Salento: nasce il manifesto per l'agricoltura naturale

Nasce il Manifesto per l'agricoltura naturale del Salento: aziende agricole, pastori, allevatori, coltivatori, associazionie gruppi d'acquisto che hanno preso in mano il loro presente e il loro futuro in nome di una rinnovata sovranità alimentare all'insegna del rispetto della terra e del cibo.

04 Giugno 2017

Creare un distretto di agricoltura naturale per difendere l’ambiente, promuovere un modello di sviluppo sostenibile e proteggere la bellezza dei luoghi, autoregolamentandosi e seguendo principi e obiettivi condivisi, tra cui il rifiuto totale di utilizzo di prodotti chimici, la tutela della biodiversità, il recupero di antiche varietà agricole, rispettando la salute dei consumatori e i diritti dei lavoratori, basandosi sul mutualismo e sulla collaborazione.

Questo, in sintesi, il Manifesto per l’agricoltura naturale del Salento (scaricabile in fondo all'articolo) firmato ad Aradeo, presso il Fondo Cafazza, dalle tante realtà che ruotano attorno alla Rete Salento Km0 : aziende agricole, pastori, apicultori, allevatori, coltivatori diretti, associazioni e Gruppi di Acquisto solidale.

«Oggi abbiamo la possibilità concreta di decidere il nostro futuro. Ma abbiamo anche la responsabilità di farlo» afferma Francesca Casaluci, dell’Associazione Salento Km0, tra le ideatrici del Manifesto.

Un progetto partecipato in cui ognuno ha messo il suo contributo: «è stato un processo lungo, durato più di un anno, un anno in cui si è cercato di raccogliere le esperienze e le idee di tutti. Siamo partiti dai bisogni reali della nostra gente e dall’ascolto, abbiamo cercato i nostri punti di forza e preso coscienza delle nostre debolezze».

L’obiettivo? Andare oltre. Oltre le divisioni, gli individualismi, i limiti imposti da un sistema che per troppo tempo ha stritolato i piccoli produttori e martoriato la terra a favore dell’agrochimica e di grandi multinazionali. «Il nostro scopo è di diffondere pratiche eco-compatibili e migliorare le condizioni ambientali ed economiche del territorio – spiega Francesca Casaluci – Qui chi vuole imparare, chi ha bisogno di un supporto, viene aiutato e accompagnato. Qui, grazie alla comunità, anche la garanzia diventa partecipata».

Anche per questo il Manifesto parla di agricoltura naturale e non di biologico: «Molto spesso con biologico s’intende un marchio una certificazione esterna, slegata dal territorio e non sempre sostenibile. Anzi. Anche il biologico può essere intensivo, può essere prodotto con grande spreco di acqua e di risorse – sottolinea Francesca Casaluci – Il concetto di naturale invece supera questo termine. L’agricoltura rigenerativa vuole creare valore restituendo al terreno, rispettando la terra».

Una terra, quella salentina, oggi fortemente in crisi: ambientale, occupazionale, sociale e sanitaria. Una terra dove il consumo di suolo e la cementificazione hanno toccato i livelli più alti d’Italia; dove grandi opere fortemente impattanti (tra cui spicca il gasdotto TAP) deturpano l’ambiente e mettono a rischio habitat naturali sempre più poveri; dove gli inquinanti nell’aria, nel suolo e nelle acque raggiungono concentrazioni elevatissime. E dove le conseguenze di questo scempio ormai sono sotto gli occhi di tutti.

«Abbiamo il diritto di vivere in una maniera migliore – dichiara Roberta Bruno, tra gli ideatori del Progetto di Aridocoltura Multifunzionale Karadrà – un diritto che ci hanno tolto. C’hanno fatto credere che non si può fare. C’hanno detto che le regole sono altre. Non è così. Adesso le regole dobbiamo tornare a scriverle noi. E lo dobbiamo fare assieme attraverso la cooperazione, la solidarietà e la condivisione dei saperi. È la riscoperta della nostra identità che fa davvero la differenza».

E non solo in agricoltura: «Qui si parla della qualità della nostra vita, della nostra salute, del nostro lavoro, del nostro futuro, qui si parla della visione di un altro Salento».

Molto più che di un Manifesto. Questo è un patto sociale. E non solo. Il Manifesto per l’agricoltura naturale del Salento è un modello esportabile ovunque; un esempio imitabile dappertutto; una speranza: si può fare.

di Elena Tioli

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