Vaccini e libera scelta: raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare

Si chiama Freedom of Choice l’iniziativa partita dall’associazione Corvelva, Coordinamento Regionale Veneto per la Libertà delle Vaccinazioni, che mira alla realizzazione di una Proposta di Legge di Iniziativa Popolare per la Libertà di scelta in materia vaccinale.

23 Marzo 2018

L’iniziativa promossa da Corvelva utilizza uno strumento a disposizione dei cittadini : una legge di iniziativa popolare mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli. Corvelva è supportata ad oggi da 39 tra associazioni, comitati, gruppi di cittadini e cercherà «di portare in Parlamento la questione della libertà vaccinale, anche se sappiamo che sarà dura poter discutere di un tema così scomodo» spiegano dall'associazione.

«Dal 1979 ad oggi i disegni di legge di iniziativa popolare sono stati 260 e solamente 3 sono riusciti a completare il proprio iter legislativo (1,15%), mentre 137 (53%) non sono stati neanche discussi in Commissione, rimanendo nei cassetti di Camera e Senato» commenta Corvelva.

L'obiettivo di Corvelva è quindi arrivare a uno strumento legislativo che superi la legge 119 del 2017 che ha introdotto dieci vaccini obbligatori per la fascia di età 0-16 anni.

«In Veneto in soli 10 giorni abbiamo raccolto 35.000 firme, erano circa 38.000 ma abbiamo eliminato quelle dei non residenti della Regione - spiega Mattia Marchi, del consiglio direttivo di Corvelva - Un lavoro estremamente impegnativo, di attivismo vero, un esperimento sociale di partecipazione. L’idea non è nata da Corvelva, come molti progetti messi in atto, noi fungiamo solo da megafono e da supporto organizzativo. A proporcelo sono stati genitori del padovano. Abbiamo raccolto firme, mandato comunicazioni in Regione Veneto, scritto lettere al presidente Luca Zaia. Abbiamo fatto tanto, abbiamo sensibilizzato le istituzioni e la Regione Veneto ha anche presentato un ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto Lorenzin». Benché il ricorso sia stato bocciato, Corvelva resta convinta come associazione «che il lavoro costante, quotidiano e partecipato possa essere il mezzo per ottenere la libertà vaccinale che molti genitori in piazza hanno dimostrato di voler ottenere. Ma il tutto non si limiterà alla sola libertà vaccinale, la legge di iniziativa popolare vorrà essere un manifesto che tratti anche di farmacovigilanza attiva, principio di precauzione, personalizzazione, prevenzione, sapendo che tutto questo sarà solo la base di partenza».

Mattia Marchi precisa che questa iniziativa , seppur partita dal Veneto, «è pensata da italiani per tutti gli italiani e che Corvelva sarà solo la cassa di risonanza di un movimento che coinvolgerà tutto lo Stivale. Ad oggi sono con noi 39 tra associazioni, comitati, gruppi di cittadini - aggiunge - tutte in autonomia e con piena libertà di pensiero e azione». 

Marchi dà anche indicazione su come poter partecipare attivamente. “Siccome necessitiamo di autenticare le firme mediante un autenticatore, un vero problema per noi che siamo tanti ma sparsi ovunque, abbiamo deciso di appoggiarci ai Comuni per la raccolta firme. Quindi, ogni genitore che vorrà diventare “cittadino promotore” potrà stampare i moduli per le firme, portarli a vidimare nel proprio Comune e lasciarli nel Comune stesso che, per legge, deve garantirci questo servizio. Così facendo, non solo daremo modo ai grandi gruppi di genitori di poter sostenere la legge, ma anche al singolo cittadino di diventare promotore nel proprio Comune. Al termine della raccolta potrà spedire i moduli dove decideremo».
«Ad oggi siamo in fase organizzativa pre-stesura del testo della legge, pertanto a tutti i singoli cittadini e alle associazioni che vorranno aderire diciamo di iscriversi alla newsletter (disponibile QUI ) e prepararsi a diventare loro stessi promotori sul territorio. Corvelva ha già predisposto di stanziare un piccolo fondo da destinare al comitato, pertanto prevediamo che sia a costo praticamente zero per i cittadini. Forse 1 euro per stampare i fogli per le firme».

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di Isabella Wilczewski


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