Il tuo pronto soccorso naturale

L’autunno è tipicamente caratterizzato da raffreddori e piccoli malesseri legati al cambio di stagione che possiamo affrontare efficacemente aiutandoci con rimedi fitoterapici. Sempre più italiani li usano, ma non bisogna improvvisare. Conoscere le piante, le loro proprietà e la posologia esatta è essenziale per avere risultati.

23 Ottobre 2019
Il tuo pronto soccorso naturale. RImedi naturali

Qualche starnuto, la gola che brucia, i dolorini alle articolazioni, i mal di testa ripetuti, magari anche un fastidioso braccio di ferro con il mal di stomaco e le difficoltà nella digestione: l’arrivo dell’autunno, il mutare della stagione, la fase di passaggio che ci fa uscire dall’estate e ci prepara all’inverno può portare con sé qualche disagio e malessere. Nulla di grave, ma soprattutto nulla che non si possa affrontare chiedendo aiuto alla natura, senza dover per forza ricorrere ai farmaci di sintesi chimica.

Secondo i dati Eurispes, in Italia più del 21% della popolazione fa uso di medicinali non allopatici e al secondo posto, dopo l’omeopatia, c’è proprio la fitoterapia, cioè l’utilizzo delle erbe a fini terapeutici, con un trend peraltro in aumento.

«Sono quasi diciottomila le specie di piante dotate di proprietà medicinali oggi catalogate e utilizzate dall’uomo» spiega Sylvie Hampikian, esperta di farmaco-tossicologia e autrice del libro La tua farmacia naturale (Terra Nuova Edizioni). «Ritengo estremamente utile per ciascuno di noi approfondire le conoscenze delle piante e dei rimedi collegati, perché amplia il campo delle possibilità che abbiamo di prenderci cura della nostra salute» aggiunge la dottoressa Hampikian. «Scegliendo di curarvi in modo naturale, incontrerete indubbiamente detrattori pronti a dirvi che questi vecchi rimedi sono fuori moda, inefficaci e superati. O vi sentirete dire che non è detto che non vi sia pericolo in ciò che è naturale. Ebbene, i rimedi raccomandati per curare i piccoli e banali disturbi sono inoffensivi, possono essere anche meno tossici dei farmaci convenzionali. Si tratta semplicemente di rispettare le dosi e di conoscere qualche regola d’uso. In questo modo potrete utilizzare i rimedi naturali senza il minimo danno».

Ebbene, vediamo come la natura può venirci in soccorso in questo periodo dell’anno, secondo i suggerimenti della dottoressa Sylvie Hampikian.

Il mal di gola

Per calmare quel fastidioso bruciore che può prendere la gola, magari anche con un po’ di raucedine, possono aiutare i gargarismi al sale oppure la pasta di miele, cannella e limone. Per i gargarismi bastano un po’ di acqua e sale da cucina integrale.
Riempite un bicchiere di acqua tiepida (circa 15 cl) e scioglietevi un cucchiaino di sale da cucina non raffinato. Poi utilizzate come gargarismo, senza inghiottire. È utile ripeterlo due o tre volte al giorno, in funzione del dolore. Il consiglio è di sciacquarsi, subito dopo, la bocca con acqua pulita.

Per preparare invece la pasta occorrono un cucchiaino di miele biologico e grezzo (magari il vostro preferito oppure un miele balsamico), un cucchiaino raso di cannella e un cucchiaio di succo di limone. Mescolate tutto in una scodellina per emulsionarlo bene e ingerite molto lentamente, prolungando il contatto con la gola. La pasta va preparata la mattina e la sera per due o tre giorni, per calmare il dolore, stimolare le difese immunitarie e prevenire l’aggravamento, soprattutto se il mal di gola è accompagnato dal raffreddore.

Il raffreddore

Naso che cola, starnuti, rintontimento e a volte anche qualche linea di febbre: il raffreddore rappresenta un fastidio che si può comunque ben gestire con rimedi naturali. Un primo suggerimento è senz’altro un decotto a base di cannella di Ceylon (un bastoncino sbriciolato), due o tre rametti di timo fresco e tre chiodi di garofano. Si prepara un decotto e se ne bevono due tazze al giorno; volendo, potete dolcificare con il miele.
Questa bevanda è tonificante e contrasta il proliferare di virus e batteri. Permette anche di contrastare l’influenza. Potete aggiungere a ogni tazza uno o due cucchiaini di succo fresco di limone per la vitamina C che può apportare.

