Agricoltura
I comitati: «Xylella, basta devastare la Puglia»
Comitati, cittadini e associazioni hanno incontrato rappresentanti degli enti locali: «In Puglia sulla questione xylella bisogna rivedere le misure, che finora sono state un fallimento».
Comitati, cittadini e associazioni hanno incontrato rappresentanti degli enti locali: «In Puglia sulla questione xylella bisogna rivedere le misure, che finora sono state un fallimento».
Per Franco Ferroni, responsabile agricoltura e biodiversità del Wwf Italia, solo grazie ad agricoltori disubbidienti è stato possibile garantire la ripresa vegetativa degli ulivi in Puglia dopo "l'affaire" xylella.
«Alleanze strumentali tra alcune associazioni di categoria, imprenditori, decisori politici e parte del mondo accademico e della ricerca hanno contribuito a devastare il territorio degli ulivi monumentali pugliesi»: la denuncia del WWF.
L'Associazione di Cooperazione e Solidarietà (Acs) denuncia gli episodi di violenza in Cisgiordania nei confronti dei residenti, con la conseguente distruzione degli olivi. Leggi il report della Campagna "Olivi - Cultura di Pace".
Il Comitato Ulivivo fa sapere che è stata fissata per il 28 ottobre l'udienza durante la quale il giudice deciderà sulle 7000 pagine documentate dalle forze dell'ordine riguardo all'Operazione Xylella.
Il comitato Ulivivo chiarisce che «l'indagine della Procura di Bari sulla gestione dell'affare xylella non è stata archiviata. Il Pm ha chiesto l'archiviazione ma diversi querelanti hanno presentato opposizione; il giudice dovrà pronunciarsi».
Decine di comitati e associazioni pugliesi hanno inviato alle due commissioni, parlamentare e regionale, impegnate nell’Indagine conoscitiva sull'emergenza Xylella, al presidente Emiliano e ai consiglieri regionali «una lettera recante parte degli atti prodotti dalla Polizia Giudiziaria della Procura di Bari inerenti l’operazione Xylella».
Se c’è un comparto di importanza cruciale per gli Stati dell’UE che affacciano sul Mediterraneo – e non solo in realtà, come dimostra il caso del Portogallo – questo è quello olivicolo-oleario. Qualcosa che interessa da vicino anche l’Italia, dove sono presenti oltre 538 varietà di alberi di olivo. Per chi trae reddito dall’olivo, come per chi invece si adopera
Centinaia di ulivi plurisecolari e monumentali massacrati alla Riserva Naturale di “Torre Guaceto”, area naturale protetta situata sulla costa adriatica dell'alto Salento, all’interno della Piana degli Ulivi Monumentali: lo denuncia il Comitato UliVivo.
Eliminare la regola che richiede lo sradicamento di tutte gli ulivi che circondano una pianta positiva alla Xylella nel raggio di 50 metri: è la proposta/richiesta che arriva dai due autori di uno studio scientifico che dimostra la bassissima incidenza di ulivi infetti in Puglia e l’elevato numero di piante sane sradicate inutilmente.
Il Comitato Ulivivo denuncia con forza il rischio di vedere spazzati via gli ulivi monumentali che rappresentano un patrimonio naturale e agricolo inestimabile in Puglia, fra Ostuni e Fasano.
Pierfrancesco Pardini e Margherita Galante, menthal coach lui e paesaggista lei, stanno portando avanti il recupero di un oliveto terrazzato sulle colline di Lucca e hanno avviato un crowdfunding per cercare un sostegno al loro progetto.
La denuncia del comitato UliVivo: «In Valle d'Itria è ripreso l'abbattimento di migliaia di ulivi secolari, millenari e monumentali, in nome di una presunta "emergenza Xylella", che dura ormai da 8 anni. È sempre più evidente come questa "terapia" della Regione Puglia per il contenimento della Xylella, imposta come unica soluzione sin dal 2013, sia ben peggiore della malattia che si vuole curare, rispondendo a interessi diversi dalla tutela e valorizzazione del patrimonio olivicolo pugliese».
«Gli ulivi millenari di Puglia continuano a cadere in nome di una fantomatica “emergenza Xylella” che ha reso possibile aggirare le leggi a tutela ambientale. L’obiettivo del governo? Salvare l’agricoltura e il paesaggio! Se non fosse tragico sarebbe comico»: il Comitato Ulivivo rilancia la protesta e ribadisce l'appello a fermare gli abbattimenti.
Il gruppo Attuare la Costituzione annuncia «un'azione legale popolare per difendere la Terra di Puglia e i suoi Ulivi plurisecolari e millenari minacciati di distruzione, insieme al paesaggio, all'ambiente e l'economia locale». Ed è stata avviata una raccolta fondi.
In Puglia c’è un’emergenza nell’emergenza. Mentre i cittadini sono rinchiusi in casa e le leggi sono quanto mai stringenti, in Puglia è prevista una deroga per chi esce per abbattere gli ulivi e irrorare i terreni con fitofarmaci estremamente dannosi per gli esseri umani, gli animali, insetti impollinatori in primis, e tutto l’ecosistema. E sabato 25 aprile la visione del docu-film denuncia sarà gratuita per tutti.
Siamo a Torchiarolo, nella provincia di Brindisi. Ulivi ridotti in legna da ardere. Un grande cimitero delle piante si trova a Torchiarolo, al confine con Squinzano, subito dopo lo svincolo della superstrada. Non si contano gli alberi estirpati.
Sarà proiettato il 26 novembre alla Sala dell'Istituto di Santa Maria in Aquiro, in piazza Capranica 72 a Roma, il documentario “Legno Vivo – Xylella, oltre il batterio”, il lavoro che denuncia "l'affaire" xylella, con gli abbattimenti inopportuni, gli interessi e le discutibili scelte ambientali. Saranno presenti gli autori, Elena Tioli, Francesca Della Giovampaola, Filippo Bellantoni e Simone Cannone. Terra Nuova è mediapartner del progetto.
L'esperienza virtuosa dell'azienda «El Vicario», nel Deserto del Tabernas, che produce olio extravergine di oliva biologico di grande qualità.
«I dati ufficiali dell’ultimo monitoraggio e i risultati delle relative analisi molecolari ci consentono di ritornare a dire con forza che non c’è nessuna epidemia di xylella in atto»: è la denuncia pubblica dell'Associazione “Terra d’Egnazia”, del Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente e del Territorio – Valle d’Itria e del Movimento Il Popolo degli Ulivi.