Ma quanti sono gli elettrosensibili?

Il problema dell'elettrosensibilità esiste ed è grave, anche se spesso viene sottovalutato. Vediamo quali sono le stime riguardo il numero di persone che soffrono di questa patologia.

09 Gennaio 2019
Ma quanti sono gli elettrosensibili? Inquinamento elettromagnetico

Le stime sono diverse e i numeri discordanti, sia per la frammentarietà degli studi sull’incidenza tra la popolazione (in genere gli studi sono peraltro finanziati per circa il 90% dalla case farmaceutiche, che non hanno interesse a trattare una malattia come l’EHS, impossibile da curare con farmaci chimici), sia per una sottostima di fondo generata dalla scarsa conoscenza delle patologie ambientali da parte del personale medico di base, nonché per l’assenza di assistenza sanitaria pubblica.

Tuttavia è chiaro che il problema esiste, è grave e va affrontato con estrema urgenza e serietà: per l’Oms gli elettrosensibili sono una fetta della popolazione che va dall’1 al 3% (compreso un “insieme di sintomatologie non specifiche” non strettamente in nesso causale con l’esposizione ai campi elettromagnetici), per l’Istituto di medicina sociale e preventiva dell’università di Berna (Svizzera) gli elettrosensibili arrivano al 5% degli elvetici, secondo il documentario Come stiamo uccidendo noi stessi, radiazioni wireless (trasmesso nel 2016 da Reshet TV, primo canale commerciale israeliano) in Israele sarebbero 800.000 persone (10% della popolazione), mentre per il gruppo britannico Powerwatch oltre il 3% degli inglesi hanno l’EHS; per le ricerche svedesi la cifra si alzerebbe addirittura a toccare quota 10% (in Svezia, in riferimento alla Risoluzione Onu 48/96 del 1993, le amministrazioni locali sostengono i soggetti con EHS).

Secondo un’indagine epidemiologica, condotta con un questionario somministrato in prevalenza ai medici di base dall’immunologo-endocrinologo Giuseppe Genovesi (campione di 16.231 italiani), si è calcolata poi “una percentuale che si aggirava intorno al 36% della popolazione di malati in cui concomitano sintomi di sensibilità chimica, di elettrosensibilità e di fatica cronica. Di conseguenza, se l’osservazione avesse riguardato il 100% dei pazienti se ne dedurrebbe che il 30% della popolazione è affetta da elettrosensibilità”.1

Per l’Associazione italiana elettrosensibili solo in Lombardia i malati sarebbero oltre 300.000: “Vogliamo che il nostro problema sia riconosciuto a livello sanitario, previdenziale e istituzionale. Miriamo all’abbattimento di quelle che per noi sono diventate ‘barriere elettriche’ mediante un’effettiva minimizzazione ambientale dei livelli elettromagnetici nei nostri luoghi di vita e di lavoro”.2

Per Fabrizio Maria Gobba dell’Università di Modena e Reggio Emilia, tra i massimi esperti in materia, la popolazione elettrosensibile varia largamente dallo 0 al 30%, una percentuale che – secondo Angelo Gino Levis – “è molto ridotta sulla base delle stime ottenute utilizzando come fonte le indicazioni fornite dalle istituzioni ufficiali (ministeri, università, ospedali ecc.), e aumenta considerevolmente sulla base delle valutazioni fornite dalle associazioni e dai comitati dei cittadini.
Tuttavia, pur con tutte le approssimazioni dovute alla mancanza di criteri diagnostici incontrovertibili, il numero delle persone con riferita EHS sembra essere in sensibile aumento in Europa e in particolare in Italia”.3

Commentando alcune ricerche internazionali, il medico Antonello Pasciuto, membro dell’Accademia europea di medicina ambientale e presidente dell’Associazione medicina ambiente salute, volendo sottostimare questi inquietanti dati ha aggiunto che “probabilmente gli elettrosensibili sono molto meno di quanto si pensi. Si parla dello 0,1% della popolazione, che può apparire un numero irrisorio, ma se facciamo solo l’esempio di Roma, ci si rende conto che
qui ci sono almeno 3000 persone con questo problema”.4

Note

1. Atti del Convegno internazionale organizzato a Roma da Amica il 13 marzo 2017.
2. www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/30/vietati-wi-fi-e-telefonini-ecco-la-citta-deglielettrosensibili-abitanti-in-continuo-aumento-e-in-lombardia-sono-300mila-gli-allergicialle-onde/1824588
3. Angelo Gino Levis, Effetti biologici e sanitari a breve e a lungo termine delle radiofrequenze e delle microonde, documento per Apple (Associazione padovana prevenzione e lotta all’elettrosmog), disponibile a http://nomuos.org/documents/Levis_effetti_biologici_microonde.pdf .
4. Ivi.

____________________________________________________________________________________________________________________________________________

Articolo tratto dal libro Manuale di autodifesa per elettrosensibili

L’elettrosmog è un pericolo per la salute? «Non ci sono sufficienti evidenze scientifiche per dimostrarlo». Il libro confuta quest’assioma stereotipato, fondato su ricerche superate di dubbia indipendenza, e offre una panoramica dei rischi prodotti dai campi elettromagnetici dei più moderni strumenti tecnologici.

L’autore indica i confini e le linee guida dell’elettrosensibilità, una nuova forma di malattia ambientale altamente invalidante e tipica dell’Era Elettromagnetica, patita da un numero sempre più grande di cittadini invisibili, costretti alla fuga da città e modernità. Nel libro sono raccolte le testimonianze dei malati, le storie di suicidi e dell’insorgenza di patologie tumorali, e le sentenze shock che stabiliscono il nesso telefonino=cancro; vengono raccontati i lati oscuri dell’elettrosmog e svelate le incongruenze, le distorsioni metodologiche e i conflitti d’interesse alla base del cosiddetto fronte negazionista. Capitoli molto importanti sono inoltre dedicati alle più efficaci terapie elettrodesensibilizzanti, che vengono in aiuto per cercare di ridurre l’impatto dei campi elettromagnetici sugli esseri umani.

Un libro inchiesta fondamentale per una corretta informazione e per chiedere ai cittadini e alle istituzione una presa di coscienza dei rischi dell’elettrosmog in nome del Principio di Precauzione.

In OFFERTA SCONTO su www.terranuovalibri.it

 

SFOGLIA UN'ANTEPRIMA DEL LIBRO


di Terra Nuova


Forse ti interessa anche:

Posta un commento