Il sole senza rischi: consigli per una corretta esposizione

Il sole è un elemento importantissimo per la nostra salute perché permette la fotosintesi della vitamina D e funziona da antidepressivo naturale. L'esposizione al sole richiede però una protezione adeguata per difendere la nostra pelle dai suoi potenziali effetti dannosi.

21 Luglio 2018
Il sole senza rischi: consigli per una corretta esposizione. Benessere

Grazie ai melanociti, cellule altamente specializzate presenti nello strato basale dell’epidermide, la nostra pelle è capace di proteggersi naturalmente producendo la melanina, molecola in grado di assorbire buona parte dei raggi UV e responsabile dell’abbronzatura. Tuttavia, questo perfetto meccanismo naturale diventa insufficiente in caso di prolungate esposizioni solari e con il passare degli anni, quando diminuisce il numero dei melanociti attivi in grado di proteggerci.

La naturale fotoprotezione deve essere quindi integrata con prodotti in grado di potenziare i sistemi presenti sulla pelle sia con l’applicazione di cosmetici adeguati, contenenti molecole filtranti, sia per via interna con l’assunzione di alimenti ricchi di antiossidanti, come vitamina C, vitamina E, beta-carotene, licopene e così via.

Solari: quali scegliere?

I prodotti solari garantiscono una protezione estesa a tutto il campo dell’ultravioletto e limitano i danni cutanei che possono derivare dall’esposizione ai raggi UVA, responsabili dell’invecchiamento precoce della pelle e dell’insorgenza dei melanomi, e UVB, che causano scottature ed eritemi. In base al loro meccanismo d’azione, i filtri solari vengono classificati in chimici e fisici, ma va precisato che si tratta in entrambi i casi di sostanze chimiche di origine sintetica.

I filtri chimici, il cui meccanismo di azione è simile a una molla, sono molecole in grado di assorbire parte dell’energia delle radiazioni per poi riemetterla sotto altre forme (vibrazionale, rotazionale, infrarossa). Molti filtri chimici sono però fotoinstabili: nell’esplicare la loro azione protettiva subiscono trasformazioni strutturali che ne alterano le caratteristiche filtranti e la capacità protettiva; possono inoltre dar luogo a processi di degradazione dannosi per la pelle che sono causa, per esempio, delle comuni reazioni di fotosensibilizzazione (eritema). Inoltre, alcuni di questi sono sotto osservazione dalla Commissione scientifica europea dei prodotti al consumo (Sccp) per la loro tossicità e per la possibile attività estrogenica.

Grazie alla ricerca, negli ultimi anni sono stati messi a punto nuovi filtri chimici «fotostabili», sebbene siano ancora abbondantemente in uso i vecchi filtri «fotoinstabili».
In ogni caso non c’è sufficiente esperienza derivante dall’utilizzo di questi nuovi filtri solari e quindi è consigliabile una certa prudenza, soprattutto per i bambini (per i quali, sopra l’anno di età, sono più indicati i prodotti a base di filtri fisici)1.

I filtri fisici, i soli ad essere ammessi nei disciplinari della cosmesi «ecobio», sono molecole di natura inorganica a base di derivati di metalli (ossido di zinco, biossido di titanio) e agiscono come specchi, riflettendo i raggi UV sulla superficie cutanea. Lo svantaggio degli schermi fisici è che rendono il prodotto piuttosto pastoso, difficile da spalmare e da far assorbire, e per questo conferiscono un aspetto «sbiancato» alla cute e un’abbronzatura non uniforme, con zone più o meno pigmentate a seconda di come è stato applicato il prodotto. Per questo oggi la maggior parte dei produttori utilizza ossido di zinco e biossido di titanio in forma micro o nano, che rendono il prodotto trasparente e facilmente spalmabile. Per ovviare all’instabilità delle micro e nano particelle, che a contatto con la radiazione solare generano radicali liberi dannosi per la pelle, queste ultime vengono rivestite con sostanze quali allumina, stearati o dimethicone, rendendo il prodotto non più ecodermocompatibile ed ecosostenibile. Sull’uomo, poi, gli effetti di queste particelle così piccole, che vengono assorbite a livello sistemico raggiungendo tessuti e organi, non sono ancora del tutto chiari. L’Sccp le ritiene sicure2 ma è meglio preferire le forme micronizzate3 che presentano minori problemi perché la dimensione delle particelle è maggiore.

