Clima: troppo tardi per tornare indietro?

E’ già troppo tardi per poter tornare indietro? Il clima e il futuro del pianeta sono già inevitabilmente compromessi? Se lo chiedono gli organismi internazionali. Guardate la curva di Keeling, secondo la quale siamo da tempo a cavallo delle 400 parti per milione di anidride carbonica. E non perdetevi TerraNuova di giugno che parlerà ampiamente dell’argomento.

08 Maggio 2013

E’ già troppo tardi per poter tornare indietro? Il clima e il futuro del pianeta sono già inevitabilmente compromessi? Se lo chiedono gli organismi internazionali. Guardate la curva di Keeling, secondo la quale siamo da tempo a cavallo delle 400 parti per milione di anidride carbonica. E non perdetevi TerraNuova di giugno che parlerà ampiamente dell’argomento.

L’International Energy Agency ha pubblicato un documento nel quale si avanza la possibilità che ormai per un intervento risolutivo possa essere troppo tardi, che non sia più èpossibile invertire la tendenza. Qui il testo integrale. Ne ha parlato con enfasi anche il giornale inglese The Guardian. Interessante e preoccupante il rapporto della TEEB for Business Coalition che fornisce i costi del depauperamento dell'ambiente e raccomanda l'immediata conversione alla green economy. Poi c’è la curva di Keeling, non dimentichiamola, che raffigur graficamente la misurazione della CO2 eseguita dal 1958 all’Osservatorio di Mauna Loa, sulla grande isola delle Hawaii, e mostra come l’anidride carbonica sia cresciuta in maniera costante in questi ultimi 55 anni, dalle 317 parti per milione del 1958 alle quasi 400 di oggi (ogni giorno è buono per raggiungere il tetto, tenete d’occhio le misurazioni in tempo reale cliccando qui). Un’analisi storica delle variazioni di anidiride carbonica anche prima del 1958 è stata resa possibile dallo studio dell’aria che era rimasta imprigionata dentro i ghiacciai dei poli. Prima della rivoluzione industriale, le variazioni naturali del clima inducevano variazioni della CO2 tra le 200 ppm e le 300 ppm. Dopo la rivoluzione industriale, intorno all’anno 1780, le concentrazioni di CO2 hanno iniziato ad aumentare in maniera costante. Non solo non c’è più tempo da perdere, ma forse ne abbiamo già perso anche troppo. In proposito, proprio sulle modifiche del clima dovute all’inquinamento prodotto dall’uomo, TerraNuova dedica un ampio servizio sul numero di giugno.

di Alexis Myriel

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