I settemila fans delle erbe spontanee

“Erbacce e dintorni” è il nome di un gruppo che ormai conta quasi settemila persone e che nasce dal desiderio di percorrere insieme un cammino alla riscoperta della bellezza e della ricchezza della natura, della biodiversità e della complessità degli ecosistemi. 

16 Aprile 2015

L’appuntamento per conoscere meglio il gruppo e l’attività, che è principalmente quella della raccolta delle erbe spontanee, ci sarà il 6 e 7 giugno nei giardini del castello del Sasso (Cerveteri) all’iniziativa dal titolo “I saperi della tradizione e la biodiversità come risorsa. Sostenibilità ambientale, alimentazione sana e naturale”. 

E a spiegarci in cosa consiste questa passione e l’attività di scoperta e raccolta delle erbe spontanee è Rossella Radha, coordinatrice dell’iniziativa e membro dell’associazione Semilune che promuove l’evento.

Quanto è diffusa la pratica della raccolta delle erbe spontanee?

«La raccolta delle erbe spontanee è una pratica antica, che l’uomo ha continuato a tramandare per millenni sia come fonte di cibo, che di cure. Il  progresso tecnologico dell’ultimo cinquantennio ha, di fatto, allontanato l’uomo dalle sue origini e soprattutto dalla terra e dai suoi frutti, portandolo a dimenticare le proprie radici. Quel poco che è rimasto sulle nostre tavole è ciò che è stato selezionato perché rispondente ai criteri della grande distribuzione, assecondando le esigenze della trasportabilità, durevolezza, resistenza all’imballaggio e possibilità di coltivazione su larga scala. Abbiamo perso più del 70% delle varietà di frutta e ortaggi coltivate dai nostri nonni e quasi più nessuno conosce le erbe e i frutti spontanei. Le monocolture e il diserbo chimico hanno messo a grosso rischio la biodiversità spontanea ed è per questo, forse, che oggi più che mai, si avverte il desiderio e l’urgenza di correre ai ripari, di recuperare e diffondere la conoscenza delle erbe e del loro ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio naturale, di percorrere insieme un cammino alla riscoperta della bellezza e della ricchezza della natura, della biodiversità e della complessità degli ecosistemi. In conclusione la pratica della raccolta delle erbe spontanee è un fenomeno di recente riscoperta che, tuttavia, sta rapidamente attraendo interesse: dal 2013 abbiamo aperto un gruppo su Facebook chiamato “Erbacce & Dintorni”, che conta ad oggi circa 8.700 iscritti e che recentemente sta crescendo con una media costante di mille iscritti al mese».  

Esistono già gruppi organizzati, che magari si scambiano conoscenze ed esperienze?

«Sì, esistono ed il nostro intento è quello di creare rete sul tema». 

Avete fatto da collettori di gruppi già esistenti o vi siete posti, con la
vostra iniziativa, come punto di riferimento per quella che intuite essere una
categoria ampia ma fatta solo di singoli?

«L’associazione Semilune nasce proprio per questo, per condividere una conoscenza e un’esperienza che si è consolidata negli anni attraverso il lavoro e l’impegno quotidiano nell’ambito della salvaguardia della biodiversità e dell’agricoltura naturale: siamo tre amiche che hanno scelto di esserci, di agire, di lavorare con e per la natura, non per sfruttarne le risorse, bensì per scoprirle e conoscerle sempre più approfonditamente. Il nostro obiettivo è quello di diffondere questa conoscenza “perché non si può amare ciò che non si conosce”. Fondamentale, in questo senso,  è anche l’impegno in ambito didattico, in collaborazione con le scuole. E’ proprio da questo modo di vivere ed interpretare il nostro lavoro che è nata l’idea di allargare gli orizzonti e di fondare l’associazione SemiLune. Il nome SemiLune vuole ricordare l’importanza dei semi e della biodiversità nel ciclo naturale della vita, che da sempre l’uomo ha scandito guardando alle fasi della luna. Nel corso di incontri organizzati con diversi scopi (scambio di semi, incontri e dibattiti sull’agricoltura naturale, attività ludico-ricreative per bambini, corsi di riconoscimento delle erbe spontanee) e attraverso il gruppo facebook “Erbacce e dintorni”, importante veicolo di comunicazione e di aggregazione che ormai conta più di ottomila iscritti, siamo venute a contatto con molteplici realtà, che vedono coinvolti singoli individui, ma anche istituzioni, associazioni e gruppi di vario genere che operano in diverse  regioni d’Italia, come anche all’estero in maniera perlopiù autonoma».

