I lavori verdi di maggio

Quali sono gli interventi da fare nell'orto e in giardino nel mese di maggio, seguendo i metodi dell'agricoltura naturale? Scopriamo insieme tutti i lavori necessari per assicurarci ottimi prodotti dal nostro orto e un giardino rigoglioso.

01 Maggio 2018
I lavori verdi di maggio. Agricoltura naturale

Le strategie per difendersi dalla siccità

Negli ultimi decenni i periodi siccitosi, caratterizzati dall’assenza di piogge o da rovesci ridotti, sono aumentati; ecco perché è importante che i coltivatori imparino le strategie che assicurano il risparmio idrico.

Ecco le istruzioni per fare in modo che l’orto, il giardino e le piante da frutta resistano meglio a queste condizioni.

Migliorare le prestazioni del terreno

La capacità del terreno di trattenere acqua è massima in quelli argillosi, minima in quelli sabbiosi e aumenta quando cresce il tenore di humus.

Visto che non è possibile intervenire sulla granulometria, per migliorarne le prestazioni bisogna incrementare il contenuto in sostanza organica, apportando regolarmente letame o compost, oppure, nel caso del prato, preferendo l’esecuzione del taglio con il mulching, un sistema che sminuzza l’erba tagliata e la lascia a terra.

Eliminare le piante spontanee

Nell’orto o nelle aiuole fiorite, le piante spontanee comportano una maggiore richiesta idrica, pari a circa 40-50 mm di acqua all’anno. Ecco perché è importante eliminarle.

Le zappature e le sarchiature del terreno, poi, riducono la risalita capillare dell’acqua, riducendo l’evaporazione dal terreno con un’ulteriore riduzione dei consumi idrici.

Costruire siepi

Per proteggere l’area coltivata dai venti dominanti si può ricorrere alle siepi, che limitano la traspirazione delle piante del 15-20%. Per proteggere un piccolo orto può essere sufficiente una siepe tenuta a 1,5-2 m di altezza.

Ricorrere alla pacciamatura

Una riduzione drastica dell’evaporazione del suolo si ottiene con la pacciamatura. Nel caso si usi quella in plastica (polietilene o telo biodegradabile) l’effetto è rilevante solo se abbinato all’irrigazione a goccia.

Risultati migliori si ottengono impiegando pacciamature organiche, soprattutto quelle a base di ramaglie giovani, ma sono adatte anche quelle a base di paglia, foglie e così via. Da evitare gli scarti provenienti da piante di castagno e noce, perché troppo ricchi di tannini, e quelli di aghifoglie, perché sono acidi e adatti solo per i piccoli frutti (mirtilli, fragole, lamponi). Per essere efficace, la pacciamatura organica deve essere spessa almeno 10-20 cm.

Visto che la decomposizione del materiale organico consuma un certo quantitativo di azoto, almeno nei primi anni è opportuno aumentare del 10-20% le dosi di fertilizzanti organici. La decomposizione aumenta il tenore di humus nel terreno, quindi l’effetto della pacciamatura si somma a quello dell’incremento della sostanza organica.

Piante particolari

Il pomodoro, la melanzana e il melone hanno apparati radicali che sono in grado di andare a cercare acqua in profondità. Questa capacità va stimolata, evitando eccessi di irrigazione nelle prime fasi della crescita.

Dopo l’attecchimento dei trapianti la coltivazione può proseguire in asciutto, ottenendo una produzione solo di poco inferiore per quantità, ma immensamente superiore per qualità.

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Maggio 2018

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di Francesco Beldì


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