Nasce a Racale, nel Salento, il primo Cannabis Social Club d’Italia i cui componenti organizzeranno la coltivazione collettiva di cannabis prodotta esclusivamente per uso terapeutico. Fino ad oggi sono oltre mille le persone, affette da varie patologie, che hanno chiesto di far parte del Club. L’iniziativa è sostenuta, tra gli altri, dal sindaco del Comune salentino, Donato Metallo. In Europa esiste già una vera e propria
rete di questi Cannabis Club. Alla causa dell’
associazione “Lapiantiamo” – nata il 15 gennaio scorso – aderiscono anche don Andrea Gallo, i Sud Sound System ed Eugenio Finardi.Lucia Spiri e Andrea Trisciuoglio (contattabili anche su Facebook), due giovani – lei di Racale, lui di Foggia – affetti da Sclerosi multipla, guidano l’associazione. Usano quotidianamente il Bedrocan, un farmaco a base di infiorescenze di cannabis proveniente dall’Olanda e prescrivibile in Puglia grazie ad una delibera della Regione che consente alle farmacie ospedaliere di ricevere il medicinale. Quest’ultimo non è facile da ottenere, c’è una lunga trafila burocratica da affrontare e i tempi sono molto lunghi. Gli ammalati, per questo, secondo gli organizzatori dell’iniziativa, si rivolgono al mercato nero e alla criminalità organizzata. Ecco perchè, tramite l’associazione, è stata messa in moto la macchina che ha portato alla nascita del primo Cannabis Social Club d’Italia. “Non vogliamo – spiega il legale dell’associazione Lapiantiamo, avv.Ivana De Leo – legalizzare la droga, vogliamo che la canapa sia riconosciuta come terapia. E noi, questo deve essere chiaro, siamo contrari – sottolinea – alla canapa come uso ludico”. “Da quando assumo la cannabis – racconta Lucia Spiri, 31 anni, affetta da 13 anni da sclerosi multipla – tramite vaporizzatore, sotto forma di tisane, di torte o la fumo, ho eliminato tutto, non ho più bisogno di alcun tipo di farmaco”. La cannabis – secondo gli ammalati che ne fanno uso – lenisce sofferenze provocate dalle malattie e consente agli ammalati una migliore qualità di vita.