Meno carne per salvare ambiente e salute: ora lo dice anche il World Economic Forum

Ora ad ammetterlo è anche uno studio del World Economic Forum: introdurre proteine alternative e limitare il consumo di carne potrebbe ridurre di un quarto le emissioni di gas serra e diminuire le morti premature.

10 Gennaio 2019

Cambiare la dieta per salvare il Pianeta. Bilanciare infatti il regime alimentare, introducendo proteine alternative e limitando il consumo di carne, potrebbe ridurre drasticamente, di circa un quarto, le emissioni di gas serra, e potrebbe al contempo ridurre del 5% le morti prevenibili ogni anno, con milioni di vite risparmiate. Ad ammetterlo è oggi anche uno studio del World Economic Forum , che dimostra come il bilanciamento del consumo di carni con fonti proteiche alternative può portare a benefici significativi sia per la salute umana sia per l'ambiente.
Per quanto riguarda la salute dell'uomo, lo studio dimostra che passare dal consumo di manzo a quello di proteine alternative potrebbe ridurre il totale dei decessi legato alla dieta alimentare del 2,4%, raggiungendo il 5% nei Paesi più ricchi.

L'impatto della carne di manzo

Allo stesso tempo, in termini di impatto ambientale, i dati del 2010 rilevano come la sola produzione di carne di manzo sia responsabile del 40% delle emissioni di gas serra legate al cibo. La ricerca evidenzia quindi la forte differenza della produzione di gas serra derivata dalla carne rispetto alle altre fonti proteiche: se il manzo ha infatti un'intensità di emissione pari a 23,9 kg di CO2 per un equivalente di 200 Kcal, altre fonti proteiche come fagioli, insetti, grano e nocciole emettono circa 1 kg di CO2 per un equivalente analogo di valore nutrizionale. Altre fonti proteiche quali tofu, maiale, alghe e pollo producono invece dai 3 ai 6 kg di CO2 equivalenti.
In particolare, lo studio analizza 13 fonti di proteine che includono: manzo, maiale e pollo; frutta e vegetali che possono essere consumati freschi o lavorati, come fagioli e piselli; sostituti proteici non animali lavorati come tofu, prodotti di glutine di frumento o microproteine; nuovi prodotti come carne di coltura, insetti e alga spirulina.

Ma i compromessi suggeriti...

Lo studio ammette che "sarà impossibile soddisfare in modo sostenibile la domanda futura di carni a livello mondiale". Ma salva comunque la produzione di carne, sebbene ridotto; si legge infatti: "Ciò che questo studio dimostra è che può invece essere possibile produrre abbastanza nutrimento per 10 miliardi di persone nel mondo e migliorare la salute delle persone anche senza eliminare la carne totalmente, ma a patto di utilizzare produzioni innovative e di adottare uno stile alimentare vario e bilanciato", come sottolinea il Managing director del World Economic Forum, Dominic Waughray. Ed è partito il richiamo agli allevatori all'utilizzo di mangimi innovativi per gli animali, a partire dagli insetti. Su questo punto evidentemente non tutti sono concordi.

Scegliere vegan: opzione possibile

Vegan, rivoluzione e amore: sono sempre di più coloro che scelgono queste tre parole chiave per alleggerire la nostra impronta sul Pianeta e mettere in atto una piccola grande trasformazione quotidiana.

E sono proprio queste le parole chiave che ci accompagnano lungo il percorso di lettura proposto da Alfredo Meschi e Beatrice Di Cesare nel loro Vegan revolution , in cui invocano un cambiamento ecologico radicale per la salvezza di tutti gli animali, umani e non umani, e del pianeta stesso in cui viviamo.
La prima parte di Vegan revolution racconta 45 esperienze che, nel segno dell’antispecismo e della liberazione animale, sono attive qui e ora per organizzare nuove pratiche (come la Vegan street bank), azioni di solidarietà (come la Vegan Sunday soup), iniziative culturali (dalla pubblicità antispecista al Vegan Tattoo Circus) e porre le basi per un futuro etico ed egualitario, inclusivo e cruelty free.
Nella seconda parte del libro Beatrice ci racconta la sua «rivoluzione dei dettagli»: tante piccole grandi scelte quotidiane per lasciare sulla terra un’impronta leggera e nello stesso tempo offrire un modello di sostenibilità a cui ispirarsi.

di Terra Nuova