A scuola nella natura

Consigli ed esperienze per affrontare le incombenze burocratiche, i vuoti normativi e avviare agrinidi e asili nel bosco in Italia.

03 Novembre 2018
A scuola nella natura. Scuola alternativa

Più socievoli e soprattutto più felici: furono queste due constatazioni che spinsero Ella Flatau a creare la prima scuola nel bosco, dopo aver osservato i bambini trascorrere le giornate immersi nella natura. Erano gli anni Cinquanta e abbiamo dovuto aspettare oltre mezzo secolo perché l’educazione all’aria aperta arrivasse in Italia. Dal 2003 a oggi, agrinidi e asili nel bosco si sono moltiplicati anche nel nostro paese, in alcuni casi con il supporto delle istituzioni.

Per conoscere meglio la situazione italiana e capire come avviare una di queste realtà abbiamo parlato con Francesca Durastanti, fondatrice di Aicare (Associazione italiana per la campagna e l’agricoltura responsabile ed etica) e con Margherita Rizzuto, presidente di Agri-giochiamo e coautrice di Agrinidi, agriasili e asili nel bosco (Terra Nuova Edizioni).

Avviare un agrinido

«Gli agrinidi suscitano molto interesse sia tra i genitori che nell’ambito delle aziende agricole, però sono pochissime le realtà che riescono a raggiungere l’obiettivo» ci spiega Francesca Durastanti, descrivendo un percorso fatto di burocrazia, norme e tanto lavoro di concertazione con le istituzioni.

Dal 2015, con la Legge nazionale 141, lo Stato ha riconosciuto le attività sociali svolte nelle imprese agricole, ma le indicazioni specifiche per l’avviamento di un agrinido sono ancora da ricercare tra le normative regionali sugli asili nido. «Il primo passo per chi fa questa scelta è la presentazione di un progetto conforme alle norme regionali, con una concreta proposta pedagogica, all’Assessorato alle politiche sociali del proprio Comune, che insieme all’Azienda sanitaria locale valuterà la validità o meno del progetto». (...)


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