La biorisonanza come terapia

Le terapie alternative per gli animali sono ancora poco praticate ma stanno lentamente prendendo piede. Scopriamo di più sulla tecnica della biorisonanza, utile in caso di allergie e intolleranze alimentari.

07 Agosto 2017
La biorisonanza come terapia

È ancora una proposta terapeutica di nicchia, praticata da pochissimi veterinari, ma i risultati clinici cominciano a esserci e sono incoraggianti. Si tratta della biorisonanza, approccio che viene utilizzato soprattutto per trattare allergie e intolleranze alimentari. Esperta nel campo è la dottoressa Maria Cuteri, veterinaria di Como.

«Attraverso un apparecchio di biorisonanza è possibile valutare lo stato energetico delle cellule, degli organi e degli apparati e successivamente correggere l’eventuale deficit per far recuperare all’animale lo stato di salute» spiega Cuteri. «L’analisi è individuale, così come la terapia, che non comporta nessun tipo di effetto collaterale. Grazie a questa metodica è anche possibile rilevare in anticipo problemi energetici evitando che diano luogo a sintomi clinici.

Le patologie che più frequentemente mi capita di trattare con questa tecnica sono allergie e intolleranze alimentari, ma è possibile intervenire su quasi tutte le malattie croniche, restituendo a cane e gatto armonia e benessere fisico ed emotivo. Gli animali rispondono molto velocemente e durante le sedute si rilassano a tal punto che spesso si addormentano.

L’effetto benefico viene mantenuto per diverse settimane. È importante non interrompere il piano terapeutico troppo velocemente e lasciare che il corpo giunga, con questo aiuto, all’autoguarigione». Ma come e perché funziona la biorisonanza? «Bisogna partire dal concetto di energia» aggiunge la dottoressa Cuteri. «La fisica moderna ci ha portato a comprendere come energia e materia siano profondamente correlate. La trama che nutre e sostiene gli organi interni è costituita da energia, quindi una carenza energetica può essere alla base di un’alterazione della materia e quindi una qualsiasi malattia può dipendere da un “difetto” nel sistema energetico».

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Marzo 2017

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