Via Campesina: «Deregulation nuovi Ogm, un regalo alle multinazionali»
homepage h2
«L’Europarlamento ha fatto un regalo alle multinazionali e ha tradito gli agricoltori e i consumatori»: così il Coordinamento europeo di Via Campesina (ECVC) commenta il sì alla deregolamentazione dei nuovi Ogm votata a Strasburgo.
«Questo nuovo regolamento sugli OGM-NGT elimina tutti gli attuali requisiti relativi all’immissione in commercio di piante OGM in Europa» spiega il coordinamento che è la voce dei piccoli contadini indipendenti.
«Il Parlamento europeo ha votato contro gli interessi degli agricoltori e dei cittadini, schierandosi a favore delle multinazionali delle sementi e delle biotecnologie ,che da anni premono per deregolamentare questi OGM e imporre il modello dei brevetti in Europa», ha affermato Alessandra Turco del Comitato di coordinamento dell’ECVC.
«La questione dei brevetti è stata al centro di questi negoziati, poiché rappresenta la principale preoccupazione degli agricoltori e dei piccoli e medi selezionatori di sementi in relazione a questa nuova normativa – prosegue ECVC – Attualmente sul mercato sono disponibili pochissime piante ottenute tramite NGT, e queste sono ben lontane dal mantenere le promesse di sostenibilità annunciate per giustificare questa proposta; tuttavia, queste nuove tecniche genomiche sono tutte brevettate. Senza la tracciabilità degli OGM-NGT, i brevetti possono estendersi a piante ottenute con metodi convenzionali. Il Parlamento europeo ha ignorato queste legittime preoccupazioni, non adottando una serie di emendamenti fondamentali volti a chiarire la normativa europea in materia di brevetti. Tali emendamenti miravano a impedire che gli agricoltori e le aziende sementiere fossero perseguiti in modo abusivo per violazione di brevetto, in caso di contaminazione accidentale o qualora i loro semi convenzionali contenessero naturalmente un tratto simile a quelli ottenuti mediante nuove tecniche genomiche, oggetto di brevetto». «Senza questa necessaria modifica della normativa sui brevetti, il nuovo regolamento sulle NGT aprirà la strada alla privatizzazione su larga scala delle risorse genetiche da parte di una manciata di aziende sementiere. Ciò costituirà un disastro per la biodiversità agricola e per i contadini, che avranno grandi difficoltà a trovare sementi non brevettate e adatte alle loro pratiche agricole», ha affermato Jean Thévenot del Comitato di coordinamento dell’ECVC.
«Tuttavia, la lotta dei contadini e delle organizzazioni agroalimentari, apicole, ambientaliste e di tutela dei consumatori non finisce qui – prosegue ECVC – Questo nuovo regolamento è giuridicamente e scientificamente traballante. La sua incompatibilità con alcune disposizioni dei Trattati europei e con gli obblighi internazionali dell’Unione europea in materia di regolamentazione degli OGM (Protocollo di Cartagena) sono punti deboli che renderanno possibile contestare questa inaccettabile deregolamentazione. L’ECVC invita gli Stati membri dell’UE che si sono opposte a questa deregolamentazione ad avviare un procedimento di annullamento del regolamento dinanzi alla Corte di giustizia dell’ Unione europea. Il movimento contadino continuerà a mobilitarsi per impedire l’attuazione di questo pericoloso regolamento e ricorrerà a tutte le vie legali a sua disposizione».
LETTURE UTILI
La deregolamentazione di un’ondata di nuovi Ogm in Europa può cambiare per sempre l’agricoltura e il cibo che mangiamo.
Finora gli obblighi di tracciabilità, etichettatura e valutazione del rischio secondo il principio di precauzione avevano evitato a Italia ed Europa l’invasione di coltivazioni figlie dell’ingegneria genetica e del cibo creato in laboratorio. Ora però la Commissione Europea sta cancellando ogni vincolo per le cosiddette New Genomic Techniques (NGT), ribattezzate in Italia Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), compresa la possibilità per gli Stati di vietarle sul loro territorio. In questo libro si intrecciano storia della biologia, inchiesta giornalistica e testimonianze dai movimenti, per raccontare gli enormi interessi e le relazioni pericolose tra multinazionali, politica e scienziati che rischiano di compromettere la vera transizione agroecologica, i diritti dei contadini sui semi e quelli dei consumatori a una scelta informata.

