Radice di zenzero: la regina dell'inverno

Leggermente piccante e dal gusto caldo e avvolgente, lo zenzero vanta proprietà terapeutiche note da migliaia di anni. In inverno, possiamo usarlo in cucina per affrontare al meglio raffreddori, sindromi influenzali e dolori articolari.

19 Febbraio 2018
Radice di zenzero: la regina dell'inverno. Salute naturale

Siamo di nuovo alle prese con i malanni di stagione: l'inizio dell'anno porta con sé le sindromi similinfluenzali, i raffreddamenti e anche quei fastidi articolari che ci fanno avvertire sordi dolorini alle ossa che l’umidità certo non contribuisce ad attenuare. Per alleviare la sintomatologia legata a questi disturbi un ottimo alleato in questo periodo dell’anno è lo zenzero, radice commestibile, ormai ampiamente diffusa anche in Italia e facilmente reperibile.

Il suo utilizzo, che nella medicina cinese e indiana risale ormai a cinquemila anni fa, è stato definito sicuro anche dalla Food and drug administration, l’ente americano di controllo dei cibi e dei farmaci, e delle sue proprietà terapeutiche si occupa diffusamente la letteratura medico-scientifica.

Preziosa anche in prevenzione

L’oleoresina che si estrae dal rizoma dello zenzero contiene molti componenti bioattivi1, tra cui i gingeroli, ai quali si devono l’odore e il sapore pungente, che costituiscono gli ingredienti più importanti per le loro proprietà farmacologiche e fisiologiche.

Lo zenzero è ampiamente utilizzato, soprattutto nella medicina orientale, nelle malattie da raffreddamento (ha anche l’effetto di liberare le vie respiratorie), come antibatterico, ma anche contro la nausea, l’artrite e i dolori che ne derivano (vanta un’importante azione antinfiammatoria), per l’emicrania e l’ipertensione. Ha anche dimostrato di riuscire a diminuire gli indicatori dello stress ossidativo correlati all’età e se ne stanno studiando le potenzialità sulle malattie cardiovascolari.

I componenti del rizoma sono anche valutati per la capacità di inibire le reazioni allergiche e per gli effetti antidiabetici.

La letteratura scientifica si sta concentrando poi sulle proprietà antitumorali dello zenzero; la sua efficacia nella prevenzione o soppressione della crescita dei tumori è stata studiata in diverse forme di cancro, tra cui lipoma, epatoma, cancro del colon-retto, cancro al seno, alla pelle, al fegato e alla vescica. Il meccanismo ipotizzato prende in considerazione l’attività antiossidante di questa radice e la sua capacità di indurre l’apoptosi (cioè la morte) delle cellule tumorali, di ridurne la proliferazione e di sopprimere attivatori specifici.

L’uso in varie forme

Lo zenzero viene usato in varie forme: fresco, secco, candito, sotto forma di cristalli o in polvere. La concentrazione di oli essenziali aumenta con il grado di maturazione, quindi l’uso che se ne vuole fare determina anche il momento della raccolta. Se la finalità è quella di usare l’olio essenziale, andrebbe raccolto quando la pianta ha almeno nove mesi o oltre; in questo caso, ha una buccia abbastanza dura che va rimossa.

Data la versatilità di questa radice, è anche facile utilizzarla in cucina per farla approdare sulle nostre tavole come «conforto» terapeutico e piacere del gusto, scegliendo magari di alternare modalità in cui la concentrazione è maggiore ad altre in cui è minore, per modularne l’assunzione secondo la condizione e le necessità del momento.

Note
1. www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK92775/#ch7_sec13

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Gennaio 2018

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di Beatrice Salvemini


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