Come vi è venuta l'idea di organizzare questa iniziativa? A cosa puntate? Creare scambi, reti, organizzazioni?

«L’idea nasce, fondamentalmente, dall’esigenza di incontrarsi e conoscersi di persona, di potersi finalmente stringere la mano, parlare, progettare e consolidare legami di amicizia e collaborazioni che per il momento, nella maggior parte dei casi, si stringono a livello virtuale. Da questa esigenza è nata l’idea dell’evento “Erbacce e dintorni, i saperi della tradizione e la biodiversità come risorsa” per il 6 e il 7 giugno al Castello del Sasso (Cerveteri), che vuole essere il primo di una serie di incontri annuali mirati a stimolare la collaborazione per il raggiungimento di obiettivi comuni tra tutti coloro che si occupano di natura, ambiente, sostenibilità e alimentazione sana. Se, partendo dal nostro lavoro di singoli o di piccoli gruppi, riusciremo a creare una rete più vasta a livello nazionale, i risultati potrebbero essere veramente importanti». 

Qualche suggerimento a chi volesse avvicinarsi alla raccolta delle erbe spontanee: come iniziare? Cosa c'è da sapere o da imparare?

«Partendo dalla nostra piccola esperienza, abbiamo consolidato la convinzione che per saper riconoscere ed apprezzare i sapori e saper utilizzare al meglio le nostre amiche erbacce, occorre un approccio serio, basato almeno su una conoscenza di base. Crediamo che sia importante, nella prima fase, affidarsi a conoscitori esperti, senza comportarci da saccheggiatori; la natura è generosa e pensa a tutti i suoi figli ma la terra non ci appartiene. Ricordiamoci sempre che animali e insetti fanno un grosso lavoro per assicurare a tutti la bellezza e l’abbondanza che solo Madre Terra è in grado di donarci. Occorre ricordarsi anche di raccogliere le erbe in luoghi lontani da fonti di inquinamento, mai, in nessun caso, lungo le strade trafficate o nei pressi di coltivazioni intensive, che fanno uso di sostanze chimiche. Come ci insegna il nostro caro amico ed esperto di erbe Paolo Buratti, che collabora anche alla cura dell’Orto Botanico dell’università di Pisa, meglio iniziare facendo corsi nella propria zona di residenza, in modo da potersi poi esercitare a ritrovare le erbe che si è imparato a riconoscere. Come in tutte le cose, occorre un minimo di costanza e di dedizione». 

Come vengono utilizzate le erbe spontanee? E dove si trovano i suggerimenti
per trasformarle in modo sicuro?


«Da sempre le erbe spontanee sono utilizzate nell’alimentazione umana per zuppe, insalate o contorni. Le ricette sono innumerevoli nella tradizione culinaria italiana, ma ultimamente una ventata di novità e di fantasia sta portando alla creazione di sempre nuovi piatti salutari e “consapevoli”. Il nostro consiglio è quello di seguire i suggerimenti ed i corsi della nostra chef,  Beatrice Calia, l’Erbana, che con le erbe ed i fiori eduli sa creare piatti che sono una vera gioia per gli occhi e per il palato. Per la trasformazione delle erbe spontanee e per conservare la loro bontà nella nostra dispensa invece possiamo seguire i consigli di Tiziana Fabiani, che nella sua Azienda Agricola Forra’ Pruno a  Lamporecchio (PT),  prepara ottimi pesti ed altri prodotti trasformati a base di “erbi”».  

QUI la pagina Facebook dell'evento

di Beatrice Salvemini

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