Un altro rimedio è dato dall’utilizzo dello zenzero fresco. Se ne grattugia grossolanamente un cucchiaino e si mette la poltiglia così ottenuta in infusione per cinque o dieci minuti in venticinque centilitri di acqua, precedentemente portata all’inizio del bollore. Si possono aggiungere un cucchiaino di succo di limone e un po’ di miele. È utile assumerne due o tre tazze al giorno. Da notare che questa tisana permette anche di combattere la nausea.

Sempre per il raffreddore, si può ricorrere anche alla bevanda conosciuta come grog, ma nella formulazione senza alcol, più tollerabile e sana. Sono necessari 33 cl di acqua, un bastoncino di cannella, un cucchiaino di foglie di timo essiccate, il succo di mezzo limone, un cucchiaino di miele (di timo o di abete, se possibile). Questo grog permette di contrastare con maggior efficacia i virus e di alleviare la stanchezza che accompagna spesso il raffreddore o l’influenza. Per la preparazione, versate l’acqua in un pentolino e unite la cannella leggermente pestata. Coprite, portate a ebollizione e fate sobbollire per cinque minuti buoni. Togliete dal fuoco e aggiungete il timo, poi lasciate in infusione per cinque minuti con il coperchio. Versate in una tazza filtrando con un colino. Aggiungete il succo di limone e il miele e bevete ben caldo.

Il mal di stomaco

Si sa che menta e camomilla sono due piante che hanno dimostrato grande efficacia nel contrastare i disturbi di stomaco che possono arrivare a darci fastidio soprattutto nei cambi di stagione e verso l’autunno.
Per preparare un utile infuso si possono utilizzare un cucchiaino di foglie di menta e tre o quattro fiori freschi di camomilla in venticinque centilitri di acqua, precedentemente portata all’inizio del bollore. Bevetene due o tre tazze al giorno, fino alla scomparsa dei sintomi. È possibile anche assumere una sola di queste erbe sotto forma di infuso.

La menta può essere abbinata anche allo zenzero per rimettere in salute lo stomaco. In questo caso, si possono utilizzare l’olio essenziale di menta e lo zenzero candito. Versate una goccia di olio essenziale (può andar bene anche quello di dragoncello) su un pezzo di zenzero candito. Attendete qualche secondo perché l’olio essenziale si distribuisca bene e masticate il tutto. Peraltro, è anche buonissimo! Può essere un rimedio utile da assumere anche in caso di nausea dovuta al mal d’auto o simili.

E ancora, un altro abbinamento per la menta può essere con la curcuma. Anche qui, è utile usare l’olio essenziale, insieme alla curcuma fresca (rizoma). Versate una goccia di olio essenziale di menta (oppure di dragoncello) su una porzione di rizoma fresco di curcuma, della lunghezza di circa due centimetri. Attendete qualche secondo perché l’olio si distribuisca bene e masticate il tutto. Ovviamente, chi ha un’intolleranza a qualcuno di questi ingredienti è opportuno che li eviti.

I dolori articolari

L’umidità, i primi freddi, il tempo variabile: tutti elementi che possono scatenare dolori articolari di diversa intensità, a volte anche assai disagevoli.

Un rimedio utile può essere il cataplasma alle foglie di cavolo. Occorrono naturalmente alcune foglie di cavolo, che vanno spezzettate e pestate fino a ottenere una sorta di «pastella», che va poi applicata sopra e intorno alla giuntura dolorante. Posate una compressa di garza o di stoffa asciutta sul composto e circondate il tutto con una fascia di tessuto non troppo stretta. Tenete per varie ore e rinnovatela se necessario.
Il cataplasma può essere fatto anche con l’argilla. In una terrina di vetro o plastica e con un cucchiaio di legno (non utilizzate contenitori o utensili di metallo) ricavate una pasta mescolando argilla verde e acqua tiepida, poi stendete sull’articolazione dolorante. Anche in questo caso, sistemate una compressa di garza o di stoffa asciutta sul composto e circondate il tutto con una fascia di tessuto non troppo stretta. È utile tenerla qualche ora.

