Slow Food: «Mercosur, sistema che ci porterà al collasso»
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«L’accordo commerciale tra l’Ue e i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) è lo specchio di un modello di sviluppo obsoleto che ci porterà al collasso»: è la denuncia di Slow Food Italia.
«L’accordo commerciale tra l’Ue e i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) è lo specchio di un modello di sviluppo obsoleto che ci porterà al collasso»: è la denuncia di Slow Food Italia. Questo accordo, spiega Slow Food, «premia il profitto immediato di poche grandi multinazionali e dimostra indifferenza rispetto alla salute dei cittadini, alla tutela dell’ambiente e ai diritti fondamentali dei lavoratori e delle comunità. Il cibo non può e non deve mai essere ridotto a una mera merce di scambio nei trattati internazionali».
«L’Europa dovrebbe impegnarsi a progredire verso una transizione ecologica attraverso strategie che vietino l’importazione massiccia di prodotti ottenuti con pratiche che nei nostri campi sono proibite da decenni» sottolinea Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia. «Non possiamo accettare una concorrenza sleale istituzionalizzata, dove gli agricoltori europei sono chiamati a rispettare regole ferree mentre si permette l’ingresso di beni che evadono tali requisiti, danneggiando sia i produttori onesti che i consumatori finali. Le conseguenze ambientali sarebbero catastrofiche. Questo accordo è in palese contrasto con gli impegni assunti se si vuol continuare a parlare di sostenibilità senza accettare politiche commerciali predatorie».
La plenaria del Parlamento europeo ha dato il via libera «alle misure di salvaguardia per proteggere l’agricoltura dell’Unione europea dai possibili effetti negativi dovuti alla liberalizzazione degli scambi con i Paesi del Mercosur. Si tratta, in sostanza, di una serie di misure che potranno sospendere i benefici tariffari previsti dal trattato. Che cosa significa? Che le stesse istituzioni europee sono consapevoli dei pericoli insiti nell’accordo, testimoniati peraltro anche dall’opposizione espressa dalle organizzazioni agricole attive nei Paesi che sostengono la bontà del trattato, come Italia, Germania o Spagna – prosegue Slow Food – Il trattato, tra le varie cose, prevede anche quote a dazio zero per prodotti agricoli sudamericani come carne bovina, pollame, riso, zucchero e miele: prodotti per i quali gli agricoltori europei devono rispettare standard più rigorosi in materia di pesticidi, tutela ambientale e benessere animale. Una evidente disparità di trattamento che non potrà che aggravare l’annoso problema dei cosiddetti doppi standard, per i quali Slow Food chiede l’adozione di misure specchio, cioè l’applicazione dei medesimi standard di qualità al cibo importato in Ue».
«Non è vero che le maggiori possibilità di export aperte dal trattato Mercosur produrranno benessere diffuso: i benefici andranno perlopiù all’agroindustria, mentre i costi ricadranno sulla comunità più ampia» aggiunge Slow Food, che chiede «un approccio radicalmente diverso al commercio: un modello che si fondi sulla qualità, sull’equità, sulla resilienza dei territori e sulla sostenibilità ecologica. Il commercio deve servire le comunità e gli ecosistemi, non minacciarli. Solo così potrà contribuire ad affrontare le sfide attuali, invece di aggravare i problemi esistenti».
LETTURE UTILI
L’agricoltura che non è industriale non è facile, ma c’è, esiste e i contadini che la praticano sono ancora tanti e vogliono far sentire la loro voce. Ce lo spiega bene Antonio Onorati in questo libro, che ci fa capire:
• come le politiche agricole favoriscano i grandi gruppi e le multinazionali, ma anche come sia possibile cambiare rotta;
• come la pressione su brevetti e OGM rappresenti un enorme pericolo per la biodiversità e i piccoli coltivatori;
• come ci sia da fare un grande lavoro per ripensare le rappresentanze agricole;
• come sia sempre più necessaria e improcrastinabile una svolta agroecologica;
L’agricoltura contadina, e l’economia che le corrisponde, ha gli elementi necessari per garantire la produzione di cibo in armonia con la natura e non contro di essa.

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MANGIARE È UN ATTO INTELLIGENTE
In questo libro, l’attivista e scienziata Vandana Shiva ci aiuta a comprendere a pieno quanto il cibo è la chiave dell’esistenza, il filo che intesse la rete di tutte le forme di vita, indivisibile dalla Terra e dai suoi sistemi naturali. Quando questa interdipendenza si rompe, si creano le condizioni per quello che l’autrice chiama il “disordine metabolico” del cambiamento climatico e di innumerevoli altri squilibri ecologici. Vandana Shiva rivela le minacce poste dai cibi falsi e ultra-lavorati, tra cui i pericoli per l’ambiente, l’aumento delle emissioni di gas serra, la salute degli animali e la nostra salute e sicurezza alimentare.
L’autrice prende una posizione forte, sostenendo con urgenza e passione un futuro alimentare e climatico basato sulla rigenerazione naturale della biodiversità in collaborazione con il pianeta che ci ospita

