Attualità
Rete Pace e Disarmo: «Aumenta ancora la vendita di armi italiane»
La Rete Pace e Disarmo critica duramente l’aumento del 19% dell’export militare italiano che si evince dalla relazione annuale trasmessa al Parlamento.
La Rete Pace e Disarmo critica duramente l’aumento del 19% dell’export militare italiano che si evince dalla relazione annuale trasmessa al Parlamento.
Dal 10 aprile al 9 maggio quindicesima edizione delle Giornate Globali di Azione contro le Spese Militari (GDAMS).
«I nuovi dati Sipri offrono uno specchio impietoso della direzione imboccata dall’Europa e dall’Italia: quella di una corsa alle armi senza precedenti»: a denunciarlo è la Rete Italiana Pace e Disarmo.
«La guerra è una scelta politica che affonda le sue radici in una visione di potenza e dominio che, nel nome della sicurezza (di chi?) produce instabilità permanente»: lo denuncia l’organizzazione “Un Ponte Per”.
Sono 24 le banche italiane esaminate dal Rapporto ZeroArmi che verifica il grado di coinvolgimento degli istituti di credito nel settore degli armamenti.
Con gli ultimi sette (totale 4,3 miliardi), i programmi di riarmo formulati dal Ministero della Difesa salgono a 67, per un impegno finanziario pluriennale di quasi 24 miliardi: lo fa sapere l’osservatorio Milex sulle spese militari italiane.
Cinque coalizioni internazionali per il disarmo umanitario e 77 organizzazioni della società civile in 39 paesi hanno sottoscritto una dichiarazione che stigmatizza la scelta dell'Ucraina di sospendere il Trattato contro le mine.
Sette associazioni e una dottoressa palestinese hanno depositato un ricorso presso il Tribunale civile di Roma per chiedere che vengano dichiarati nulli i contratti stipulati da Leonardo Spa e sue controllate con lo Stato di Israele, relativamente alla vendita e alla fornitura di armi all’IDF.
Il piano di riarmo europeo «sembra fagocitare la vocazione sociale del risparmio per indirizzarlo verso una corsa al riarmo europeo che sottrae risorse pubbliche e private allo sviluppo sociale e ambientale e al risparmio degli Stati e delle persone»: lo denuncia Banca Etica.
Comitati e associazioni dicono «no alla fabbrica di nitrogelatina che il gruppo KNDS Ammo Italy vuole avviare ad Anagni, nella valle del Sacco» spiega Ina Camilli, del comitato Residenti Colleferro..
Charles Eisenstein, conferenziere e scrittore americano, ci apre gli occhi su ciò che potrebbe essere il mondo che riuscissimo a vedere “oltre il denaro”.
Dopo il blocco di navi e aerei che dovevano trasportare armi in Medio Oriente, l’Unione Sindacale di Base fa sapere: «non intendiamo essere complici di guerre e massacri» spiega Josè Nivoi, dirigente sindacale Usb.
I paesi membri della Nato si sono impegnati a portare le spese militari al 5% del Pil (3,5% per la difesa, 1,5% per la sicurezza) entro il 2035. Si tratta di un obiettivo «sproporzionato e inutile», come riprende anche la campagna “Ferma il riarmo”.
Un gruppo di giuristi ha firmato una diffida che è stata inviata al Governo italiano affinché non venga rinnovato il Memorandum d’intesa tra Italia e Israele che, senza un passo indietro dell’Italia, si rinnoverà in automatico l’8 giugno. Abbiamo intervistato il professor Michele Carducci, uno dei sottoscrittori della diffida.
«Euronext, il consorzio europeo dei listini che include le borse di Milano, Parigi, Amsterdam, Dublino, Bruxelles, Lisbona e Oslo, ha annunciato iniziative per rafforzare gli investimenti e favorire l'approdo in borsa di un numero sempre maggiore di aziende di armamenti, cybersicurezza e dell'aerospazio»: lo denuncia Etica Sgr
«Il piano di riarmo dell’Unione Europea ReArm Europe incentiva l’indirizzo dei risparmi dei cittadini verso l’industria bellica ed è un pericoloso via libera alla finanziarizzazione della guerra»: l’allarme arriva da Banca Etica, che denuncia come «la sicurezza e gli equilibri geopolitici non possano essere affidati alle logiche speculative della finanza».
«Siamo di fronte al maggiore aumento delle spese per eserciti e armi su base annua almeno dalla fine della guerra fredda. La militarizzazione dell'UE rappresenta anche una minaccia per la pace e la sicurezza dei suoi cittadini»: così la Rete Pace e Disarmo.
Come assicurarsi che il nostro denaro non finisca a finanziare armamenti o aziende che non rispettano diritti e ambiente? Meglio aprire gli occhi e accompagnare nella conoscenza anche i nostri figli, per sviluppare il loro senso critico. L’attività del Gruppo Banca Etica nelle scuole.
«Il militarismo alimenta guerre e violenze, ma nonostante gli appelli ad abbandonare le armi per passare a negoziati di pace e disarmo, i governi raddoppiano la ricetta del disastro aumentando significativamente i loro bilanci militari. Bisogna dire basta»: è l’appello della Rete Italiana Pace e Disarmo.
«Il riarmo italiano è già in corso. Per i nuovi programmi pluriennali di riarmo recentemente approvati o decisi il costo complessivo supera i 73 miliardi di euro»: lo scrive l'osservatorio Milex sulle spese militari italiane.