Subito per te offerte e vantaggi esclusivi per il tuo sostegno all'informazione indipendente!