I comitati di Ravenna: «No a un futuro senza alberi»
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«È in corso in tutta Italia una lotta spietata agli alberi, che raggiunge la massima violenza sul pino domestico, segno per eccellenza del Bel Paese»: è la denuncia del gruppo di cittadini “Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna“.
«Cancellando millenni di storia, cultura e paesaggio, il pino domestico viene ora sottoposto a una sorta di radicale pulizia etnica – spiega il gruppo di cittadini – Causa di tutte le mancate manutenzioni di strade e marciapiedi, infestante con aghi, resina e radici, fastidioso, debole e pericolosissimo, è additato da qualche anno come responsabile principale degli effetti dei cambiamenti climatici. Grottesco che la diceria e lo sterminio tocchi in prima linea i pini di Ravenna, che ha il pino domestico come proprio simbolo dalla notte dei tempi. Molto facile, per la politica e le amministrazioni, alle prese, nel migliore dei casi, con servizi esternalizzati di taglialegna, bilanci corti, rincari, incompetenze, lavori, potature e scavi pessimamente eseguiti, e frotte di cittadini insofferenti, lanciare slogan semplici di facile presa con cui individuare i presunti responsabili su cui scaricare rabbia, paure e responsabilità. Racconto già visto per le alluvioni, ad esempio».
«Nei nostri territori, specie nelle località costiere, la maggior parte degli alberi esistenti è costituita da pini – aggiungono dal gruppo cittadino – di conseguenza, quando cadono alberi per le bufere, questi sono per la gran parte pini. Eppure, a ben guardare, non cadono solo i pini: dove passano le raffiche più forti cadono tutte le specie, e crollano anche pali, pensiline, tettoie, parapetti e molto altro. Ma delle opere dell’uomo non si può fare a meno, mentre degli alberi vivi tranquillamente sì. Dunque, quando sarà terminata l’eradicazione del pino domestico e ci accorgeremo che la furia dei venti non è cessata, anzi, magari aumentata, prenderemo coscienza che cadono altri tipi di alberi. Dunque, territori e città sempre più roventi e in piena crisi climatica dovrebbero interrogarsi con lucidità sul loro futuro: un futuro che, viste le premesse, si preannuncia senza alberi».
Foto: gruppo di cittadini “Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna”
LETTURE CONSIGLIATE
Questo libro-inchiesta, con un’analisi serrata e appassionata, riporta studi scientifici, dà voce agli esperti, smonta i pregiudizi e svela gli interessi che sono dietro a questa “mattanza”: la “trappola” dei fondi del Pnrr, la scriteriata privatizzazione della gestione del verde pubblico, il “mercato” delle prove di stabilità; ma anche il taglio a ceduo e l’affare delle centrali a biomassa, il falso mito della sicurezza che sta dietro ai tagli per la “prevenzione” di incendi e inondazioni.
Alberi tagliati anche per il cemento che avanza inesorabile, per la speculazione energetica (fossile e rinnovabile) e per motivi militari.
Nelle pagine finali, i contatti dei comitati che in tutta Italia proteggono gli alberi. Un libro indispensabile per chi vuole sapere, capire e mobilitarsi.

