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Rete Pace e Disarmo: «Aumenta ancora la vendita di armi italiane»

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La Rete Pace e Disarmo critica duramente l’aumento del 19% dell’export militare italiano che si evince dalla relazione annuale trasmessa al Parlamento.

Rete Pace e Disarmo: «Aumenta ancora la vendita di armi italiane»

La trasmissione della relazione annuale è prevista dalla legge 185/90 ed è relativa alle operazioni autorizzate e svolte in tema di esportazioni, importazioni e transito dei materiali di armamento nel 2025. 

«I numeri che emergono segnano un aumento del 19% delle autorizzazioni rispetto al 2024 – spiega la Rete – Il Medio Oriente è tornato al centro dei flussi di export, con una concentrazione crescente di produzione e vendita di sistemi d’arma nelle mani di pochi grandi operatori. Nel 2025 il valore complessivo delle autorizzazioni per movimentazioni di materiali d’armamento ha raggiunto circa 11,141 miliardi di euro, di cui 9,164 miliardi in uscita dall’Italia e 1,977 miliardi in entrata. Le esportazioni segnano un aumento del 19,14% rispetto al 2024, quando si era già registrato un +25% sull’anno precedente. Negli ultimi quattro anni (dal 2022 al 2025) l’aumento del volume di autorizzazioni segna un colossale +87% (per le importazioni extra UE siamo invece ad un mai registrato +171% nel quadriennio)».

La Rete segnala anche che «le transazioni bancarie legate all’export di armamenti hanno superato nel 2025 i 14 miliardi di euro complessivi (erano 12 nel 2024), con 23.942 comunicazioni effettuate dagli intermediari (+10,91% rispetto alle 21.586 del 2024). Il 66,18% delle transazioni per esportazioni definitive è stato gestito da tre soli istituti: UniCredit, Banca Nazionale del Lavoro e Deutsche Bank».

Tra i principali destinatari delle armi italiane 2025 figurano:

  • Il Kuwait con oltre 2,6 miliardi di euro (primo posto nella lista, era 76° nel 2024) per forniture navali Fincantieri
  • Germania (526 milioni), Francia (346 milioni) e Regno Unito (345 milioni) confermano la presenza stabile tra i primi destinatari europei
  • Stati Uniti che con un controvalore di 363 milioni di autorizzazioni sono risaliti al terzo  posto complessivo
  • Ucraina risalita dall’11° al 4° posto con 349 milioni di euro di autorizzazioni nonostante il perdurare del conflitto armato che la coinvolge
  • Presenza robusta di “nuovi mercati” che si stanno consolidando come India, Brasile, Indonesia, Singapore;
  • Presenza (anche se ridotta rispetto al recente passato) di Emirati Arabi Uniti, Turchia, Qatar, Turkmenistan che continua ad essere preoccupante per la situazione dei diritti umani.

«Complessivamente, nel 2025 risultano movimentati verso Israele oltre 22,6 milioni di euro di materiali militari italiani, riconducibili a licenze rilasciate prima della sospensione formale delle nuove autorizzazioni. Inoltre anche nel 2025 il 4,30% delle importazioni italiane di armamenti proviene da Israele (circa 85 milioni di euro su 1,977 miliardi totali), a conferma che gli interscambi militari tra i due Paesi non si sono interrotti nonostante la guerra in corso a Gaza» aggiunge la Rete, che chiede «che la sospensione delle nuove autorizzazioni sia accompagnata da una revisione delle licenze pregresse ancora attive e da un divieto esplicito e completo di qualsiasi fornitura verso Israele finché il conflitto e le violazioni del diritto internazionale umanitario non saranno cessati». 

Le prime 15 società esportatrici rappresentano il 90,44% del valore totale delle autorizzazioni e i primi quattro operatori da soli coprono ben il 69,32% del totale: 

  • Leonardo SpA con il 54,09% una quota in forte aumento rispetto al 27,67% del 2024, sintomo di grandi commesse centralizzate; 
  • IVECO Defence Vehicles SpA, con il 7,44% e una nuova entrata nella top 4; 
  • RWM Italia SpA con il 4,62% la presenza di questo produttore di bombe e munizioni, già al centro di polemiche per forniture all’Arabia Saudita usate nello Yemen, rimane preoccupante; MBDA Italia SpA con il 3,17%. 

Mettendo in fila i dati degli ultimi anni, il quadro è:

  •     2022: 5,289 miliardi di euro in autorizzazioni individuali
  •     2023: 6,311 miliardi (+19,3%)
  •     2024: 7,948 miliardi (+25,9%)
  •     2025: oltre 9,164 miliardi complessivi in uscita (+19,14%)

La Rete Italiana Pace Disarmo conferma «il pieno sostegno alla campagna “Basta favori ai mercanti di armi”, chiedendo al Parlamento di: 

  • respingere le modifiche peggiorative alla Legge 185/90; 
  • garantire una Relazione annuale più completa con dati analitici per tipo di materiale, quantità e valore per ogni singola autorizzazione; 
  • di aprire un dibattito serio e pubblico su un settore che vale miliardi di euro e tocca direttamente la pace, i diritti umani e la credibilità internazionale dell’Italia.

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