Milex: «Armi, ecco quanto costa veramente il prestito chiesto dall’Italia»
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Il prestito Safe chiesto dall’Italia per gli armamenti costerà ben di più dei 14,9 miliardi “prenotati” da Roma: lo segnala l’Osservatorio Milex, che afferma che il conto finale sarà più del doppio.
L’analisi dell’Osservatorio Milex «smonta la narrazione della “scelta puramente tecnica”: sui 14,9 miliardi “prenotati” da Roma il conto finale più probabile sarà circa il doppio ma con possibilità di arrivare a 32 miliardi, con l’ultima rata nel 2075. A decidere quanto pagheranno i cittadini non è la cifra annunciata in conferenza stampa, ma una scelta di scenario finanziario di cui nessuno parla» così l’Osservatorio in una nota.
«I 14,9 miliardi del prestito europeo Safe che il governo ha “prenotato” per comprare armamenti non sono una erogazione gratuita – prosegue Milex – attivarli tutti in uno scenario plausibile e “mediano” rispetto ai parametri potrebbe significare restituire tra i 27 e i 32 miliardi in quasi mezzo secolo (cioè circa od oltre il doppio del capitale iniziale) con l’ultima rata nel 2075. I soli interessi potrebbero valere tra 12,5 e 16,7 miliardi: quasi un secondo prestito. Ma il dato che il dibattito ha ignorato è un altro: a decidere quanto pagheranno davvero i contribuenti italiani non è la decisione di attivazione bensì quella su come si strutturerà la restituzione. Lo stesso prestito potrà costare 19 o 29,5 miliardi a seconda di durata e preammortamento: oltre dieci miliardi di differenza».
«Ed è qui che scatta il paradosso politico – prosegue l’Osservatorio – La formula che il governo potrebbe essere più tentato di scegliere (la durata massima di restituzione di 45 anni con dieci anni di preammortamento) è quella che nell’immediato pesa meno sui conti, e offre quindi il miglior vantaggio di comunicazione a chi decide oggi. Ma è anche la più cara di tutte: tenendo il capitale intatto per un decennio, i soli dieci anni di preammortamento aggiungono da soli circa 2,6 miliardi di interessi. È il classico “spendere meno oggi per spendere molto di più domani”: il risparmio apparente di questa legislatura si trasforma nel conto più salato per chi governerà (e per chi pagherà le tasse) nei decenni successivi. Con una differenza, infine, che nessun tasso può compensare: con un prestito ottenuto con normali titoli di Stato l’Italia sarebbe libera di spendere come vuole; con il Safe i fondi ottenuti saranno un po’ meno cari (il vantaggio potrebbe valere circa 3,3 miliardi, meno di un punto di tasso) ma sono vincolati per legge all’acquisto di armi».
QUI l’analisi completa
Foto: https://kaboompics.com/ su Pexels
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Sono oltre 30 le guerre in corso sul Pianeta. Gli Stati si affidano alle armi per trovare soluzioni, mentre sarebbe urgente investire sull’emergenza climatica, sui diritti umani, sulla democrazia. Crocco e Giordana invitano a guardare il Mondo con occhi differenti, abbandonando le logiche armate della geopolitica a favore di una “geografia dei diritti umani”, che ponga al centro delle relazioni tra Stati la cooperazione e il rispetto dei diritti. Non si tratta di un approccio teorico o ideale, è semplicemente realistico, forse l’unico che può fermare questa pericolosa corsa alle armi.

