Un'azienda agricola a impatto zero

Per promuoverla turisticamente l'Umbria è stata ribattezzata «cuore verde d'Italia». Oggi lo è senz'altro a giudicare dall'esperienza di un'azienda agricola che, prima in Europa, ha azzerato le sue emissioni di CO2.

24 Novembre 2011
Damiano, il magazziniere, abita a 70 passi. Li ha contati e quando arriva in ritardo sono guai perché non ha giustificazioni. Stefano, il responsabile dell'imbottigliamento, deve solo scendere le scale perché l'azienda agricola gli ha messo a disposizione un appartamento proprio sopra gli uffici. A Montevibiano la filosofia è che i dipendenti abitino a non più di 4 chilometri perché anche così si riducono le emissioni di gas serra, oltre che con il ricorso a biciclette elettriche per spostarsi all'interno dei 500 ettari dell'azienda e macchine da golf per condurre i visitatori tra uliveti e vigneti.

Ci troviamo infatti nella prima azienda agricola d'Europa certificata ad emissioni zero dal rigoroso ente norvegese Dnv. L'azienda agricola umbra è risultata anche uno dei quattro vincitori del premio Impresa Ambiente, il più alto riconoscimento italiano per le aziende private e pubbliche che si sono distinte in un'ottica di sviluppo sostenibile, rispetto ambientale e responsabilità sociale. È stata selezionata dalla giuria tra 130 progetti in concorso presentati da aziende di tutta Italia.

Crediti da vendere
«Nel 2008 non solo abbiamo raggiunto l'obiettivo emissioni zero, siamo stati addirittura sotto, e così possiamo compensare l'inquinamento prodotto da qualche industria vicina» spiega l'ingegner Stefano Cantelmo, che ha lasciato il posto di lavoro presso una multinazionale per coordinare il progetto «360 green» (www.360green.it). Secondo le regole dell'emission trading stabilite dal Protocollo di Kyoto, i crediti di emissione si possono vendere e chissà che qualche vicina fabbrica di laterizi, visto che siamo a Marsciano, cittadina umbra leader del settore, non sia interessata all'acquisto.

Intanto qui, tra dolci colline ricoperte di campi e boschi di querce, entriamo in un'azienda dove la sostenibilità è pratica quotidiana. Come un enorme girasole postmoderno, ci accoglie una stazione di ricarica dei veicoli elettrici che è alimentata da un pannello solare rotante , probabilmente l'unica nel nostro Paese. Questo consente di accumulare l'energia solare fino a tre giorni, ma già i tecnici stanno lavorando per estendere l'autonomia fino a dieci giorni, per fronteggiare i periodi di nebbia o pioggia.

Gli austriaci della Cellstrom, che l'hanno impiantata qui per sperimentarla, la controllano a distanza mentre noi ci divertiamo a osservare nel corso della nostra visita come si sposta per catturare al meglio il sole. «E il sole non manca» spiega Cantelmo. «Infatti abbiamo raggiunto in otto mesi la produzione di 62 mila kilowattora di energia elettrica, a cui prevedevamo di arrivare in un anno»....

La versione completa dell'articolo è pubblicata nel numero cartaceo della rivista Terra Nuova - Novembre 2011 disponibile anche come eBook.

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di Gabriele Salari

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