Anche l’alloro, sotto forma di tintura oleosa, può risultare utile in caso di dolori dovuti agli antipatici reumatismi. Si mettono a macerare per cinque giorni venti grammi di bacche essiccate in cento millilitri di olio di oliva. Poi, quando ne sentite la necessità, imbevete della miscela un batuffolo di cotone e passatelo sulle articolazioni.

La propoli, rimedio versatile e multifunzione

Se non si ha una comprovata intolleranza o ipersensibilità, la propoli può risultare un alleato formidabile contro i malesseri di stagione (e non solo). I suoi componenti principali (50%) sono resine e balsami, seguiti da cere e oli essenziali. Il 10% è poi costituito da polline, vitamine, minerali, flavonoidi (tra questi spiccano la galangina, derivata dalle latifoglie, e la pinocembrina, proveniente dalle conifere), i principali artefici della marcata azione antimicrobica.

La forza della propoli non si riduce comunque solo all’effetto antibatterico; ha infatti anche proprietà antimicotiche, antiossidanti, immunostimolanti, antibiotiche, cicatrizzanti e antinfiammatorie. La sfera d’azione riguarda principalmente le vie aeree superiori, pertanto il suo impiego risulta molto efficace nel caso di faringite, laringite, sinusite, tonsillite, e viene utilizzata anche per numerose affezioni del cavo orale come afte, gengivite, stomatite, parodontite, mal di denti. La propoli è molto utile anche contro l’herpes. Infine, per le proprietà purificanti e cicatrizzanti, trova impiego anche nella cosmesi.

Il suo consumo è sconsigliato ai soggetti sensibili al veleno delle api e ai loro prodotti. Prima di applicare sulla pelle i preparati a base di propoli è bene testarli in un angolo del braccio, per essere certi che non provochino reazioni avverse. Riguardo alla posologia, come spiega anche Silvia Moro nel libro Guida ai rimedi naturali (Terra Nuova Edizioni), ecco i dosaggi consigliati: per la tintura idroalcolica al 30%, dalle venti alle cinquanta gocce per due o tre volte al giorno, in acqua lontano dai pasti; per la tintura idroalcolica al 95%, dalle cinque alle quindici gocce al giorno, preferibilmente con il miele per il forte sapore amaro; per l’estratto secco nebulizzato, titolato con un minimo di 8% di galangina, dieci milligrammi per chilo di peso corporeo al giorno, in due somministrazioni lontano dai pasti; l’unguento, al 7%, sarà da applicare localmente più volte al giorno; se usato come collutorio, vanno messe venticinque gocce di tintura idroalcolica in un bicchiere di acqua 25 per farsi degli sciacqui, più volte al giorno.

La natura, dunque, ci mette a disposizione una nutrita ed efficace «cassetta degli attrezzi» quando si tratta di prenderci cura della nostra salute. Utilizzando il buon senso e la prudenza, se ne può fare un uso saggio e prezioso.

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Ottobre 2019

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Un piccolo infortunio, un fastidioso mal di testa, un banale raffreddore? La prima reazione è quella di andare in farmacia per farsi consigliare la medicina del caso, che il più delle volte, dopo un paio di applicazioni, viene abbandonata per finire poi nella spazzatura.

Esistono però anche altre soluzioni, più ecologiche, salutari ed economiche. Nella maggior parte dei casi, i piccoli disturbi si possono curare con rimedi che abbiamo a portata di mano in cucina o in giardino, o che si possono trovare in natura. Un esempio? La cannella è ottima per lenire il mal di gola, lo zenzero per alleviare la nausea, la propoli per disinfettare, le foglie di cavolo per calmare i dolori di una brutta storta.

Questo libro è un invito a riscoprire le virtù delle piante officinali e di altri rimedi naturali come il miele, l’argilla, la propoli e gli oli essenziali, con i quali si può creare una piccola farmacia domestica, una sorta di valigetta di pronto soccorso naturale da tenere sempre a portata di mano per affrontare, con le opportune cautele, le emergenze minori.

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di Beatrice Salvemini


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