Favorire la fotoprotezione naturale

Il sole è un elemento naturale di estrema importanza e l’esposizione solare ha numerosi effetti positivi sulla nostra salute; permette la fotosintesi della vitamina D, essenziale per una corretta mineralizzazione di ossa e denti, migliora alcune patologie cutanee, come l’eczema e la psoriasi, e agisce anche a livello nervoso fungendo da antidepressivo naturale. Per gli adulti la cosa migliore sarebbe quindi attivare gradualmente la naturale fotoprotezione del corpo esponendosi al sole a partire dai mesi primaverili, evitando le ore centrali della giornata e assumendo quotidianamente alimenti ricchi di antiossidanti.

Passeggiare a piedi in città, per esempio, è un ottimo sistema per abituare la pelle al sole e godere contemporaneamente di tutti i suoi benefici. In estate al mare, ma anche in montagna o in campagna, è necessario invece applicare una buona crema solare. Sia che si opti per un prodotto a base di filtri chimici, di filtri fisici o di entrambi, è chiaro che il solare rimane un compromesso necessario perché i vantaggi che offre sono decisamente maggiori rispetto a quelli che derivano dall’esporsi al sole senza una protezione adeguata, soprattutto quando si è in vacanza per pochi giorni e si tende a sfruttare al massimo tutte le ore di sole possibili per divertirsi, rilassarsi e abbronzarsi.

Quindi, nello scegliere il solare adatto al proprio fototipo e alle proprie esigenze, senza comunque mai scendere sotto l’SPF 30, acquistate prodotti che:
• non contengano filtri chimici «problematici», come Benzophenone-3, Octyldimethyl-PABA, Homosalate, Butyl Methoxydibenzoylmethane, Ethylhexyl Salycilate, Octyl Methoxycinnamate;
• non contengano ossido di zinco o biossido di titanio in forma nano (leggete attentamente l’etichetta perché è obbligatorio indicare esplicitamente se il filtro è nano), ma eventualmente ossido di zinco o biossido di titanio in forma micro rivestiti di allumina; in questo caso è più difficile individuare in etichetta la presenza di forme micronizzate perché il nome del filtro e l’agente utilizzato per il rivestimento sono elencati in ordine sparso nell’Inci, ad esempio in questo modo: Titanium Dioxide […] Alumina oppure Zinc Oxide […] Trimethoxycaprylysilane;
• siano ricchi di sostanze antiossidanti come gamma orizanolo, vitamina C, tè verde, estratto di carota, vitamina E, resveratrolo, in grado di contrastare la formazione dei radicali liberi e potenziare l’azione dei filtri solari.

Ricordate poi che è fondamentale lavare via accuratamente i solari dalla pelle a fine giornata, utilizzando creme detergenti sia per il viso che per il corpo, per asportare efficacemente anche i filtri fisici, altrimenti non solubili in acqua.

Note

1. Così come raccomandato dalle linee guida del Ministero della salute i neonati e i bambini fino ai dodici mesi di età non devono essere mai esposti al sole diretto e in ogni caso mai dalle 9 alle 18 poiché l’esposizione accresce il rischio di cancro alla pelle in età adulta.

2. www.ec.europa.eu/health/scientific_committees/consumer_safety/docs/sccs_o_136.pdf , http://ec.europa.eu/health/scientific_committees/opinions_layman/zinc-oxide/en/index.htm

3. Per comprendere la differenza, considerate che: 1 micrometro = 1 millesimo di millimetro; 1 nanometro = 1 milionesimo di millimetro.

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Giugno 2018

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di Alessandra Miraglia


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